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Berlinale

Berlinale Forum Special 2026: ‘Be Human Only, Diss Out the Truth’

Alla 76esima Berlinale, The Forum Special presenta una rassegna dedicata ad artisti attuali e sovversivi, incentrata sull’essere e sentirsi umani.

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Forum Special 2026

Il motto alla Berlinale del Forum Special 2026 è ‘Be Human Only, Diss Out the Truth’, dopo ‘Relations & Resistance’ nel 2024 e ‘Open Wounds, Open Words’ nel 2025.

Il Forum continua anche quest’anno come sezione laterale della Berlinale. Uno spazio accanto al programma principale per riflettere sulle attuali questioni sociali e politiche ed esaminare il canone storico del film, al fine di riscriverlo o scriverne uno nuovo.

Gli artisti alternativi alla Berlinale per il  Forum Special 2026

Forum Special è noto per aver sempre dato spazio agli agenti sovversivi del cinema. Un esempio è la regista d’avanguardia e icona queer Barbara Hammer (1939-2019). Una delle poche artiste in grado di afferrare insieme la vita e il cinema e che ha sempre visto il privato come politico, senza compromessi. Hammer ha mostrato numerose opere al Forum, Forum Expanded e Panorama. Amava le riprese, le donne, i corpi e la camera con grande passione. Barbara Forever, il debutto cinematografico di Brydie O’Connor, crea un monumento a questa pioniera vivace e sperimentale.

Charles Burnett, nato nel 1944, è un’altra vera leggenda del Forum. Il Forum Special presenta la versione restaurata di My Brother’s Wedding realizzata da Milestone Film & Video. Quello che ora è un classico del cinema nero è uscito per la prima volta nel 1983, seguito poi da una versione director’s cut nel 2008, entrambi proiettati al Forum. Il regista torna ancora una volta a Berlino, con questo film straordinariamente sensibile sulla famiglia e il quartiere, sulle routine quotidiane, sulle realtà vissute e sui problemi di classe all’interno delle comunità nere.

Essere umani ai tempi dell’AI

“La cosa eccitante della cura del Forum Special“, commenta Barbara Wurm, direttrice del Forum della Berlinale è vedere come i film rivelino un potenziale inaspettato quando vengono mostrati insieme. Formano reti e connessioni e si raggruppano attorno a un nucleo tematico. Quest’anno, ci stiamo concentrando sulla comprensione semplice, trasmessa da diversi film. Possiamo contrastarla ai gesti megalomani e alle grandi parole con posizioni ponderate, a cui arriviamo affinando la nostra consapevolezza sul fatto che noi, come persone, vicini, amici, fratelli e figlie, siamo tutti solo umani e non dovremmo rinunciare alla volontà di diffondere la verità.” Letteralmente ‘to dish out the truth’.

Il modo in cui pensiamo all’essere umani viene messo a dura prova in questi giorni. Questo ha senza dubbio a che fare con i recenti sviluppi tecnologici. Per questo il Forum mette in dubbio la promessa di emancipazione offerta dagli strumenti di intelligenza artificiale, di fronte alla violenza economica, politica e sessista, e in particolare in relazione alla produzione cinematografica. Sull’argomento viene presentato un programma di cinque cortometraggi curati da Christiane Büchner e Ariana Dongus. Può l’AI generare solidarietà?

I documentari attuali 

Ogni volta che l’attenzione si concentra sul senso di vicinanza e sul vicinato, sulla “condition féminine” o le pratiche che vanno oltre i riflettori, il cinema femminile non è mai lontano. Accanto a Barbara Forever, il Forum Special mostra anche una selezione di documentari attuali.

Quand tu écouteras cette chanson è un film letto ad alta voce sugli incontri immaginari tra Lola Lafon e Anna Frank. River Dreams di Kristina Mikhailova, sul destino delle donne in Kazakistan. Beaucoup parler, della critica cinematografica francese Pascale Bodet, vede la protagonista accompagnare il suo amico egiziano Amr nel suo percorso (e fuori pista) per ottenere un permesso di soggiorno, in modo piacevolmente onesto e pieno di solidarietà.

Una forma alternativa di storiografia ruota attorno alle conversazioni in cucina. Si tratta del film Frauen in Berlin di Chetna Vora, girato nel 1981 a Berlino Est e salvato solo dopo che una stampa è stata girata segretamente. Oggi il film è stato restaurato digitalmente dal formato in VHS dalla Filmuniversität Babelsberg KONRAD WOLF.

Nelle conversazioni ascoltate da Vora, la regista e studentessa di cinema indiano nella DDR, il mondo privato diventa un luogo in cui i fatti reali acquisiscono una connotazione sovversiva. I desideri e i sogni legati all’essere umani e all’essere una donna non scompaiono però nel processo. Si possono notare delle grandi somiglianze con un primo film della regista ungherese Judit Elek, morta di recente: Istenmezején 1972-73-ban, proiettato al Forum nel 1975.

The Forum Special è curato da Gaby Babić, Christiane Büchner, Fabian Tietke e Barbara Wurm.

Fonte: Berlinale Forum and Forum Expanded