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Ischia Film Festival

‘Comet in Coma’: l’umanità ritrovata tra le macerie

Un viaggio tra guerra e memoria che conduce un soldato verso la riconquista della propria umanità

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Comet in Coma

Lo schermo si fa specchio della realtà, traducendo in immagini i brividi di quella cronaca che abita dolorosamente i nostri sguardi: palazzi sventrati, carcasse di carri armati e il silenzio spettrale di una terra violata.

Si apre su questo abisso Comet in Coma, unico cortometraggio d’animazione presentato all’Ischia Film Festival, che scaraventa lo spettatore in un angolo dimenticato del conflitto tra Russia e Ucraina. A raggelare il sangue, prima ancora delle macerie, sono le comunicazioni radio dei comandi militari, che risuonano nelle cuffie del protagonista di un ordine spietato e perentorio:

«Bombardare tutto quello che si muove. Uccidere chiunque.»

Firmato da Margherita Piazza, Carlo Puoti e Camillo Sancisi, il cortometraggio si impone fin da subito come un’opera di devastante impatto emotivo, capace di trasformare la tragedia della guerra in una riflessione potente e intima sulla condizione umana.

Un labirinto di memorie spezzate

La vera svolta drammaturgica avviene quando la narrazione abbandona la coralità e il fragore della guerra per entrare nel microcosmo silenzioso di uno spazio abbandonato. È qui che l’animazione, capace di emulare la stop-motion con un’attenzione quasi sacrale al dettaglio, inizia a soffermarsi sui frammenti di una quotidianità interrotta, sulle tracce di vite che il conflitto ha privato di ogni valore originario. Il soldato fa irruzione in una cucina sventrata, si muove tra stoviglie mute e un televisore spento che non trasmette più nulla. Una fotografia di famiglia testimonia un affetto reciso, mentre il suono improvviso di un carillon fa scattare nel protagonista un riflesso condizionato, mettendolo drammaticamente sull’attenti. La guerra ha cancellato l’identità del luogo, trasformando la dimensione domestica in un campo minato di ricordi dolorosi.

Comet in Coma

Comet in Coma

Il mirino e il telescopio: la lotta per lo sguardo

L’aspetto più interessante della messa in scena visiva si fonda su un parallelismo folgorante che attraversa l’intera pellicola. Da un lato c’è la luce artificiale e opprimente dei comandi militari, simbolo del controllo, del dovere e della disumanizzazione; dall’altro lo sguardo guidato dall’obiettivo di un telescopio. Attraverso questa lente, il cortometraggio mette in atto un autentico cortocircuito visivo ed etico. Il telescopio, strumento nato per osservare le stelle e l’infinito, diventa qui l’unico mezzo per rintracciare i frammenti dell’umanità calpestata sulla Terra, squarciando il velo della propaganda e di quegli ordini di morte che continuano a risuonare spietati in sottofondo.

Comet in Coma

Comet in Coma

Il germoglio della vita oltre la distruzione

Senza cedere alla retorica, i registi costruiscono un percorso in cui il contrasto visivo si scioglie in un lirismo essenziale e la ricerca della normalità si trasforma in un doloroso, ma necessario, viaggio di redenzione. Di fronte alle tracce di una vita che continua ostinatamente a resistere oltre la distruzione, il protagonista si trova davanti alla scelta definitiva.

Mettere giù il fucile non è soltanto un rifiuto della guerra, ma un atto catartico di riappropriazione della propria identità: significa interrompere la catena della violenza, sollevare lo sguardo e riprendersi quel cielo stellato che l’orrore del conflitto gli aveva sottratto.

 

Comet in Coma

  • Anno: 2025
  • Durata: 8'
  • Distribuzione: Nieminen Film
  • Genere: Animazione
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Carlo Puoti, Margherita Piazza, Camillo Sancisi
  • Data di uscita: 15-September-2025