Dal 19 giugno è disponibile su NetflixColor Book, un’opera prima che potrebbe – anzi, dovrebbe – far parte del New Black Cinema o Black Renaissance, un movimento artistico che verrà approfondito nel corso della lettura.
Color Book
La storia è quella di Lucky (William Catlett), un padre vedovo che si prende cura del suo unico figlio, Mason (Jeremiah Alexander Daniels), un undicenne con la sindrome di Down amante dei braccialetti con le perline e del suo quaderno da colorare. Entrambi decidono di fare un viaggetto per assistere alla loro prima partita di baseball allo stadio. Siccome l’auto è in panne, optano per la Metro Atlanta, ma il loro viaggio, oltre ad essere lungo, sarà pieno di imprevisti.
La lentezza della vita
Oltre alla disabilità trattata senza buonismo e patetismo, il film cattura soprattutto per quel bianco e nero da street photography che mette in risalto il chiaroscuro dei primi piani e dei campi lunghi.
Color Book pecca di lentezza solamente all’inizio, per poi riprendere il ritmo al momento in cui il viaggio diventa sempre più tortuoso. D’altronde, Alfred Hitchcock diceva sempre che il cinema è la vita senza le parti noiose; aveva ragione, ma la noia fa ugualmente parte della vita; in questo film di vita ce n’è tanta.
David Fortune, un nome che promette tanta bellezza
David Fortune è un regista e sceneggiatore di Atlanta, Georgia, con quattro cortometraggi e un documentario all’attivo. Uno di quei corti, Us (2022), gli ha sicuramente offerto un’idea di base per il suo primo lungometraggio. Entrambe le storie, in effetti, raccontano di un padre single e di un figlio con la sindrome di Down; mentre la perdita di un genitore è stata già trattata in Shoebox (2021). Per recuperare tutti questi corti è possibile consultare il sito ufficiale e la pagina Vimeo del regista, ma i veri capolavori sono questi due: Laced (2016) e Z-man (2018). Il primo corto tratta di un giovane naziskin costretto a dimostrare la sua lealtà al gruppo; il secondo invece parla di un bambino afroamericano vestito da supereroe che tenta di fare giustizia dopo aver assistito a una sparatoria.
New Black Cinema: un nuovo capitolo per la storia del cinema afroamericano
A prescindere dalla fortuna che avrà questo film, il suo autore potrebbe entrare di diritto nella cerchia degli autori appartenenti a una generazione successiva a quella dei race movies (1915-1950), dei blaxploitation e quella autoriale degli anni Ottanta e Novanta. Nel nuovo cinema nero, in effetti, le pellicole dirette da Barry Jenkins, Jordan Peele, Ava DuVernay e Ryan Coogler, non hanno solamente restituito la dignità alla comunità nera, ma anche espresso il loro punto di vista su vari generi come il dramma sociale, il cinecomic e l’horror, per poi arrivare alle majors hollywoodiane e alle piattaforme streaming; persino agli Academy Awards.
In conclusione, si spera che Color Book rappresenti per Fortune l’inizio della sua ascesa. Il suo cognome, in effetti, dovrebbe essergli di buon auspicio.