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Netflix Film

Senza lasciare traccia di Gianclaudio Cappai, un’opera prima coraggiosa che rivela maturità di sguardo

Al suo esordio nel lungometraggio, Gianclaudio Cappai dimostra maturità di sguardo, non allineandosi al piattume visivo contemporaneo

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Senza lasciare traccia é in streaming su Netflix

Senza lasciare traccia Recensione

Gianclaudio Cappai, dopo aver realizzato un cortometraggio vincitore al Festival di Torino nel 2007 (Purchè lo senta sepolto) e un mediometraggio presentato al Festival di Venezia nel 2009 (So che c’è un uomo), esordisce nel lungometraggio con Senza lasciare traccia, cimentandosi con una storia di fantasmi del passato che devono essere affrontati per poter vivere un presente difficile, che richiede l’elaborazione di un antico fatto traumatico.

Afflitto da una malattia incurabile, l’insegnante Bruno (Michele Riondino) decide di accompagnare la moglie restauratrice Elena (Valentina Cervi) in viaggio verso un’indefinita località del Nord, dove un episodio dell’infanzia lo ha segnato nel corpo e nell’anima. Mentre lei lavora su un antico dipinto, lui approfitta del tempo libero per raggiungere l’amica Vera, nella fornace ormai abbandonata in cui vive con il padre. Nessuno dei due riconosce quell’intruso dalle intenzioni sempre più ambigue.

Interessante e ambizioso questo progetto del regista cagliaritano, a cui, tra gli altri, partecipa in veste di attore anche Vitaliano Trevisan, che i più ricorderanno in quanto protagonista di Primo amore di Matteo Garrone, e questo dato svela che in molti hanno creduto nel valore di una sceneggiatura di non facile realizzazione. Cappai rivela una buona visionarietà – particolarmente riuscite, in questo senso, sono le sequenze della fornace – con cui tenta di dare forma alla vita interiore del protagonista, vista la reticenza nel fornire elementi attraverso cui ricostruire i fatti che costituiscono la premessa dell’intera vicenda.

La batteria simbolica messa in scena (il quadro dal soggetto cupo, il cavallo morente, la magmatica ambientazione della fornace) sembra seguire una tradizione autoriale ben radicata (il primo riferimento che viene in mente è quello del cinema del russo Tarkovskij), deliziando a tratti lo sguardo dello spettatore, che pur fatica, data la volontaria omissione di taluni indizi diegetici, a muoversi nel fitto mosaico del passato del protagonista.

Pare, anzi, che ci sia stato un certo metodo nel trattenere la narrazione, probabilmente perché si è ritenuto inappropriato fornire un’eccessiva visibilità a una materia che richiedeva, per sua natura, di essere sottratta ai riflettori, ed essere evocata attraverso rare e incisive pennellate, senza accondiscendere al didascalico intento di rivelare i fatti fino in fondo.

Non capiamo esattamente cosa accadde quel giorno al piccolo Bruno, comprendiamo però che fu un episodio dolorosissimo, una violenza intollerabile, e questo è quanto basta; il regista imbriglia la macchina da presa, segnalandoci un fuori campo da cui riverbera un orrore che non può trovare una forma che lo contenga: sarebbe stato davvero ingenuo, d’altronde, cedere a tale tentazione, e, dunque, Cappai dimostra maturità di sguardo. Non si può, per tali ragioni, non elogiare il coraggio di un esordiente che orgogliosamente non si allinea al piattume visivo contemporaneo.

Senza lasciare traccia Trama

Will, ex veterano con disturbo post traumatico, vive nella foresta con la figlia tredicenne Tom. I contatti con la società sono ridotti al minimo, in quanto l’uomo non riesce a sopportare la presenza di troppe persone. Dopo essere stati scoperti vengono affidati ai servizi sociali, che li obbligano a vivere e lavorare in una comunità dell’Oregon. Ben presto Will si sente nuovamente oppresso e decide di fuggire con la riluttante figlia, che aveva appena iniziato ad ambientarsi.

La coppia si rifugia in un casolare sperduto, ma Will ha un incidente, ferendosi a una gamba, e Tom è costretta a cercare aiuto per soccorrerlo, trovando delle persone disposte ad aiutarli e ad accoglierli, senza portare l’uomo in ospedale. Una volta rimessosi, Will sente però il bisogno di allontanarsi ed isolarsi di nuovo. Questa volta però Tom si oppone, e padre e figlia sono così costretti a dividersi.

Distribuito da Penny Video, Senza lasciare traccia è disponibile in dvd, in formato 1.85:1, con audio Dolby Digital 2.0 e sottotitoli in inglese, portoghese e russo opzionabili.

Nei contenuti speciali  sono presenti due cortometraggi (Purchè lo senta sepolto e So che c’è un uomo); commento audio del regista con il critico Roberto Silvestri; nella confezione è anche presente un booklet di 24 pagine.

  • Anno: 2016
  • Durata: 93'
  • Distribuzione: Penny Video
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Gianclaudio Cappai