Stasera in tv su Rai Storia alle 22,55 Che strano chiamarsi Federico, l’ultimo film di Ettore Scola dedicato al grande regista riminese

Un formidabile 'documento-testamento', a vent'anni dalla scomparsa di Federico Fellini. Una sensibile, affettuosa e doverosa testimonianza per uno dei più grandi maestri nella Storia del Cinema

  • Anno: 2013
  • Durata: 90'
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Ettore Scola

Stasera in tv su Rai Storia alle 22,55 Che strano chiamarsi Federico, un film del 2013, l’ultimo diretto da Ettore Scola, e scritto insieme alle figlie Paola e Silvia. Come lo stesso regista ha dichiarato, il film è “un piccolo ritratto di un grande personaggio“: Federico Fellini. Presentato durante la settantesima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano ha ottenuto il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker.

Sinossi
Il film, basato sui ricordi personali di Scola, si concentra in particolare sui primi anni della carriera di Fellini: il suo arrivo a Roma, gli inizi come vignettista nella redazione del Marc’Aurelio (dove conobbe tra gli altri proprio Scola), fino al suo primo approdo nel cinema come sceneggiatore.

Il grande Ettore Scola fornisce la sua personalissima visione del maestro Federico Fellini. Tra personaggi, spezzoni, ricostruzioni, Scola prova a spiegare il retroterra che ha portato alla creazione del genio felliniano: come, dove e in che modo si è formata la personalità poliedrica del più grande regista nostrano. Un omaggio da colui che è di diritto un’altra pietra miliare del cinema italiano, e che purtroppo recentemente ci ha lasciato. Un film bello anche nella sua semplicità, tra ricordi trasfigurati in una narrazione fluida e ben ricostruita, soprattutto nei passaggi che rievocano le prime esperienze sia di Fellini che di Scola in un’Italia a cavallo della seconda guerra mondiale. Un formidabile ‘documento-testamento’, a vent’anni dalla scomparsa di Federico Fellini. Una sensibile, affettuosa e doverosa testimonianza per uno dei più grandi maestri nella Storia del Cinema. È una personale ricostruzione della poetica felliniana attraverso sessant’anni di carriera, dalle sue prime esperienze come vignettista satirico per lo storico Marc’Aurelio, vera fucina di talenti (da Steno ad Age e Scarpelli, allo stesso Scola), alla naturale evoluzione verso la settima arte: un percorso in bilico tra atmosfere surreali e fatti realmente accaduti, animato da figure grottesche e da situazioni improbabili che diventeranno fonte di ispirazione per i suoi capolavori. Ad esempio, l’aneddoto raccontato dalla prostituta alla quale Ettore e Federico danno un passaggio, in una delle loro ‘scorribande’ notturne (episodio forse veritiero o forse solo un’invenzione di Scola) lo ritroviamo in una scena memorabile de La Dolce Vita, con Mastrojanni e Anouk Aimée.

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Utlima modifica: 20 Gennaio, 2018



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