Stanotte su Rai Uno alle 02,50 The Aviator di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio

Martin Scorsese ci parla del cinema, attraverso uno dei suoi più ammirevoli, folli protagonisti. Il regista è riuscito a organizzare al meglio una materia narrativa ricca e complessa, realizzando un’opera omogenea, equilibrata e senza momenti sbiaditi

  • Anno: 2004
  • Durata: 160'
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Martin Scorsese

Stasera in tv su Rai Uno alle 22,55 The Aviator, un film del 2004 diretto da Martin Scorsese, dedicato alla vita di Howard Hughes, imprenditore, regista, aviatore e produttore cinematografico statunitense, che riuscì a creare un proprio impero ad Hollywood ed a realizzare azzardatissimi progetti aeronautici, investendo nell’impresa i capitali che gli lasciò il padre dopo la sua morte. Il film, prodotto da Michael Mann, Sandy Climan, Graham King e Charles Evans Jr., ripercorre la vita di Hughes dalla fine degli anni venti fino al 1947, anni durante i quali egli divenne produttore cinematografico di successo e magnate dell’aviazione, ma insieme a tutto questo cresce in lui un grave disturbo ossessivo-compulsivo aggravato da alcuni incidenti aerei. The Aviator è stato candidato a 11 premi Oscar, tra cui miglior film, miglior regista per Scorsese, miglior sceneggiatura originale, miglior attore per Leonardo DiCaprio e miglior attore non protagonista per Alan Alda, e vincendone 5 per la miglior fotografia, miglior montaggio, migliori costumi, miglior scenografia e miglior attrice non protagonista per Cate Blanchett. Questo successo in seguito si sarebbe ripetuto con la pellicola di Scorsese Hugo Cabret, sette anni più tardi.

Sinossi
La storia di Howard Hughes, giovane erede della compagnia petrolifera “Hughes Tool Co.”, produttore cinematografico, regista, aviatore. Oltre agli aerei ha la passione per le donne (tra le sue conquiste ci sono Jean Harlow, Katharine Hepburn, Ava Gardner). Ma Hughes ha manie e fobie che a poco a poco prendono il sopravvento.

Martin Scorsese ci parla del cinema, attraverso uno dei suoi più ammirevoli folli protagonisti, ma solo per formare una metafora ardita dell’incoscienza umana (e sul fallimento del sogno americano). Ma il regista newyorchese ci parla anche di donne, aerei, malattie mentali, con un DiCaprio inappuntabile ed un ritmo che, nonostante le quasi tre ore di film, non cede quasi mai. Certo, tagliare qua o là non avrebbe influito più di tanto sulla storia, sui suoi contenuti o sulla riflessione che necessariamente essi generano; ciononostante The aviator è realmente appassionante, da godere dall’inizio alla fine, perdendosi negli squilibrati (non per forza nel senso patologico del termine) meandri della laboriosa ed instancabile mente di Howard Hughes. Appassionante, fiammeggiante, sfolgorante, il film lascia senza fiato (si noti come lo stile visivo segua quello delle rispettive epoche e dei rispettivi generi, dalla commedia sofisticata anni 30 al noir anni 40). Scorsese è riuscito a organizzare al meglio una materia narrativa ricca e complessa, realizzando un’opera omogenea, equilibrata e senza momenti sbiaditi. Tematicamente, è un film scorsesiano al 100%. È un fantasmagorico viaggio in un immaginario lussureggiante, che oscilla tra realismo storico e iperrealismo sovreccitato, che sfocia nella patologia visionaria nel momento in cui Hughes si chiude nella sua personale sala di proiezione. Nevrotico, ossessivo, maniacale, divorato da una violenza interiore, malato di gigantismo, eccentricità, ambizione, Hughes è l’alter-ego di Scorsese e di tutto il suo cinema. È, a suo modo, un altro Travis Bickle, un solitario, questa volta alle prese non con l’inferno metropolitano, ma con quello hollywoodiano. The aviator  è un magnifico affresco sull’America (con le sue componenti di spettacolo, mass-media, potere politico, economia, puritanesimo) e sul suo Sogno. È anche il capolavoro interpretativo di DiCaprio, un Howard Hughes difficile da dimenticare. L’incredibile Cate Blanchett, in un ruolo quasi impossibile, fa miracoli. Ancora: è un film d’equipe, in cui i contributi tecnici (scenografia, fotografia, etc) hanno un’importanza fondamentale nella resa di un universo ammaliante.

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Utlima modifica: 26 Ottobre, 2019



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