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Cinema Asiatico

‘Gloaming in Luomu’ di Zhang Lu, il film vincitore del Busan International Film Festival

Girato con risorse scarsissime, il film è una carezza ai personaggi che barcollano in momenti di crisi della propria esistenza

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Riflessivo, talvolta disperso, tra le strade e nell’alcool, Gloaming in Luomu è il nuovo film del veterano regista cinese Zhang Lu, la cui precedente produzione Shadowless Tower è passata anche in Italia.

Questa rappresentazione dolente ma mai disperata, ha convinto la giuria dell’ultima edizione del Busan International Film Festival nella appena inaugurata categoria competitiva, per cui il film ha portato a casa il premio più ambito, il Busan Award come Miglior Film. Un’opera sicuramente in linea con la poetica di Zhang Lu, realizzata in tempi ridotti e con un budget striminzito, dove i personaggi e l’esplorazione dell’avvilimento sono il fulcro della sua riuscita.

‘Gloaming in Luomu’ di Zhang Lu – da sinistra: Huang Jianxin, Bai Baihe e Liu Dan – foto stampa fornite da Busan International Film Festival

Il crepuscolo di Luomu

Bai (Bai Baihe, Monster Hunt, 2015, Go Away Mr Tumour, 2015) arriva a Luomu, un villaggio alle pendici nel Monte Emei nel Sichuan, in cerca di una connessione con l’ex-fidanzato: tre anni prima ha ricevuto questa cartolina dal ragazzo con il solo messaggio che è il titolo stesso del film, gloaming in Luomu, ovvero “crepuscolo a Luomu”. Bai arriva nella speranza di riconnettersi a lui, la cui presenza sembra aver lasciato traccia ovunque nella anacronistica Luomo. In questo vagare, si trova trascinata dagli abitanti del posto in incontri curiosi, talvolta assurdi, disturbanti come pure rincuoranti.

Il blu di Luomu

Zhang Lu ci offre un’opera quieta, che passeggia sconsolata per le strade un po’ decadenti di un villaggio come altri nel cuore della Cina sud-occidentale. L’abbraccio visuale è unico e virato a toni dal blu intenso, complice Piao Songri alla direzione della fotografia. La protagonista, veste sempre colori freddi, che si sposano con il rosa delle labbra e i suoi tratti puliti. E riaffermano lo stato di sospensione in cui si trova, in cui non riesce a sentirsi avvolta da un caldo abbraccio, relegato alle sole memorie.

Il film è costruito con una tale cura pittorica, che la presenza della poesia che inaugura in principio al film, un’opera di Lu Xun, sembra quasi dovuta.

Bai Baihe in ‘Gloaming in Luomu’ di Zhang Lu – foto stampa fornite da Busan International Film Festival

Le anime di Luomo

C’è una diffusa malinconia che popola il film, che risuona come uno spleen, vivido nel cinema di Zhang Lu, sebbene distante dalle riflessioni interculturali calcate in opere precedenti. La Corea ricompare in una sequenza piacevole dove i protagonisti si trovano, con un popolare Arirang che rimane nella testa anche del pubblico.

Gloaming in Luomu si crea con e per i suoi personaggi e per le storie sospese, irrisolte, e anche un po’ raffazzonate che emergono dal loro passato. La narrazione procede per svelamenti lenti, percezioni sonore fallaci, incontri fortuiti. Sembra non volersi mai risolvere, sebbene ci sia una forma di riconciliazione.

Complice la “connessione alcolica”, se così può essere definita, tutta eterea, che va e viene tra birra e vino e memorie, turbamenti e svelamenti, le storia si ripartisce tra quattro anime: Liu (Liu Dan), Huang (l’attore e regista Huang Jianxin) e Peng. Un po’ come se in questa solitudine, filosofica secondo Liu, ci fosse spazio per trovare un tessuto, una sostanza di cui nutrirsi per non essere più soli.

Gloaming in Luomu

  • Anno: 2025
  • Durata: 99 minuti
  • Distribuzione: Beijing Monar Films Limited
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Cina
  • Regia: Zhang Lu