La mia vita con John F. Donovan di Xavier Dolan, melodramma del contemporaneo

Pur non essendo pienamente riuscito, La mia vita con John F. Donovan è un melodramma che legge la contemporaneità con sincera attenzione e conferma il talento cristallino di Xavier Dolan sia come direttore di attori sia come narratore di complessi legami parentali e amicali

24 Giugno 2019

72 Festival di Cannes: Une fille facile di Rebecca Zlotowski (Quinzaine des Réalisateur)

Il racconto amorale di un’estate, così la regista francese Rebecca Zlotowski definisce Une fille facile, il suo ultimo film, vincitore del premio SACD alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, che si è conclusa ieri

25 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Matthias & Maxime di Xavier Dolan Cannes (Concorso)

Torna a fare quello che sa fare bene Xavier Dolan, mantenendo i tratti distintivi del suo cinema e regalando un nuovo toccante racconto di formazione

25 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: J’Ai perdu mon corps di Jérémy Clapin (Semaine de la Critique)

Gioiello d’animazione e di sceneggiatura, J’ai perdu mon corps di Jérémy Clapin si aggiudica il Nespresso Award alla Semaine de la Critique con una storia che invita ad osare per cambiare il proprio destino

25 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Give me liberty di Kirill Mikhanovsky (Quinzaine des Réalisateurs)

Con taglio documentaristico, Give me liberty nasce dall’esperienza personale del regista russo Kirill Mikhanovsky, emigrato negli Stati Uniti, dove ha fatto anche l’autista di autobus per persone con disabilità. Da qui è nata l’idea per il film, presentato alla Quinzaine del Festival di Cannes, dopo l’anteprima al Sundance

25 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Litigante di Franco Lolli (Semaine de la Critique)

Per il suo nuovo lungometraggio, Litigante, selezionato alla 58a edizione della Semaine de la Critique’a Cannes 2019 e presentato come film di apertura, il regista colombiano Franco Lolli – già noto per il suo esordio con Gente de Bien – sceglie come protagonista una donna, Silvia, sull’orlo di una crisi a tutto tondo

24 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: And Then We Danced di Levan Akin (Quinzaine des Realizatuers)

Anche se non sapevate nulla della danza georgiana, com’è molto probabile, alla fine di questo film originale e vitale, And Then We Danced – presentato alla Quinzaine des Realizateurs di Cannes 2019 dal regista svedese di origine georgiana Levan Akin – ne sarete perdutamente innamorati

24 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Ghost Tropic di Bas Devos (Quinzaine des Réalisateurs)

Girato in 16mm, con una fotografia particolarmente di rilievo curata da Grimm Vanderkerckhov, Ghost Tropic segue il ritmo lento della notte, con un approccio meditativo, attraverso inquadrature prolungate, dialoghi ridotti all’osso, il tutto per darci le uniche informazioni che ci occorrono sulla protagonista

24 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Il traditore di Marco Bellocchio (Concorso)

Marco Bellocchio torna ai suoi massimi livelli elevando la partecipazione italiana alla Croisette, complice un Pierfrancesco Favino eccezionale, forse nella miglior interpretazione della sua carriera

24 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Le daim di Quentin Dupieux (Quinzaine des Réalisateur – Film d’apertura)

Film d’apertura della Quinzaine des Réalisateur di questa edizione del Festival di Cannes, Le Daim di Quentin Dupieux è una commedia esilarante e divertente che tratta della solitudine e della follia

24 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Sem Seu Sangue (Sick, Sick, Sick) di Alicia Furtado (Quinzaine des Realisateurs)

Il cinema brasiliano alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes è rappresentato dalla giovane regista Alicia Furtado, che ha realizzato Sem Seu Sangue (Sick, Sick, Sick). Una sceneggiatura con una struttura lontana dai canoni classici, scritta da Leonardo Levis, racconta una storia d’amore dolorosa

23 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Yves di Benoît Forgeard (Quinzaine des Realisateurs)

Dopo l’amour fou e l’amour à trois, i francesi raccontano l’amour cool. Alla Quinzaine des Realisateurs del Festival di Cannes, Benoît Forgeard presenta il suo Yves, commedia sexy al tempo di rap

23 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Les Particules di Blaise Harrison (Quinzaine des Réalisateurs)

Les Particules, primo lungometraggio di finzione del giovane regista francese Blaise Harrison, attraverso uno stile a metà tra il documentaristico e la finzione, ci mette di fronte a un grande assunto: più scopriamo cose nuove, più ci rendiamo conto di quante sono le cose che ancora non sappiamo

23 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: The Halt di Lav Diaz (Quinzaine des Réalisateurs)

Rielaborare il passato coi suoi dolori, per porre le basi per un presente e un futuro migliori: The Halt, sci fi in bianco e nero ambientato a Manila nel 2034, è l’ultima fatica del regista filippino Lav Diaz, che ha incantato il pubblico della Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes per quattro ore e mezza

23 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Parasite di Bong Joon-ho (Concorso)

Bong Joon-ho anima il Festival di Cannes con un’opera che trasuda estro e originalità sfuggendo a qualsiasi definizione nello spaziare tra diversi generi. Il regista sudcoreano si conferma un autore interessantissimo e mai scontato da tenere sempre in considerazione

23 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Port Authority di Danielle Lessovitz (Un Certain Regard)

Port Authority, presentato in Un Certain Regard, è il bell’esordio al lungometraggio di Danielle Lessovitz, regista di San Francisco già attiva nel cinema e nella pubblicità, marchiato da una produzione esecutiva eccellente, quella di Martin Scorsese

22 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Wounds di Babak Anvari, l’unico film Netflix dell’intera rassegna (Quinzaine des Réalisateurs)

Delude parecchio Wounds del regista anglo-iraniano Babak Anvari, anche sceneggiatore della storia, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, dopo la sua anteprima alla scorsa edizione del Sundance

22 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Red 11 di Robert Rodriguez (Quinzaine des Réalisateurs)

Red 11 sono 77 minuti di commedia umana, dove ognuno cerca di salvarsi la pelle a scapito degli altri, con un sottotesto metacinematografico in cui allucinazioni, deliri, sogni e incubi sembrano essere i pezzi di una sceneggiatura che prende forma

22 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Frankie di Ira Sachs (Concorso)

Nonostante il cast di tutto rispetto e una sempre impeccabile Isabelle Huppert, Frankie di Ira Sachs non si dimostra all’altezza di una manifestazione importante come il Festival di Cannes

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: La femme de mon frère di Monia Chokri (Un Certain Regard)

La Femme de mon frère di Monia Chokri racconta, attraverso il personaggio di Sophie/Mounia, un’intera generazione, piena di talento, energie e desideri, tutti estremamente difficili da orientare

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Tlamess di Ala Eddine Slim (Quinzaine des Réalisateurs)

Il regista tunisino Ala Eddine Slim torna con una storia in cui si possono trovare infinite chiavi di lettura. Quasi in assenza di dialoghi, assistiamo a due ore di film, portato avanti da una regia molto meticolosa

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Dogs don’t wear pants di Jukka-Pekka Valkeapää (Quinzaine des Réalisateurs)

C’è qualcosa di primitivo e di profondo nella sottomissione e della dominazione, che va ben oltre l’aspetto sessuale e pornografico che normalmente attribuiamo al sado-masochismo. Ce lo racconta Dogs don’t wear pants del finlandese Jukka-Pekka Valkeapää

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Le jeune Ahmed di Luc e Jean Pierre Dardenne (Concorso)

Deludono purtroppo i fratelli Dardenne, che pur avendo sempre fatto del sociale il loro cavallo di battaglia, presentano un lavoro superficiale e sbrigativo che rischia di trasmettere un messaggio offensivo

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: A hidden life di Terrence Malick (Concorso)

È un coinvolgente affresco storico accompagnato da una profonda riflessione esistenziale e spirituale il nuovo lavoro di Terrence Malick, A Hidden Life. Il regista mantiene i tratti distintivi del suo stile e della sua poetica, che in questo caso appaiono maggiormente funzionali alla drammaticità e all’importanza del discorso, rendendo l’opera più suggestiva

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Jeanne di Bruno Dumont (Un Certain Regard)

Con Jeanne Bruno Dumont regala dentro la sezione Un Certain Regard una pellicola totalmente moderna. Di pasoliniana ispirazione, poetica e creativa nel minimalismo, nella umanità di cui si nutre

21 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Portrait de la jeune fille en feu di Celine Sciamma (Concorso)

Celine Sciamma porta a Cannes l’intensa rappresentazione dell’incontro profondo e sentito tra due bellissime donne, muovendosi agevolmente in un territorio a lei decisamente congeniale. Un film notevole che non passerà di sicuro inosservato e che al momento potrebbe essere uno dei più probabili candidati alla Palma d’Oro

20 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Bull di Anne Silverstein (Un Certain Regard)

La regista californiana Anne Silverstein, già vincitrice a Cannes 2014 del Prix della Cinéfondation con un cortometraggio, torna a raccontare un’America squallida e disillusa, che abbandona i suoi figli più bisognosi al proprio destino. Intensi gli attori, in particolare l’ombrosa Amber Harvard, nel ruolo di Kris, e il bravo Rob Morgan nei panni di Abe

20 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Papicha di Mounia Meddour (Un Certain Regard)

Nata nel 1978 e figlia del regista algerino Azzedine Meddour, Mounia Meddour racconta nel suo esordio nel lungometraggio, Papicha, la sofferenza e la resistenza vissute dal popolo algerino, in particolare dalle giovani generazioni, nel decennio di terrore e violenza degli anni Novanta

20 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: The Wild Goose Lake di Diao Yi Nan (Concorso)

Diao Yi Nan colora il concorso di tinte calde con la sua atmosfera avvolgente ed energica, portando a Cannes un noir avvincente che non rinuncia alla dimensione autoriale

20 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: La Gomera di Corneliu Porumboiu (Concorso)

La Gomera è l’approdo al concorso di uno degli esponenti piú ‘dirompenti’ (a dire di molti) del nuovo cinema rumeno. Il film di Corneliu Porumboiu giá divide Cannes 72 tra chi lo osanna come il migliore finora visto nel Concorso e chi lo relega ad un giochino inutile, fine a se stesso

19 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Zombi Child di Bertrand Bonello (Quinzaine des Realisateurs)

Bertrand Bonello sembra voler riprendere l’estro e la singolarità del suo precedente Nocturama. In Zombi Child la figura dello zombi, per quanto strasfruttata negli ultimi tempi, rappresenta efficacemente, attraverso le tipiche movenze stanche, alienate e senza vita, la condizione di schiavitù e di sottomissione

19 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar (Concorso)

Pedro Almodóvar con Dolor y Gloria lascia a Cannes 72, nel Concorso, il suo testamento di vita ed arte, di amore assoluto per il cinema. Un racconto di struggente malinconia, che ci accompagna sin dalle prime inquadrature e dall’incontro con il suo ‘alter ego’ Antonio Banderas

18 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Rocketman di Dexter Fletcher (Fuori Concorso)

Inevitabile il paragone con Bohemian Rhapsody, ma si può abbastanza serenamente dire che, dal punto di vista cinematografico, Rocketman di Dexter Fletcher sia qualitativamente un prodotto migliore

18 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Sorry We Missed You di Ken Loach (Concorso)

Il nuovo film di Ken Loach denuncia un sistema che stritola le nostre vite e il tempo del quotidiano, distruggendo a poco a poco le relazioni umane e i rapporti familiari. “Spesso, purtroppo – afferma il regista – non è data una vera scelta: i debiti, l’affitto, la vita di ogni giorno, i prestiti e la speranza di avere prima o poi una casa di proprietà creano delle vere e proprie trappole”

17 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Les Hirondelles de Kaboul di Zabou Breitman e Eléa Gobbe-Mevellec (Un Certain Regard)

Les Hirondelles de Kaboul di Zabou Breitman e Eléa Gobbe-Mevellec è un film che tratta tematiche complesse e profonde riguardanti sia le esperienze individuali che questioni sociali quali, la coppia, la condizione di oppressione e sottomissione della donna, ma anche il vissuto interiore dell’uomo. Da non perdere

17 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Atlantique di Mati Diop (Concorso)

Atlantique è dedicato a tutti coloro che muoiono in mare, ma anche a chi resta, alle donne, alle madri, fidanzate e sorelle dei tanti che partono per non ritornare. Prima donna africana ad avere un film selezionato in Concorso a Cannes, Mati Diop sceglie Dakar come luogo simbolo per ambientare il suo primo lungometraggio

17 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles (Concorso)

Dopo il ben riuscito Aquarius, con Bacurau Kleber Mendonça Filho, in co-regia con Juliano Dornelles, sceglie di raccontare una storia sicuramente meno realistica ma con intenti analoghi: denunciare la spietatezza e la follia dei leader politici nel perseguimento dei propri fini, insieme all’abbandono dei luoghi lontani e isolati per i centri di potere

16 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Beanpole di Kantemir Balagov (Un Certain Regard)

Dopo il ben riuscito Closeness, premiato nella sezione un Certain Regard a Cannes nel 2017, Balagov racconta la forza delle donne, la loro intimità e intelligenza. Beanpole è un film d’autore, con grandi attrici e una magnifica fotografia per un affresco al femminile di ampio respiro

16 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: Les Miserables di Ladj Ly (Concorso)

Di nuovo Victor Hugo è tirato in ballo per descrivere una situazione di marginalità, disperazione e sopraffazione, ambientata, in questo caso, nella periferia parigina. Les Miserables, diretto e co-sceneggiato dal documentarista Ladj Ly, al suo primo lungometraggio, racconta la dura vita di strada delle banlieu

16 Maggio 2019

72 Festival di Cannes: The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch (Concorso – Film d’apertura)

The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch, pur manifestando i segni esteriori di un horror, è in realtà un film ironicamente politico, una critica non-violenta all’America attuale (in particolare quella di Trump) e, più in generale, agli stili di vita sfrenati che emarginano e fanno dimenticare agli umani che il loro tempo è a scadenza

16 Maggio 2019
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