37 Bergamo Film Meeting: Eggs di Bent Hamer

Riproposto a Bergamo, nel corso della retrospettiva, l'esordio al lungometraggio del cineasta norvegese, di cui a metà anni '90 si facevano già apprezzare lo humour, l'originalità e le sottili implicazioni esistenziali

  • Anno: 1995
  • Durata: 86'
  • Nazionalita: Norvegia
  • Regia: Bent Hamer

Quando al Palazzo delle Esposizioni, nel periodo che andava dal 27 aprile al 6 maggio 1996, venne organizzata una scoppiettante Settimana del cinema Norvegese, per noialtri che già amavamo le cinematografie scandinave fu occasione di scoprire una produzione estremamente varia e dalla qualità media davvero degna di nota. Diversi, del resto, erano i cineasti attivi in Norvegia intenti in quegli anni a realizzare opere interessanti e molto personali. Giusto per fare qualche nome: Unni Straume, Knut Erik Jensen, Thomas Robsahm Tognazzi. E tra loro qualcuno, vedi ad esempio l’ultimo nome elencato, poteva vantare anche uno stretto legame con l’Italia. Ma la rassegna capitolina fu utile tra le altre cose a segnalare un esordio, la cui importanza sarebbe divenuta chiara negli anni a venire: quello di Bent Hamer. Girato nel 1995, il suo Eggs non poteva certo passare inosservato.

Nel frattempo il regista norvegese, sempre più apprezzato a livello internazionale, ne ha fatta di strada. E grazie all’invito del Bergamo Film Meeting è stato possibile non soltanto averlo come ospite qui in Italia, ma anche ripassare sul grande schermo tutta la sua filmografia, a partire proprio da quell’esordio al lungometraggio tanto singolare quanto seminale, se si considerano i film successivamente realizzati.
In Eggs sono infatti presenti, in nuce, i temi di maggior rilievo e certi procedimenti stilistici, soprattutto a livello di montaggio, che ne caratterizzeranno le opere più mature. Sebbene questo suo primo film possa già essere considerato insolitamente maturo e profondo.
Nella quotidianità dei protagonisti, due fratelli ormai anziani che hanno condotto tutta la loro vita assieme, senza mai allontanarsi l’uno dall’altro, Bent Hamer ha saputo insinuare uno sguardo curioso da cui emergerono, anche attraverso sottili notazioni umoristiche, il valore fondante dell’abitudine, la tenerezza di un rapporto solo apparentemente burbero e il cristallizzarsi nella senilità di determinati approcci caratteriali. Scene montate in funzione di minuscole variazioni sul tema ironizzano ulteriormente sull’invariabilità della situazione. Ma anche un orizzonte immobile come questo può andare incontro a salutari scossoni. E l’arrivo in casa di un terzo personaggio, persino più stralunato e fuori dal mondo dei due fratelli, finirà per scardinare gli schemi prestabiliti, aprendo le porte a un possibile ripensamento di quanto esperito fino ad allora e perciò al cambiamento. La stravaganza del nuovo arrivato, poi, con una eccentrica collezione di uova e il caratteristico verso da uccello a definirne la personalità, rappresenta quel tocco di genialità in grado di assicurare unicità, spessore e sorpresa a un racconto cinematografico già ben strutturato, nella sua sintassi così semplice e geometrica.

Utlima modifica: 31 marzo, 2019



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