Écouter, il cortometraggio firmato INCIT Climate Camp è un’indagine corale attraverso il territorio alpestre, dove le voci del territorio si confrontano con le trasformazioni climatiche e sociali, ridefinendo il legame tra uomo e montagna.
Il film è stato presentato per la categoria MADE IN ITALY: RUTA FILM SCHOOL alla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, tenuto in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.
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Écouter, un’anima divisa in due
Girato con uno stile asciutto e illustrativo, Écouter è un cortometraggio dall’anima ambivalente, divisa fra documentario e road movie. Muovendosi lungo il confine alpino, il cortometraggio prende come oggetto le forme poliedriche con cui l’insediamento umano ha interagito con il panorama ambientale in un rapporto che col passare dei decenni, pur vedendo minata la sua solidità, non si è mai estinto.
Nel film, la realtà montana rappresenta uno degli ultimi baluardi contro il moto accelerato di una società sempre più industrializzata e deumanizzata, individuando nei frenetici ritmi della vita contemporanea uno dei problemi centrali dell’attualità. Écouter si propone così come un viaggio di esplorazione personale e collettiva, votato alla comprensione di scenari umani interconnessi, in cui la distanza non è sinonimo di isolamento e la natura si configura come spazio di sopravvivenza e contemplazione.
La differenza fra ascoltare e intendere
Attraverso numerose interviste, Écouter attua una sentita analisi delle dinamiche che regolano l’esistenza di alcune realtà alpine, descrivendo tramite la voce dei protagonisti il complesso processo di adattamento alla quotidianità montana. Nel fare ciò, Écouter fotografa le realtà agricole e di allevamento come parte di una struttura organica che compone l’ossatura di intere comunità, in cui la collaborazione e il rispetto dell’ambiente sono il collante di un sistema fondato sulla reciprocità.
Tuttavia, il corto mette anche in luce alcune delle criticità insite nella dimensione alpestre. Infatti, sebbene le vallate conservino inalterate il loro fascino, esse non rimangono estranee al trascorrere del tempo e al mutamento dei costumi. Con l’affermarsi di circostanze che sempre più prevedono una reificazione dell’individuo e la sua dipendenza da bisogni più o meno indotti, le già ristrette borgate sono minacciate dallo spettro dello spopolamento. Una deriva a cui cercano di opporsi le piccole realtà imprenditoriali attraverso un approccio appetibile e propositivo al mercato del lavoro.
Dalla valle allo schermo
Écouter fonda la sua estetica su splendide vedute paesaggistiche e sommesse incursioni nelle routine lavorative delle comunità. Nel corto, l’obiettivo della camera si fa soglia d’accesso a un paesaggio vivo e abitato, in cui lo spettatore non resta esterno ma viene progressivamente inglobato nello spazio dell’immagine fino a sentirsi parte della sua stessa tessitura.
Le testimonianze, oltre che fornire un ritratto generale del presente, offrono soprattutto una rievocazione di ricordi e “saperi” popolari che raccontano una continuità diretta fra memoria individuale e identità condivisa. A ciò si aggiunge una spiccata sensibilità naturalistica capace di valorizzare il patrimonio ambientale che, grazie a un comparto sonoro di alto livello, entra nella sala cinematografica con forte intensità immersiva.
Dietro Ruta Film School
Écouter è una delle realtà filmiche originate da un percorso formativo realizzato nel contesto del progetto transfrontaliero INCIT-Piano Integrato territoriale (Piter+) GRAIES ClimaLab con il sostegno del Programma Interreg VI-A ALCOLTRA, in collaborazione con Ruta Film School. Il percorso ha coinvolto trenta partecipanti da Francia e Italia allo scopo di lavorare, attraverso il linguaggio cinematografico, sul tema del cambiamento climatico nell’area alpina italo-francese.