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INDIPENDENTI ITALIANI

Giallo a Milano

“Chi ha detto che i cinesi sono chiusi e non muoiono mai? Questo originale documentario prende “visivamente” spunto dai fatti di cronaca avvenuti in via Paolo Sarpi a Milano (aprile 2007), roccaforte della comunità cinese meneghina e tuttavia ironia e leggerezza non mancano”.

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Una ballata sulla comunità cinese a Milano, la più antica e grande d’Europa, raccontata attraverso i loro occhi: quelli di una coppia con il figlio in Cina, di un anziano pittore, di giovani prossimi al matrimonio, di adolescenti nati in Italia che parlano con accento milanese, di una tenace ginnasta, di un clandestino diventato collaboratore della polizia, di una cantante lirica, della Scuola ‘Casa del sole’, dove i bambini imparano il cinese ufficiale e di alcuni studenti di Brera.

Venti storie su sogni, ambizioni, ricordi e memorie storiche che hanno riscosso un ottimo successo al Torino film Festival 2009 assieme al promettente regista Sergio Basso, aiuto regista di Amelio in La stella che non c’è”, laureato in lingue orientali (parla mandarino) e diplomato al Centro Sperimentale di Roma.

L’originale documentario prende “visivamente” spunto dai fatti di cronaca avvenuti in via Paolo Sarpi a Milano (aprile 2007), roccaforte della comunità cinese meneghina e tuttavia ironia e leggerezza non mancano. Basso sa di camminare su un terreno scosceso, ma trova le chiavi giuste per scardinare pregiudizi e ignoranze varie. Chi ha detto che i cinesi sono chiusi e non muoiono mai? Attraverso le regole narrative della struttura gialla (all’inizio c’è sempre un morto e alla fine una confessione), il regista dice la sua su temi caldi come immigrazione, integrazione, identità, senza mai sfiorare la pesantezza (e talvolta la noia) dei blasonati reportage, incorporando persino la tecnica dell’animazione e un certo piglio poliziottesco anni Settanta. Un documentario felicemente diverso.

Natasha Ceci

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