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Bolzano Film Festival

‘White Snail’: due solitudini che si incontrano

Dal Bolzano Film Festival 2026, il film drammatico di Elsa Kremser e Levin Peter racconta il legame atipico tra due vite isolate

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Nella Bielorussia contemporanea, due anime solitarie si avvicinano lentamente, trovando spazio l’una nella traiettoria dell’altra. È da questa immagine che prende forma White Snail, una produzione drammatica austro-tedesca del 2025. Il film scritto e diretto da Elsa Kremser e Levin Peter è in concorso al Bolzano Film Festival Bozen, che si svolgerà dal 10 al 19 aprile. l film è già stato presentato al Festival di Locarno, dove ha ricevuto importanti riconoscimenti, affermandosi come una delle opere più delicate e atipiche del concorso.

Quando due anime solitarie si incontrano

Masha (Marya Imbro) è un’aspirante modella di Minsk, sopravvissuta a un tentativo di suicidio e determinata a costruirsi un futuro in Cina, dove intravede maggiori opportunità per la sua carriera. La sua natura silenziosa e isolata, unita a una persistente fascinazione per la morte, la porta a entrare in contatto con Misha (Mikhail Senkov), un uomo che lavora in un obitorio e che nel tempo libero dipinge.

Due esistenze apparentemente inconciliabili, che però trovano punti di contatto inaspettati: la disciplina fisica richiesta a Masha nel mondo della moda richiama la precisione quasi rituale del lavoro di Misha, mentre l’immaginario gotico di lei si intreccia con la sensibilità artistica di lui. Senza mai dichiararsi apertamente, il loro legame prende forma in modo lento e graduale, diventando uno spazio di reciproco riconoscimento. Più che una relazione vera e propria, ciò che si crea è una forma di vicinanza fatta di piccoli gesti e presenza condivisa. Due esistenze solitarie che, avvicinandosi, trovano un equilibrio precario, ma necessario alla loro sopravvivenza.

Dall’osservazione al racconto

White Snail segna il primo lungometraggio al di fuori del documentario di Elsa Kremser e Levin Peter, che hanno scritto e diretto il film. Questo background emerge chiaramente nello stile del film. L’opera mantiene infatti un’impronta ibrida tra osservazione e costruzione narrativa.

Questa dimensione si riflette anche nella scelta dei protagonisti: il film è ispirato alle esperienze reali dei suoi interpreti. Marya Imbro e Mikhail Senkov non sono attori professionisti, ma portano in scena versioni di sé stessi. Le loro interpretazioni sono misurate, trattenute e riflettono la natura minimalista della scrittura, lasciando emergere una certa distanza emotiva che rende difficile avvicinarsi pienamente ai personaggi.

Sullo sfondo, la Bielorussia si impone come una presenza silenziosa ma determinante. Un paesaggio che raramente trova spazio nel cinema contemporaneo e che qui appare freddo e sospeso, un luogo da cui molti cercano di partire, ma che conserva un legame profondo con tradizioni e suggestioni quasi magiche. Tra queste, la presenza di alberi sacri a cui viene attribuito il potere di guarire sofferenze interiori contribuisce a creare un’atmosfera che sfiora il realismo magico.

Il tempo misurato della lumaca bianca 

Come suggerisce il titolo, White Snail costruisce il proprio linguaggio attorno alla lentezza e alla delicatezza del movimento. La metafora della lumaca bianca non è solo visiva o narrativa, ma struttura il ritmo stesso del film: lento, graduale, senza particolari momenti di rottura o svolte drammatiche. 

In questa scelta si riflettono anche i temi del film: la solitudine, il desiderio di fuga, il rapporto con il corpo e con la morte, ma anche la possibilità di trovare, nell’incontro con l’altro, una forma di appartenenza. Come i suoi protagonisti, White Snail attraversa questi temi con cautela e un leggero distacco, lasciando spazio alla suggestione e alla riflessione dello spettatore.

White Snail

  • Anno: 2025
  • Durata: 115 minuti
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Austria, Germania
  • Regia: Elsa Kremser, Levin Peter