Stasera in tv su Iris doppio Clint Eastwood dalle 21 in poi, con i film Gunny e Flags of Our Fathers

Oggi Iris dedica la prima e la seconda serata a Clint Eastwood con i film Gunny (1986) e Flags of our Fathers (2006)

Oggi Iris dedica la prima e la seconda serata a Clint Eastwood, attore, regista, produttore cinematografico, compositore e politico statunitense. Vincitore due volte del Premio Oscar per la miglior regia, uno alla memoria Irving G. Thalberg e due come miglior film, 1 Premio César, 6 Golden Globe e 4 David di Donatello. I film in programma sono Gunny (1986), che dietro la sua apparenza guerrafondaia nasconde un notevole sarcasmo verso il militarismo reaganiano dell’epoca, e Flags of Our Fathers (2006), in cui il regista continua a sviluppare la silenziosa moralità individuale dei suoi antieroi solitari.

Gunny (Heartbreak Ridge) è un film del 1986 diretto e interpretato da Clint Eastwood. Il titolo originale della pellicola è un riferimento alla battaglia di Heartbreak Ridge, svoltasi durante la guerra di Corea, mentre ‘Gunny’ è l’abbreviazione informale di Gunnery sergeant, grado dei sottufficiali dei Marines. Sarcastico, ironico, un film da veri duri. Il personaggio Gunny è geniale, come lo sono le sue battute: taglienti, criptiche, epiche. Smarrito nei momenti in cui fronteggia l’ex moglie e cerca le risposte in riviste femminili, tutto d’un pezzo nell’addestramento delle truppe apatiche che ritrovano il credo nella disciplina. La doppiezza dell’essere inserita in un contesto militarista, ma non troppo. Eastwood se lo produce, se lo gira e se lo interpreta in modo impeccabile. Un plauso anche al doppiaggio italiano, mai così azzeccato. Un film che dietro la sua apparenza guerrafondaia nasconde un notevole sarcasmo verso il militarismo reaganiano dell’epoca.

Sinossi
Il sergente Highway “Gunny” è un veterano del corpo dei marine. Ha combattuto in Corea e in Vietnam, e ora ha la divisa carica di medaglie. Attualmente (siamo nel 1983) fa l’addestratore: gli viene assegnato un plotone di reclute che si incarica di svezzare e di trasformare in macchine da guerra. Anche lui ha le sue rogne: soprattutto è ancora innamorato della moglie da cui è divorziato. Al termine dell’addestramento, arriva un’ordine: invadere Grenada.

Flags of Our Fathers è un film del 2006 diretto da Clint Eastwood e scritto da William Broyles Jr e Paul Haggis. Eastwood ha filmato un secondo film sulla stessa battaglia intitolato Lettere da Iwo Jima, che però ritrae il punto di vista giapponese. Basato sull’omonimo libro scritto da James Bradley e Ron Powers, descrive la battaglia di Iwo Jima dal punto di vista dei marines statunitensi. È la ricostruzione di come tre di sei marines che furono fotografati nell’atto di innalzare la bandiera americana sul suolo giapponese di Iwo Jima siano stati fagocitati dalla macchina di propaganda americana come simbolo tangibile della imminente vittoria sul nemico ed al contempo per raccogliere fondi da destinare ai disastrosi bilanci della guerra. Eastwood pensa che gli eroi siano qualcosa che creiamo noi, perché ne abbiamo bisogno, ma che in realtà siano uomini che sono morti per i loro compagni. In un film corale e profondamente americano (l’America delle radici, del rapporto con la memoria e con la tradizione), Eastwood continua a sviluppare la silenziosa moralità individuale dei suoi antieroi solitari. Nel 2006 Flags of Our Fathers è stato inserito nella lista dei migliori dieci film dell’anno dal National Board of Review of Motion Pictures. Il regista Clint Eastwood è stato nominato come miglior regista ai Golden Globe 2007. Inoltre il film è stato nominato per due Premi Oscar 2007: miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

Sinossi
La foto della bandiera a stelle e strisce issata sul monte Suribachi, a Iwo Jima, fa il giro del mondo. I sei marines che vi sono ritratti diventano, loro malgrado, simboli patriottici. In tre sopravvivono ai primi scontri e tornano dal fronte, per sopportare il peso della retorica mediatica.

Utlima modifica: 13 settembre, 2018



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