Stasera in tv su Rete 4 alle 21,25 Prova a prendermi di Spielberg, con Leonardo DiCaprio, Tom Hanks e Christopher Walken

Tra i film diretti da Steven Spielberg nell'ultimo decennio sicuramente uno dei migliori: un'altra parabola sull'American Dream, visto da una prospettiva piuttosto insolita. Gran ritmo e divertimento, fotografia che omaggia la pop-art con colori caldi e squillanti. Ottimi Leonardo DiCaprio, Tom Hanks e Christopher Walken

  • Anno: 2002
  • Durata: 141'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Steven Spielberg

Stasera in tv su Rete 4 alle 21,25 Prova a prendermi (Catch Me If You Can), un film del 2002 diretto da Steven Spielberg, adattamento del romanzo autobiografico Catch Me if You Can di Frank Abagnale Jr. Il film ha riscosso un buon successo, sia da parte della critica che del pubblico, ottenendo due candidature ai Premi Oscar 2003 grazie a John Williams (migliore colonna sonora) e Christopher Walken (miglior attore non protagonista, nel ruolo del padre di Frank Abagnale Jr.). Il film si basa sulla vera storia di Frank Abagnale Jr., che tra il 1964 e il 1969 riuscì a incassare centinaia di assegni falsi in 26 paesi del mondo e in tutti gli Stati Uniti. Frank Abagnale scrisse la sua autobiografia quando era già stato rilasciato. Successivamente Abagnale ha continuato a lavorare nel settore delle finanze, contribuendo allo sviluppo delle tecniche anti-contraffazione delle banche, disegnando anche nuovi tipi di assegni. Jeff Nathanson, per la realizzazione di Prova a prendermi, ha adattato il libro cambiando alcuni particolari, ma comunque sempre in collaborazione con Abagnale. Per esempio esagera il rapporto tra Abagnale e Hanratty (che in realtà nel libro si chiama Sean O’Riley) e tralascia particolari (ad esempio, dopo essere stato detenuto in Francia, Abagnale scontò altri sei mesi in una prigione svedese). Il film è costato in tutto 87 milioni di dollari. Questo è il primo film dal 1988 in cui Tom Hanks non riceve il compenso più alto per un ruolo di protagonista, assegnato a Leonardo DiCaprio.

Sinossi
Frank W. Abagnale è un truffatore provetto. Nonostante non abbia ancora ventun anni, ha già assunto mille diverse identità: medico, avvocato, pilota di linea, docente di storia, assistente del procuratore generale… Grazie alla sua straordinaria abilità come falsario, ha messo da parte una fortuna: oltre sei milioni di dollari. Sulle sue tracce c’è l’agente Carl Hanratty, intenzionato a catturare colui che è entrato nelle liste dell’Fbi come il più giovane criminale di tutti i tempi.

Tra i film diretti da Steven Spielberg nell’ultimo decennio sicuramente uno dei migliori: un’altra parabola sull’American Dream, visto da una prospettiva piuttosto insolita, con un protagonista che gioca a fare il mago della truffa, ma alla fine si redime e rientra perfettamente nei ranghi della società per bene. La storia è vera ed è tratta dall’autobiografia di Frank Abagnale, anche se il personaggio del poliziotto Tom Hanks è stato creato su misura per lo schermo (nella realtà questo antagonista onesto di Frank non è mai esistito), così come la scena in cui Frank si improvvisa professore di liceo è frutto della fantasia degli sceneggiatori. Spielberg evita i vezzi d’epoca e tiene sotto ferreo controllo il citazionismo nostalgico: le serie televisive e gli eroi del cinema entrano in gioco perché funzionali alla narrazione, laddove il dottor Kildare, Perry Mason e James Bond servono a Frank come modelli per le sue successive personificazioni. Così, la vicenda di Frank Abagnale (che è, sia nella realtà che nella finzione, “a lieto fine”) diventa un’ideale parabola americana. Comincia con il crollo impietoso del Sogno (il fallimento del padre di Frank – un grande Christopher Walken – pesa su tutto il film con la sua sconcertata amarezza e con la sua disarmata voglia di ricominciare), prosegue con l’ebbrezza incosciente della truffa (della possibilità di diventare chiunque si voglia, di ottenere lauree con sole tre settimane di studio, di salire con un balzo in cima alla scala sociale: ma non era questo il vero Sogno?) e finisce con lo sberleffo del passaggio alla Legge, che ha un bisogno disperato di truffatori per agguantarne altri. Gran ritmo e divertimento, fotografia che omaggia la pop-art con colori caldi e squillanti, un Leonardo Di Caprio perfettamente a suo agio nel trasformismo ostentato del personaggio, un ottimo Christopher Walken nel ruolo del padre, che surclassa facilmente tutti gli altri caratteristi fra cui la francese Nathalie Baye, ex musa di Truffaut. Un po’ lunghetto nella durata, ma quasi mai prolisso.

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Utlima modifica: 14 Aprile, 2019



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