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LETTERA APERTA DEL NUOVO CINEMA AQUILA

Fino a quando?
Fino a quando il Nuovo Cinema Aquila dovrà subire attacchi di una certa politica che mira a controllare anche l’aria che respiriamo?

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LETTERA APERTA DEL NUOVO CINEMA AQUILA

Fino a quando?
Fino a quando il Nuovo Cinema Aquila dovrà subire attacchi di una certa politica che mira a controllare anche l’aria che respiriamo?
Una politica che indica chi dobbiamo far lavorare, chi dobbiamo ospitare, chi dobbiamo promuovere, chi dobbiamo ringraziare.
Una politica che aiuta certi personaggi fino all’ultimo passaggio della vita, mentre lascia morire d’inedia giovani dei quali finge di essere interessata.
Una politica del bastone e della carota. Una politica favorevole se sei favorevole ai suoi amici. Una politica contraria se non li sostieni.
Una politica del ricatto.
Una politica contraria all’interesse collettivo e favorevole a quello clientelare.
Una politica che utilizza personaggi autoreferenziali che valutano come positivo solo il proprio lavoro. Una politica che ci inganna quando ci porta a credere che un lavoratore assunto grazie al sostegno di un politico abbia sempre più ragione di un datore di lavoro che si oppone al ricatto e vuole scegliere liberamente i propri dipendenti e le proprie attività.
MAFIA CAPITALE è anche questa.
Questo cinema spera vivamente che i magistrati, che stanno indagando sugli intrecci malavitosi di Roma, abbiano un po’ di tempo per indagare anche sugli attacchi all’indipendenza del Nuovo Cinema Aquila.
Attacchi che mirano continuamente al controllo di una delle poche strutture di Roma Capitale ancora fuori dai giochi politici e di ricatto, e il cui valore culturale e sociale sul territorio è uno degli esempi più riusciti di recupero di un bene confiscato alla mafia.
Attacchi subdoli da parte di politici e consiglieri comunali dei quali verranno fatti i nomi agli inquirenti, perché possano verificare i veri motivi dei cambiamenti repentini riguardo la valutazione che hanno adesso delle attività culturali e gestionali del Nuovo Cinema Aquila.
Per quale motivo si rivendica che questo spazio non è una proprietà privata solo quando vengono interrotti i rapporti lavorativi e non si rivendica questa cosa quando si viene assunti senza un concorso pubblico?
Gestire un bene confiscato alla mafia significa anche ribellarsi alle richieste della politica che ti indica chi ‘far lavorare’.
Gestire un bene confiscato alla mafia significa anche ribellarsi alle richieste della politica che ti indica chi ‘non licenziare’ pur subendo tentativi di truffa o continui sabotaggi alla propria attività.

Il Cinema Aquila è uno spazio che gestisce liberamente attività culturali, senza aver ricevuto alcun sostegno finanziario per sei anni.
Anzi, ha sostenuto centinaia di iniziative, istituzionali e non, senza che venissero rispettati i termini di una convenzione che prevede, per ogni attività svolta, il rimborso delle spese a favore del cinema.
Altresì ha sostenuto iniziative di carattere sociale e culturale a stretto contatto con il proprio territorio. Ha favorito ingressi gratuiti, o inferiori alla media, a migliaia di cittadini, promuovendo attività come quelle di Libera, Legambiente, Amnesty International, Villa Maraini, etc.
E’ stato promotore di importanti inserimenti sociali di persone provenienti dalla strada o dalle carceri, che tuttora lavorano nella struttura come parti attive della gestione e della realizzazione di tutte le iniziative.
Questo alcune volte in Italia non è un valore ma un fastidio.
Come tutte le realtà culturali di questo paese ha subìto un forte colpo dalla crisi in essere, aggravato da attività svolte durante il corso dell’estate che hanno trovato condizioni climatiche sfavorevoli, oltre che i disagi propri dei territori più difficili e periferici della città.
Il Cinema Aquila, infatti, seguendo la propria vocazione, ha affrontato la sfida di svolgere due arene estive in zone estremamente periferiche, una delle quali (inserita all’interno del quartiere di Centocelle) è conosciuta da tutti come una delle aree più complesse della capitale.
Questa può considerarsi una colpa o un segno di coraggio?
In quelle occasioni tutto il personale del cinema ha dimostrato la propria professionalità e la propria determinazione.
Oggi il Cinema Aquila non ha solo superato questo momento di difficoltà, ma si rinnova alla luce di un desiderio di trasparenza e di novità.
Continua a sostenere il cinema che altrove non trova visibilità o porte aperte, e lo fa con professionalità, successo e gratificazioni che arrivano da ogni parte del paese.
E’ per questo che in realtà il Cinema Aquila – a differenza di quello che taluni vorrebbero far credere – sta affrontando la crisi con molti meno danni rispetto alla media della aziende o delle realtà che si occupano di attività culturali.
E’ per questo che il Cinema lotta a denti stretti per mantenere la propria indipendenza rispetto ai finanziamenti che vengono poi rivendicati da parte di alcuni politici disonesti, sostenendo invece le valide iniziative che ha da sempre ospitato: matinèe con le scuole, giornate sociali, rassegne cinematografiche dedicate alla lotta contro il razzismo, contro la discriminazione di genere, o a quella per la legalità, per favorire l’integrazione sociale, la difesa dell’ambiente, le proiezioni e gli incontri cinematografici per gli anziani, il progetto cinemamme, etc.
E’ per questo stesso motivo che il cinema invece intende rinunciare alle iniziative che si macchiano di interessi politici, continuando invece a dare spazio a proposte innovative, giovani e trasparenti.
Per il momento rinuncerà al festival “Contest – Il documentario in sala”, il cui costo finanziario è superiore alle possibilità del cinema, e consapevoli del fatto che tutta l’attività di programmazione è volta ad ospitare almeno un documentario italiano o internazionale al mese, sul quale il cinema può investire le proprie risorse in termini di comunicazione e promozione.
(Da notare che solo nel mese di Novembre il Cinema Aquila ha ospitato sei documentari, cinque nel mese di dicembre, con un biglietto di 4 euro durante tutta la settimana).
Alla luce di queste considerazioni e dell’appoggio che sta finalmente ricevendo dall’Assessore alla Cultura Giovanna Marinelli (come in passato è stato solo per Umberto Croppi e Flavia Barca) il Cinema Aquila intende rinnovare la propria stima e la propria gratitudine soprattutto verso il suo pubblico, sempre più affezionato, che lo ha sostenuto e lo sostiene con determinazione, stima e coraggio.
Al suo pubblico il Cinema Aquila vuole ricordare le parole che il regista Ken Loach ci ha regalato qualche giorno fa durante un evento memorabile: “non bisogna mai smettere di lottare”.

La direzione del Nuovo Cinema Aquila

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