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Sole Luna Doc Film Festival

‘Ampio appartamento in palazzo di pregio’, la memoria di casa

Un caso di speculazione edilizia raccontato con un particolare stile tra magia e realismo

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Ampio appartamento in palazzo di pregio

Tra i film ospitati alla 21esima edizione del Sole Luna Doc Festival, nella sezione Sguardi Doc 2026, c’è Ampio appartamento in palazzo di pregio, film documentario diretto da Tiziano Locci e Tito Puglielli.

Tra realismo e magia, così il duo Locci – Puglielli mostra la trasformazione urbanistica della città di Palermo, ponendo al centro del discorso la crisi abitativa e la speculazione edilizia.

Ampio appartamento in palazzo di pregio: un microcosmo di vite

Nel centro di Palermo esiste un Palazzo, principesco e fatiscente, abitato da artisti eccentrici, artigiani, aristocratici decaduti, studenti e topi. Un microcosmo di vite nascoste nelle proprie abitazioni dalle volte affrescate e ammuffite. L’intero edificio sta per essere acquistato da una cordata di investitori. Uno dopo l’altro gli appartamenti si svuotano di memoria e persone. [sinossi ufficiale]

Ampio appartamento in palazzo di pregio

Come in Fantasmi a Roma

C’è un film del 1961, diretto Antonio Pietrangeli, intitolato Fantasmi a Roma che, con un cast davvero eccezionale (Marcello Mastroianni, Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Sandra Milo, Claudio Gora e Belinda Milo), racconta la difesa ostinata di un antico palazzo aristocratico, quello dei Principi di Roviano, che rischia di essere demolito per far posto a un mostro di cemento. Don Annibale Roviano, interpretato da Eduardo, è ormai anziano e senza un quattrino, nonostante tutto, non vuole vendere e rifiuta ogni lauda offerta, preferendo di restare povero, ma nell’enorme e nobile palazzo dei sui avi.

L’ultimo Principe dei Roviano, però, muore mentre cerca di riparare una vecchia caldaia e suo nipote Federico (Mastroianni) entra in possesso del palazzo e, a differenza dello zio, accetta subito le ricche proposte. A questo punto entrano in gioco i fantasmi, tutti appartenente alla famiglia Roviano che, dopo una morte violenta, hanno deciso di stabilirsi nell’aristocratica residenza. Insieme decidono di salvare la loro casa dal mostro edilizio che avanza nell’Italia degli anni Sessanta.

La gentrificazione

Quello di Pietrangeli è sostanzialmente una favola, con un ritmo squisitamente da commedia, che racconta la speculazione edilizia dell’epoca, dove, inesorabilmente, il nuovo spazza via il vecchio. Anni in cui i centri storici di ogni città, in questo caso Roma, si trasformano, mutano il loro aspetto e con esso cambia anche il tessuto della società: i romantici antichi valori spazzati via dal potere del vile denaro.

Seppur il modo del tutto diverso, una cosa abbastanza simile viene raccontato in Ampio appartamento in palazzo di pregio. Nel documentario di Locci – Puglielli il palazzo in questione è chiamato Roccella, non siamo a Roma, ma a Palermo e l’epoca è la nostra. Il cuore narrativo della vicenda, però, resta lo stesso: la trasformazione del tessuto urbanistico delle città, con radicali conseguenze in ambito sociale.

L’attenzione dei due giovani registi è posta sul quel fenomeno chiamato gentrificazione, cioè il processo di riqualificazione urbana per cui un quartiere popolare subisce un’evoluzione socio – culturale diventando un’area abitata da ceti più ambienti.

È quello che sta avvenendo dovunque, ogni città, grande o piccola, sostituisce la propria vecchia fisionomia, per rendersi più moderna, accontentando l’esigenza della turistificazione, meglio conosciuto come l’overtourism. Non c’è più spazio per le antiche botteghe, così come gli antichi palazzi, pronti per essere rimodernati o demoliti per stravolgere la loro funzione di casa.

Ampio appartamento in palazzo di pregio

Il realismo magico di Ampio appartamento in palazzo di pregio

Così il Palazzo Roccella di Palermo appare come un fortino che difende i ricordi di chi ne ha fatto dimora, regno della quotidianità, dove farsi la barba la mattina, mentre si aspetta che sia pronto il caffè.

Tiziano Locci e Tito Puglielli utilizzano il linguaggio del cinema del reale, realizzando un documentario che si nutre di verità, ma lo fanno con un suggestivo stile magico. La voce narrante e il particolare taglio dell’inquadratura trasfigurano la realtà dei fatti che si rischiarano con magia in una dimensione soprannaturale.

Pur essendo un documentario, Ampio appartamento in un palazzo di pregio si tinge di favoloso. Il dato reale della sua costruzione, fatta risalire a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, diventa leggenda, quando le sue fondamenta iniziano a sprofondare nell’argilla, facendolo apparire storto, ma maestoso.

I suoi abitanti, persone del tutto reali, mostrate nella loro banale quotidianità, diventano spettri, fantasmi che si muovono tra luce e ombra nelle stanze del Palazzo. Questi danno vita a un microcosmo unico, fatto di tante esistenze che si incrociano, senza, però, mai specificare, in modo palese, le loro vite, unite da un triste e infausto domani.

La città vecchia e la città nuova

In quest’epoca per loro e il proprio nobile palazzo non c’è più spazio, mentre in un evocativo controcampo si mostra il porto, che accoglie le lussuose navi da crociera, intanto che alla finestra un ragazzo suona la fisarmonica.

La città vecchia deve sparire per far posto alla città nuova che, inesorabilmente, plasma ogni uno di noi, come i fantasmi dell’ampio appartamento del palazzo di pregio che dà il titolo al film di Locci e Puglielli. Un titolo che è tutto un programma, alludendo agli annunci immobiliari si evoca la minaccia di un fenomeno che stravolge il tessuto sociale dei cuori pulsanti delle città, diventate vetrine allestite al solo scopo di far quattrini.

Un destino segnato che, dalla fisionomia urbanistica si travasa sull’esistenza della gente comune, rassegnata ad abbandonare la propria casa, perché per loro non c’è più spazio… il progresso avanza e i topi, insieme ai fantasmi, non possono fare altro che arretrare, cercando di serbare almeno la memoria.

Ampio appartamento in palazzo di pregio

  • Anno: 2026
  • Durata: 63'
  • Genere: documentario
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Tiziano Locci e Tito Puglielli