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Crazy for football: il progetto raccontato dal documentario che vinse il David di Donatello 2017 continua con la seconda Dream World Cup, a Roma dal 13 Maggio, in coincidenza col quarantennale della Legge Basaglia

Nato dall'idea di un film autoprodotto da Francesco Trento e Volfango De Biasi, con l'aiuto dello psichiatra Santo Rullo, il progetto è diventato un movimento che attualmente coinvolge Argentina, Cile, Francia, Giappone, Italia, Perù, Senegal, Spagna, Ucraina e Ungheria.

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La prima coppa mondiale di calcio per persone con problemi di salute mentale è stata raccontata da Crazy for football, documentario vincitore del David di Donatello 2017, scritto da Francesco Trento e da Volfango De Biasi che ne ha curato anche la regia. Ora, quell’emozionante viaggio dall’Italia al Giappone della squadra di calcio a 5 in maglia azzurra, composta da 12 pazienti provenienti dai dipartimenti di salute mentale di tutta Italia, avrà un seguito: la seconda edizione della Dream World Cup si disputerà a Roma dal 13 al 16 Maggio al Pala Tiziano tra Argentina, Cile, Francia, Giappone, Italia, Perù, Senegal, Spagna, Ucraina e Ungheria. I biglietti sono prenotabili gratuitamente sul sito www.dreamworldcup.net

Tutto cominciò nel 2004 con il film Matti per il calcio, realizzato e autoprodotto da Francesco Trento e Volfango De Biasi, con l’aiuto dello psichiatra Santo Rullo. L’opera metteva in luce il lavoro di gruppo della squadra di calcio a 5 del “Gabbiano” composta da persone con disabilità mentale che grazie allo sport erano stimolate ad integrarsi tra loro e a superare debolezze e paure. La fama del progetto cominciò ad espandersi oltre i confini nazionali, finchè alcuni psichiatri giapponesi visitarono la struttura del professor Rullo e deciseo di dar vita a un Campionato Mondiale con prima edizione a Osaka nel 2016.

La data di inizio della seconda edizione della Dream World Cup, 13 Maggio, coincide significativamente con il quarantennale della legge Basaglia che chiuse i manicomi in Italia. Le due esperienze raccontate dai film di Trento e De Biasi rimarcano la possibilità di trovare metodi costruttivi per migliorare il benessere generale dei pazienti psichiatrici. In particolare, evidenziano che il calcio incide positivamente sull’equilibrio psicofisico perchè stimola la produzione di serotonina e permette talvolta di diminuire la somministrazione di psicofarmaci, oltre a far crescere l’autostima, la consapevolezza di sé, il confronto con gli altri e la socievolizzazione.

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