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Animazione

Premise: un cortometraggio fra distruzione e creazione

Il trascinante cortometraggio Premise è stato presentato da poco al ShorTS international film festival. Questa chicca animata racconta il ciclo della vita tramite una chiave di lettura deliziosamente distruttiva.

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Premise è il promettente cortometraggio di Ambra Garlaschelli e Roberto Grasso, presentato quest’anno al ShorTS International Film Festival nella sezione Maremetraggio.

Una piccola perla di 6 minuti che ci svela il fondamento dell’universo. Premise racconta infatti dell’eterno ciclo fra creazione e distruzione, fra il desiderio di avvicinarsi e di farsi a pezzi.

Questa fame che non si può e non si potrà mai contraddire va oltre l’umanità per estendersi all’universo, a tutte le cose viventi, dal più piccolo batterio al più grande animale. La ricerca rappresentata in Premise non è quella per il potere, un concetto troppo artificioso per questa voglia viscerale. Invece, ci sventriamo per capirci. Questo è il nostro unico modo per raggiungerci e afferrarci, per non sentirci soli nel buio primordiale.

Il cortometraggio inizia infatti subito parlando di “noi”, e la solenne voce maschile di Antonio Della Rocca non abbandona mai la prima persona plurale, togliendoci ogni dubbio sul nostro poter essere esterni o superiori a questa dinamica. “Noi” siamo meduse, cani, insetti, uomini.

Siamo catapultati in una dimensione totalmente sensoriale. L’animazione si struttura su più livelli e scenari che si modificano costantemente, dandoci proprio l’idea di assistere a un vortice spettacolare e doloroso. E così, i dettagli luminosi fra un’illustrazione e l’altra si trasformano e ci accompagnano viaggiando su più storie, tutte con la stessa trama.

È un prodotto sensoriale perché è fatto di texture, di disegni ruvidi che ricordano l’inchiostro e che si sovrappongono, mostrandoci l’evoluzione della vita sulla Terra tramite la sua costante lotta e rinascita.

Questo coinvolgimento dei sensi è acuito anche dal sonoro, che non presenta dialoghi oltre al commento del narratore, cadenzato sulla musica angosciosa. Invece,  il suono è strutturato da piccoli dettagli trascinanti come un battito cardiaco, il deglutire di un uccello che ha appena ingoiato la sua preda, il rumore di qualcosa che muore, il pianto di un bambino che non potrà far altro che sottoporsi alla sua sorte.

Il testo poetico, quasi lirico, ha molti spunti interessanti e profondi che non riusciamo forse a cogliere tutti in una volta. Ma immediatamente ci riflettiamo in questa storia, che si muove per il tempo e per lo spazio, e vogliamo vederla ancora. Troviamo l’anfibio che esce dall’acqua per arrivare alla terra, i primati, i missili guerrafondai umani, la distruzione che si infila insidiosamente anche nelle relazioni a due.

Lo stile del film è molto coeso, sicuramente complice anche il tema, ben definito e ribadito dalla scelta di ogni aspetto estetico. Inoltre, le stesse figure professionali si sono occupate di più ruoli, trasmettendo la loro grande passione in questo progetto a tutto tondo. Troviamo infatti Ambra Garlaschelli anche come disegnatrice, storyboardista e curatrice di vari lati del cortometraggio, oltre che regista e sceneggiatrice insieme a Roberto Grasso.

“La bellezza per noi esiste solo in ciò che è fatto a brami”. Questo è l’intimo senso di questo prodotto, che non giudica i suoi protagonisti, ma solo la premessa, sbagliata fin dal principio. Ma dopo averlo visto ed esserci amaramente ricordati che fa parte di noi, forse possiamo imparare ad accoglierla, e a gustarci l’amaro che ci lascia in bocca.

Premise

  • Anno: 2025
  • Durata: 6 minuti
  • Genere: cortometraggio d'animazione
  • Nazionalita: italiana
  • Regia: Ambra Garlaschelli e Roberto Grasso