Stasera in tv su Iris alle 00,05 Onora il padre e la madre di Sidney Lumet con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke e Marisa Tomei

L'ultimo, grande film di Sidney Lumet: urbano, sporco, duro, concentrato sulle prestazioni degli attori con una lucidità davvero magistrale. Onora il padre e la madre mette in scena il tema più caro al cinema del regista: il crollo dei valori e le responsabilità etiche dell’individuo

  • Anno: 2007
  • Durata: 117'
  • Distribuzione: Medusa, Warner Bros.
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Sidney Lumet

Stasera in tv su Iris alle 00,05 Onora il padre e la madre (Before the Devil Knows You’re Dead), un film del 2007 diretto da Sidney Lumet, con protagonisti Ethan Hawke, Philip Seymour Hoffman, Marisa Tomei e Albert Finney. Il titolo originale è una parte dell’antico detto irlandese May you be in heaven half an hour before the devil knows you’re dead, traducibile comeChe tu possa arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si accorga che sei morto“. La trama del film è narrata in modo cronologicamente destrutturato, con l’uso di flashback nella linea temporale degli avvenimenti. È l’ultimo film del cineasta Sidney Lumet, deceduto nel 2011.

Sinossi
I fratelli Andy e Hank si trovano entrambi, per motivi diversi, ad avere urgente bisogno di denaro. Per tirarsene fuori, decidono di organizzare una rapina: ma la sorpresa – che complica un quadro già intricato – è che Andy, il maggiore, ha pensato che il colpo debba svolgersi nella gioielleria dei genitori. Purtroppo, però, la situazione sfugge di mano ai due e si trasforma in tragedia.

Un noir cupo, angosciante, imparentato con la filosofia e percorso da una disperazione che non lascia scampo, ravvisabile in ogni inquadratura, in ogni dialogo di quello che è un perfetto congegno ad orologeria, un appassionato e desolante ritratto della caducità dei valori e della insussistenza di punti fermi. La grandezza di Onora il padre e la madre sta nel disegnare un mondo che ha perso il filo d’Arianna degli affetti. La catastrofe incombe o forse ne siamo già tutti spettatori, in attesa di diventarne protagonisti: lo insegnano gli sguardi di Hoffmann e del fratello, gli uni fermi e sicuri, con guizzi di felina ironia e noncuranza, gli altri spauriti eppure attratti dalla prospettiva di quello che si preannuncia(va) come il più facile tra tutti i guadagni possibili; entrambi però figli (appunto) di quella desolazione interiore che fa apparire il superamento di ogni stigma morale e sociale come unica via percorribile.

GUARDA IL TRAILER >>



Condividi