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Presentazione 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema/Pesaro Film Festival

Il 24 giugno, il Cinema Farnese a Roma ha ospitato la presentazione della 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema/ Pesaro Film Festival. L’evento si articolerà in quattro sedi: il Teatro Sperimentale (Sala Grande e Sala Pasolini), il suggestivo spazio riconvertito per la cultura Centro Arti Visive Pescheria, Palazzo Gradari e Piazza del Popolo

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Il 24 giugno, il Cinema Farnese a Roma ha ospitato la presentazione della 52a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema/ Pesaro Film Festival. L’evento si articolerà in quattro sedi: il Teatro Sperimentale (Sala Grande e Sala Pasolini), il suggestivo spazio riconvertito per la cultura Centro Arti Visive Pescheria, Palazzo Gradari e Piazza del Popolo.

Siamo un pochino in imbarazzo, giacché non possiamo offrire al lettore un bilancio esaustivo dell’incontro, visto che chi ha relazionato si è in buona sostanza limitato a leggere il programma della rassegna. Quello che possiamo fare è perciò indicare il link tramite cui è possibile scaricarlo gratuitamente: http://www.pesarofilmfest.it/IMG/pdf/pff2016_-_cartella_stampa_web.pdf

Coloro  interessati e che si troveranno tra il 2 e 9 luglio nella accogliente e borghese città marchigiana possono così leggere il lungo programma di incontri e proiezioni inclusi nel Festival. Quest’ultimo, negli anni, ha sovente dimostrato una spiccata tendenza a indagare anche il cinema orientale, segnatamente quello nipponico. Purtroppo, per quanto concerne la Settima Arte asiatica, questa edizione offre ben poco. Per converso, gli amanti dei film sperimentali e dei cortometraggi troveranno un cartellone pieno di titoli per quasi tutti i gusti. Segnaliamo la sezione SATELLITE – Visioni per il cinema futuro, una panoramica sulla produzione audiovisiva italiana a bassissimo budget e, dunque, extra-industriale.

A proposito dei cortometraggi in programmazione. Uno di questi è stato mostrato in anteprima alla stampa. Trattasi di Queen Kong di Monica Stambrini (2015, 18′), che sarà proiettato l’8 luglio, seguito il giorno dopo da una tavola rotonda sul “porno al femminile”. Marco Giusti, giunto in sala praticamente quando tutto era finito, è stato chiamato a dare una opinione sulla opera della Stambrini. Il critico cinematografico, arcinoto paladino del cinema di genere, ha provato a bofonchiare qualche parola gentile, per concludere con: “Che ce ne facciamo di un film così?”. Bella domanda. Si spera nulla! Qualsiasi porno della celebre casa di produzione hard americana Brazzers è meglio di questo pessimo filmetto, dove spicca la solita Valentina Nappi, la quale vorrebbe essere la nuova Moana Pozzi. Sfortunatamente per lei, le mancano due “cosine” che la prematuramente scomparsa diva dell’italico mondo a luci rosse possedeva: precipuamente il fatto di essere una diva e – aspetto non certo trascurabile per questa “particolare” tipologia filmica – la prorompente bellezza che caratterizza una pornostar di livello.

Riccardo Rosati

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