In programma allo ShorTS International Film Festival Maremetraggio, Somewhere in Between è il cortometraggio diretto dalla regista franco-libanese Dahlia Nemlich. Nei pochi minuti di durata si concentra l’eco di una vita intera, quella di Elias e Christiane, e ci accompagna nel silenzio condiviso di quella anziana coppia, scavando in quella zona sfumata dove la realtà si confonde con il sogno e con la memoria.
Dopo sessant’anni di matrimonio, Elias e Christiane vivono insieme senza realmente vivere insieme. La malattia di Elias lo ha costretto a un mondo solitario, mentre gli obblighi, le responsabilità e la routine di Christiane la rinchiudono in una dimensione isolata tutta sua. Il loro amore risiede nei ricordi condivisi. Mentre approfondiscono quelle storie del passato, si preparano a un addio definitivo nel tentativo di riconnettersi un’ultima volta. Si troveranno in un mondo dove il tempo si ferma, dove l’atmosfera è calda e la musica del loro primo incontro risuona intorno a loro.

L’immagine che cura e accoglie
Nemlich costruisce un racconto intimo, che rinuncia a ogni retorica del dolore per abbracciare una forma di prossimità silenziosa, discreta. Il cortometraggio non indulge nella rappresentazione della sofferenza o della perdita, ma cerca piuttosto una soglia affettiva, una zona in cui la distanza può ancora trasformarsi in vicinanza.
Non è il passato che ritorna, o che tormenta come nel cinema di Ophuls o nei melodrammi del rimorso. È qualcosa di più sottile e di più radicale; è il cinema che assume la funzione del ricordo e la trasforma. L’immagine non serve a ricostruire ciò che è stato, ma a generare una nuova presenza, a offrire uno spazio in cui il tempo smette di essere un flusso lineare e diventa materia abitabile e sensibile. Un luogo da attraversare, da abitare.
Il mare sulla cui riva si ritrovano Elias e Christiane non è sfondo, ma respiro. Non c’è guerra, non c’è dolore, non c’è tempo storico. E’ uno spazio liminale, simile a quello dei sogni. Lì l’assenza del marito si fa presenza piena e la solitudine della moglie si scioglie in uno sguardo condiviso. L’immagine non restituisce il passato, ma lo re-immagina, e in questo gesto si mostra come un atto d’amore. Somewhere in Between è soprattutto, dunque, una riflessione sul cinema stesso come luogo della memoria: non come archivio inerte, ma come luogo vivo, capace di accogliere ciò che nella realtà rischia di svanire.