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CinemAmbiente

‘Ash Valley: Janyl’: omertà e petrolio

L’impari lotta per una giustizia necessaria. Presentato al CinemAmbiente 29

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Ash Valley: Janyl

Ash Valley: Janyl di Shu Zhu è un inquietante thriller ipnotico che intreccia indagine e suggestioni, alla ricerca della verità oscura nascosta tra corruzione, degrado ambientale e silenzi imposti.

Il film è stato presentato per la categoria cortometraggi alla 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, tenuto in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Ash Valley: Janyl e le ombre del contemporaneo

Ash Valley: Janyl segue le vicende di Janyl, una zelante veterinaria guidata da un forte senso etico e da una sensibilità quasi istintiva verso le alterazioni della natura. Nei pressi di ampi giacimenti petroliferi da anni soggetti a sfruttamento intensivo, la donna comincia così a notare strani comportamenti tra il bestiame locale. Indagando sull’origine di tali stranezze, Janyl si ritroverà presto coinvolta in una fitta rete di interessi economici, omertà e coperture istituzionali. Tutto questo la trascinerà sempre più vicino ai vertici del potere locale, portando alla luce un sistema statale corrotto e spregiudicato.

Alla fine del mondo

“La distruzione non è altro che un presagio del successivo atto della creazione.”

Con questa citazione della studiosa Elena Vostrikov, Ash Valley: Janyl si apre sull’immagine evocativa e schiacciante di un’eclissi dall’atmosfera apocalittica. Fin dall’inizio Ash Valley: Janyl si fa infatti cronaca della rovina umanitaria ed ecologica di una nazione fittizia, simulacro di una realtà ben poco distante dalla finzione narrativa. Posta di fronte a una moria inarrestabile di animali, Janyl si trova a lottare contro uno Stato padre e padrone dei suoi cittadini. È la politica a decidere quali siano i diritti delle persone e cosa sia giusto che esse sappiano, costruendo intorno alla popolazione una gabbia propagandista volta ad acquietare e distrarre il dissenso. Nel cortometraggio la falsa prosperità originata dal proliferare dell’industrializzazione giustifica ogni sacrificio, persino quando la piaga che affligge la fauna si estende all’uomo. Janyl diventa così un pericolo e un bersaglio. Verrà addirittura braccata dai tentacoli di una piovra che sembra avere il completo controllo della sua vita.

Sebbene il cortometraggio mostri un’evidente ispirazione ad eventi come il disastro di Chernobyl e a realtà dittatoriali come quella sovietica, il suo messaggio trascende qualsiasi colore politico e appartenenza storica precisa. Ash Valley: Janyl è un monito assoluto che scoperchia un vaso di Pandora fatto di silenzio, abuso e dominio. Il rispetto dell’ambiente e la tutela della libertà civile diventano così due facce della stessa medaglia.  Si tratta di una dualità che vede nei fumi delle fabbriche e nei palazzi del potere il suo peggior nemico.

Petrolio e metallo

In Ash Valley: Janyl l’oculata regia di Shu Zhu è attenta a catturare con rigore il geometrismo oppressivo del brutalismo architettonico urbano. Lo sguardo della macchina da presa, attraversato a tratti da suggestioni video-artistiche, si fa freddo e alienante, fino a confondersi con il quadro profilmico che osserva. In ciò è aiutato da un bianco e nero angosciante il cui alto contrasto fa perforare i fotogrammi dal bianco incandescente delle fonti di luce. Shu Zhu pone inoltre particolare impegno nell’atomizzare i personaggi, spesso calati in spazi di inquietante enormità e desolazione. Ma a rendere perturbante Ash Valley: Janyl è soprattutto una colonna sonora. Di stampo industrial noire, infatti, la cui pervasività amplifica il senso di annullamento e impotenza vissuto dai personaggi.

Ash Valley: Janyl

  • Anno: 2024
  • Durata: 17’
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Kirghizistan,Canada
  • Regia: Shu Zhu
  • Data di uscita: 04-June-2026