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70 Festival di Cannes: Rodin di Jacques Doillon, un biopic in costume che non convince (Concorso)

Jacques Doillon porta al Festival di Cannes un Rodin che non brucia d’eros e d’arte

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Sempre difficile tratteggiare un’artista. Quando ci si confronta con dei mostri sacri, il rischio è alto. E presentare in concorso al Festival di Cannes, nel suo 70esimo, una pellicola come Rodin, può rivelarsi deleterio. Così è stato per Jacques Doillon. Il suo Rodin si contrappone per resa a tutto quello che l’arte del precursore della scultura moderna rappresenta. Una pellicola conseguenziale e statica. Semplicemente un biopic in costume, che ci fornisce informazioni su un pezzo di vita ed arte del 40enne scultore, finalmente alle prese con la sua prima commissione statale, la Porta dell’inferno del mai nato museo di arti figurative di Parigi.

Scopriamo presto Camille Claudel, sua giovane allieva, amante e innamorata indefessa, con la quale lo scultore condivide arte, cuore e carne. Ci imbattiamo nelle prime e pesanti opposizioni che l’eros e l’audacia artistica, concettuale, delle sculture di Rodin incontrano. E scopriamo presto l’uomo Rodin, le sue contraddizioni: l’irruenza artistica dà le spalle ad un uomo nella pratica delle relazioni timido, incapace di staccarsi dalla cucitrice Rose Beuret, conosciuta in giovane età, un figlio insieme, nonostante Camille rappresenti l’amore, la passione.

Ma è tutto qui. Neppure la modernità che getta ai posteri della scultura nel capolavoro dedicato a Balzac viene resa in tutta la sua portata rivoluzionaria: soprattutto interiormente Dillion non dona a Rodin una chiave di lettura convincente. Vincent Lindon appare compresso, incapace di plasmarne l’anima. Anche di fronte alla materia a cui dare vita, lo sguardo, le mani, gli occhi, il corpo di Rodin rimangono troppo formali, distanti. La macchina da presa accentua tutto ciò non debordando da una cornice che incastra i pezzi di un puzzle semplicemente nel posto che devono occupare. Doillon rinuncia a mettersi in gioco stilisticamente e narrativamente. Un vero peccato.

Maria Cera

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  • Anno: 2017
  • Durata: 119'
  • Genere: Biografico
  • Nazionalita: Francia, Belgio
  • Regia: Jacques Doillon