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FILM DA VEDERE

Avventure di un uomo invisibile di John Carpenter

Con Avventure di un uomo invisibile Carpenter cerca in qualche modo di riallacciare i rapporti con i grandi studios hollywoodiani. Il regista fa uso di una tecnica eccellente per mezzo di favolosi effetti speciali, non atti a gonfiare scene spettacolari, bensì a enfatizzare momenti spesso gustosi e ironici

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Avventure di un uomo invisibile, un film del 1992, diretto da John Carpenter. Molte delle scene del film si svolgono a San Francisco. Il film è basato sul romanzo di H.F. Saint avente nome simile: Ricordi di un uomo invisibile (in inglese i nomi coincidono). Esso presenta un cast composto da Chevy Chase, Daryl Hannah e Sam Neill.

Sinossi
Nick, opaco uomo d’affari, rimane vittima di un inspiegabile incidente in un’industria chimica e si trasforma in un essere invisibile. La Cia affida il caso a Jenkins, il quale ha una gran voglia di metter le mani su Nick per farne uno strumento per le sue trame politiche. Ha inizio un tenace inseguimento che porta Nick (e Jenkins) nella villa di un collega in riva all’oceano, dove ottiene l’aiuto della bella Alice di cui è da tempo innamorato. Non ha la forza dirompente dei capolavori di carpenter, ma è comunque un intrattenimento godibile, con divertenti effetti speciali e una “morale” quasi didascalica sull’invisibilità come metafora dell’uomo comune.

Con Avventure di un uomo invisibile Carpernter cerca in qualche modo di riallacciare i rapporti con i grandi studios hollywoodiani. Aldilà dell’omaggio che offre della pellicola originale di Whale, non si può nemmeno dire che sia un remake di quel film. Il carattere del protagonista è praticamente opposto al personaggio della pellicola originale. Se in quest’ultimo c’era l’ambizione, attraverso l’invisibilità, di ottenere il potere con ogni mezzo, nella pellicola di Carpenter l’invisibilità è più un impedimento del quotidiano, anzi un riflesso della propria condizione sociale di invisibile, come sottolineato dall’antagonista Jenkins. Paradossalmente per Nick Halloway l’invisibilità diviene non solo un tratto distintivo che lo estrae dalla massa, ma anche il mezzo per arrivare ad una maggiore consapevolezza di se stesso e di capire la superficialità della propria esistenza fino all’incidente. Un’operazione in qualche modo analoga a quells Carpenter aveva compiuto nel remake de La Cosa.

Il film più costoso di Carpenter e quindi, in proporzione, il suo fiasco maggiore. Peccato, perchè questo è un’ottimo film fantasy per tutta la famiglia ma di maggior spessore rispetto al “fratello” Starman (criticato all’epoca di tradire il percorso dell’autore per cedere alle lusinghe hollywwodiane che lo avrebbero voluto più vicino a un cinema alla Spielberg). Carpenter non si sottomette alla regola che colpisce gli artigiani del B-Movies, ovvero l’equazione più soldi= meno idee. Qui le idee ci sono, e c’è pure una bella riflessione sull’essere e sull’apparire. In più i soldi portano all’utilizzo di una tecnica eccellente per mezzo di favolosi effetti speciali, non atti a gonfiare scene spettacolari bensì a enfatizzare momenti, spesso ironici, in cui l’uomo invisibile è costretto a fare i conti con il suo status di persona anormale.

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  • Anno: 1992
  • Durata: 100'
  • Genere: Commedia, Fantastico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: John Carpenter