In una Hollywood in cui animali antropomorfi e umani convivono, BoJack Horseman è una star della sitcom degli anni novanta Horsin’ Around. La serie animata, prodotta e distribuita da Netflix, mira a far satira non soltanto sull’ambiente hollywoodiano, ma anche sul culto delle celebrità e sull’industria cinematografica. Una parabola discendente nella depressione, nell’abuso di alcool e droga e infine nell’autodistruzione.
La quarta stagione della serie tv a cartoni animati prodotta direttamente da Netflix è disponibile da oggi. Avevamo lasciato Bojack Horseman a un momento molto critico della sua vita: dopo aver preso in considerazione l’idea di farla finita, abbiamo visto l’ex star delle sitcom anni Novanta cambiare immediatamente idea e osservare con rapimento una mandria di cavalli che galoppavano liberi.
Sul trailer rilasciato da Netflix sembra che il protagonista non sia ancora tornato: Diane Nguye, molto preoccupata per la scomparsa del suo amico Bojack Horseman, gli lascia un messaggio in segreteria aggiornandolo sugli eventi occorsi in sua assenza.
Bojack Horseman non è semplicemente una serie animata, il consenso della critica si è fatto sempre più alto con il passare delle puntate, tanto da essere considerato un vero e proprio cult. Lo show ha ricevuto innumerevoli critiche positive ed è entrato nella top 250 delle migliori serie televisive su IMDB. Il quotidiano britannico The Guardian ha definito Bojack Horseman come “un prodotto provocatorio sull’ipocrisia e sulla stupidità che circonda Hollywood”, mettendo in evidenza la complessità delle relazioni tra i personaggi e la loro situazione drammatica. Il New York Times ha definito la prima stagione “divertente e licenziosa”.