La Befana vien di notte, il ritorno al cinema di Michele Soavi

Michele Soavi realizza una graziosa commedia natalizia sui valori dell’amore, dell’amicizia e della fratellanza. L’accoppiata Cortellesi/Fresi, le meravigliose location e la sceneggiatura di Nicola Guaglianone sono una garanzia per un film adatto a persone di qualsiasi età

  • Anno: 2018
  • Durata: 98'
  • Distribuzione: Universal Pictures, Lucky Red
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Michele Soavi
  • Data di uscita: 27-December-2018

Michele Soavi ritorna al cinema con La Befana vien di notte, lungometraggio che prende le distanze dai suoi precedenti lavori (Deliria, La chiesa, Dellamorte Dellamore) e che vede come protagonista Paola Cortellesi nelle vesti della famosa vecchietta che vola con la sua scopa dispensando caramelle o carbone ai bambini. L’attrice romana si è dichiarata lusingata di interpretare un personaggio che è stato parte dell’immaginario di ogni bambino. Ad affiancarla in questo ruolo, il cui soggetto e la sceneggiatura sono di Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot, Indivisibili, Benedetta Follia), troviamo un ottimo Stefano Fresi nei panni del cattivo Mr. Johnny, simpatico grassoccio che cerca di rubarle il mestiere. Paola, di giorno, è una giovane e bella maestra di una scuola elementare in un paese del Trentino, mentre di notte diventa la Befana. Rapita dal produttore di giocattoli, Mr. Johnny, il quale ha un conto in sospeso con lei per avergli rovinato l’infanzia, avendo trovato la sua calza vuota, si trova con tutte le sue forze a cercare di scappare dalle grinfie dell’energumeno. Ma Paola può contare sui suoi alunni, i quali tenteranno di salvarla in sella alle loro biciclette.

La Befana vien di notte ci fa piombare fin dalle primissime inquadrature in un fantasy: seguiamo il volo notturno della Befana che sorvola il paesino innevato a cavallo della sua scopa e la sua trasformazione in Paola; la meravigliosa fotografia curata da Nicola Pegorini  (il direttore di fotografia dei film diretti da Terry Gilliam) e gli effetti speciali curati da Fabio Traversari e Rodolfo Migliari ci portano alla memoria I Goonies o I Gremlins. Il film è stato girato sulle montagne del Trentino Alto Adige e sul Monte Terminillo nel Lazio, regalandoci scorci mozzafiato e paesaggi innevati. Quello che è evidente fin dall’inizio del lungometraggio è che il senso logico della realtà viene abbandonato, lasciando spazio alla fiaba.

Michele Soavi aveva diretto il suo ultimo lungometraggio nel 2008, Il sangue dei vinti, dedicandosi in seguito alla regia di diverse fiction (Caccia al Re – La Narcotici, Questo è il mio paese e Rocco Schiavone), ma ciò che sorprende è il suo dirigere un’opera ben lontana dalle trame terrificanti dei suoi primi film, regalandoci una graziosa commedia natalizia sui valori importanti dell’amore, dell’amicizia e della fratellanza. L’accoppiata Cortellesi/Fresi, le meravigliose location e la sceneggiatura di Nicola Guaglianone sono una garanzia per un film adatto a persone di qualsiasi età.

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Utlima modifica: 28 Dicembre, 2018



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