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Stanotte alle 02,00 su Rai 3 (Fuori Orario) in prima visione I ponti di Sarajevo di AA.VV.

Uno sguardo polifonico su Sarajevo, dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni, passando per il suo assedio, episodio centrale della guerra civile in Jugoslavia, che durò quattro anni (1992-96). Regia di Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde

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I ponti di Sarajevo è un film collettivo del 2014, firmato da 13 registi del cinema europeo in occasione del centenario della Prima guerra mondiale. (Le ponts de Sarajevo, Francia/Italia/Svizzera/Bosnia-Herzegovina/Bulgaria/Germania/Portogallo, 2014, b/n e col)

Regia: Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde

Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono dell’impero austro-ungarico, fu assassinato a Sarajevo. Il suo omicidio è considerato la causa scatenante della Prima Guerra Mondiale che precipitò l’Europa nel caos e nel sangue. Cento anni dopo il colpo di pistola sparato dall’anarchico Gavrilo Princip, che cosa rappresenta Sarajevo dentro la storia contemporanea e dentro la memoria collettiva europea? Alla domanda prova a rispondere il progetto artistico di Jean-Michel Frodon, giornalista, critico e storico del cinema, che recluta tredici registi e intende altrettante riflessioni su Sarajevo, cuore e cornice di tragici eventi storici.

Les ponts de Sarajevo è una risposta caleidoscopica che ragiona su questa città circondata dalle montagne e attraversata dalla Miljacka, su cui si alzano i ponti del titolo e il Ponte Latino, dove l’arciduca fu ucciso. Uno sguardo polifonico su Sarajevo, dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni, passando per il suo assedio, episodio centrale della guerra civile in Jugoslavia, che durò quattro anni (1992-96). Tredici film infine raccolti a farne uno solo e separati dall’animazione di François Schuiten, che disegna mani che si cercano al di sopra di un fiume, allacciandosi e formando un ponte che brucia e risorge di nuovo.

Se Sarajevo è l’orizzonte comune alle opere, ciascun segmento esprime la singolarità del proprio autore e della cultura di provenienza. Il film è stato presentato fuori concorso a Cannes 2014.

Questo l’elenco degli episodi:

My Dear Night di Kamen Kalev: Una ricostruzione metaforica dell’assassinio di Francesco Ferdinando

Our Shadows Will diVladimir Perišić: Dei giovani leggono alcune trascrizioni originali del processo a Gavrilo Princip

L’avamposto di Leonardo Di Costanzo: Un gruppo di soldati italiani assediati dal fuoco austriaco è mandato allo scoperto e a morte sicura in nome della logica militare

Princip, text di Angela Schanelec: Una giovane coppia legge alcuni estratti da un’intervista dell’epoca a Gavrilo Princip

Das Spektrum Europas di Christi Puiu: Prigioniero delle proprie illusioni, Mr. Popescu fa a sua moglie una lezione notturna di storia cercando, attraverso le pagine del libro di Hermann von Keyserling (“Das Spektrum Europas”), di assemblare i pezzi discordanti di un puzzle ancora oggi incompleto.

Le pont des soupirs di Jean-Luc Godard: Sorta di collage-poème con cui Godard svolge la sua preghiera resistente contro la barbarie e la regola, proseguendo l’esplorazione fotografica di Je vous salue, Sarajevo, composto nel 1993 intorno alla fotografia di Ron Haviv e alla realtà che non smette di accadere.

Réflexions di Sergei Loznitsa: Immagini delle strade di Sarajevo oggi cui si sovrappongono fotografie ridonate al movimento di cecchini che riemergono come fantasmi dal sottosuolo. Le istantanee sono opera del fotografo bosniaco Milomir Kovacevic e sono state prese nel 1992 durante l’assedio della città

Le voyage de Zan di Marc Recha: La storia di Zan, un ragazzo di 21 anni rifugiato in Catalogna che nel 1991 durante l’assedio a Sarajevo aveva solo otto mesi.

Album di Aïda Begić: Evocazione di un secolo di Sarajevo attraverso le immagini della città così come appare oggi.

Sara et sa mére di Teresa Villaverde: Sara ha sei anni e vive con sua madre a Sarajevo ai giorni nostri. La loro vita quotidiana è fatta di piccole cose e grandi ricordi, alcuni comuni altri no.

Il ponte di Vincenzo Marra: La storia di Majo e Fatima marito e moglie rifugiati a Romache, per la morte del padre di Majo, sono costretti a ricordare i terribili giorni della guerra.

Little Boy di Isild Le Besco: La giornata di un bambino di cinque anni per le strade fredde e nebbiose di Sarajevo.

Silence Mujo di Ursula Meier: Sarajevo. Mujo sta giocando a calcio con i suoi amici. Va sul dischetto per tirare un calcio di rigore, ma il suo tiro è alto e il pallone finisce in un cimitero adiacente al campo. Mujo corre a recuperare il pallone e si perde fra le tombe.

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  • Anno: 2014
  • Durata: 114'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Francia, Bosnia ed Erzegovina, Svizzera, Italia, Germania, Portogallo, Bulgaria
  • Regia: Ursula Meier, Aida Begic, Leonardo Di Costanzo, Jean-Luc Godard, Kamen Kalev, Isild le Besco, Sergei Loznitsa, Vincenzo Marra, Vladimir Perisic, Cristi Puiu, Marc Recha, Angela Schanelec, Teresa Villaverde