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RIVEDIAMOLI

Alla riscoperta di Dog Eat Dog, l’hard boiled di Edward Bunker secondo Paul Schrader

Dopo Ulu Grosbard con Vigilato speciale e lo Steve Buscemi di Animal Factory, nel 2016 è toccato a Paul Schrader tradurre in immagini la scottante prosa hard-boiled di Edward Bunker. Il risultato è Dog Eat Dog, crime movie ad altissimo tasso lisergico che vale la pena di riscoprire. Con una interpretazione (come sempre) magistrale di Willem Dafoe.

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Dopo Ulu Grosbard con Vigilato speciale e lo Steve Buscemi di Animal Factory, nel 2016 è toccato a Paul Schrader il compito di tradurre in immagini la scottante prosa hard-boiled di Edward Bunker. Il risultato è Dog Eat Dog, crime movie ad altissimo tasso lisergico che vale la pena di riscoprire. Con una interpretazione (come sempre) magistrale di Willem Dafoe.

Edward Bunker, il Dostoevskij americano

Con Edward Bunker, scrittore dal passato criminale, al secolo definito il Dostoevskij americano, il cinema è debitore maggiormente per un immaginario della malavita statunitense che ha influenzato Quentin Tarantino e tutta la legacy a venire. Dichiaratamente, visto che compare come Mr Blue ne Le Iene. Dalla sua opera letteraria è effettivamente stato trasposto poco, forse il più conosciuto è Animal Factory dell’altra iena Steve Buscemi (2000). Il connubio Edward Bunker/Paul Schrader suona quindi come una bomba, anche se il regista più noto come lo sceneggiatore di alcuni tra gli Scorsese di culto, in questo caso non firma da autore il film, ma solo da regista. Quello che viene fuori per il pubblico smaliziato ma inconscio è un film “alla Tarantino”, e nonostante la premessa logica che spiega la proprietà transitiva inversa delle influenze, obbiettivamente questo è quello che sembra essere Dog Eat Dog.

La decadenza morale del codice d’onore tra criminali

Sembra quasi un ibrido tra le poetiche di Jean-Pierre Melville e Olivier Marchal, tra il codice d’onore tra criminali e la decadenza morale delle forze dell’ordine, ovvero: la decadenza morale del codice d’onore tra criminali. Quindi Nicolas Cage, Willem Dafoe e Christopher Matthew Cook sono tre amici, amici veri, con il difetto di essere socialmente incompatibili, addirittura sociopatici nel caso del personaggi di Mad Dog, in una parola: criminali impenitenti. Criminali che vivono nella sospensione di incredulità di essere giustificabili, nel giusto, quella folle bugia con se stessi che inquietava nel Joker di The Dark Knight o in Henry – Pioggia di Sangue. Così come i The Three Stooges della Mala, non fanno altro che combinare disastri, personaggi incontrollabili che portano danno e morte ovunque vadano. Non perchè sono fondamentalmente cattivi, ma sono il lato incontrollabile del sistema.

In conclusione

Schrader, che compare anche in un piccolo ruolo, gira di mestiere, con una fotografia “bella di occasione”, ovvero sapientemente lavorata per sembrare accattivante, per ovviare ai problemi di budget. Quindi tanto color grade monocromo, e alcune location minimali, soprattutto nel finale con Cage in una rivisitazione di Al di là della Vita. Il difetto principale di Dog Eat Dog è il montaggio sbagliato, letteralmente, e l’uso delle musiche talmente ovvio da essere difficilmente imputabile a un palato raffinato come quello di Schrader.

  • Anno: 2016
  • Durata: 99'
  • Distribuzione: Microcinema
  • Genere: Azione
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Paul Schrader