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La Repubblica italiana e il cinema

Da Vittorio De Sica a Paolo Sorrentino per gli 80 anni della Repubblica

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Repubblica

Il 2 giugno del 1946 gli italiani e, per la prima volta le italiane, vengono chiamati alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Un momento fondamentale per la storia del nostro Paese, ancora attanagliato dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, che sperava – forse si illudeva – di chiudere i conti con il Fascismo. Settimane frenetiche precedettero il voto, lo scontro tra le fazioni sembrava imminente e l’esito del voto per nulla scontato. Il cinema italiano ha raccontato in più di un occasione quei giorni convulsi e molti sono i film dedicati alla nascita della Repubblica italiana.

Una vita difficile con Alberto Sordi e Lea Massari

La sala da pranzo di una casa aristocratica, una tavola imbandita e una famiglia nobile che attende di ascoltare alla radio l’esito del voto referendario e il destino del loro amato Re. Con loro, due ospiti raccattati per strada, perché non si può pranzare in 13; si tratta di Silvio, un giornalista spiantato e sua moglie Elena. È la sequenza di Una vita difficile, film del 1961, diretto da Dino Risi, che con ironia e realismo riesce a trasmettere i vari stati d’animo di un popolo che vuole tornare a sperare, a sognare a vivere.

Il film di Risi inizia a raccontare la sua vicenda dai giorni della Resistenza per giungere fino al boom economico e il giorno della scelta tra Repubblica e Monarchia segna, nell’economia narrativa del film, una tappa saliente e determinante per lo sviluppo della vicenda.

Nascita della Repubblica

Di tutt’altro genere, invece, è Nascita della Repubblica. È una docu – serie, realizzata dalla RAI nel 1971, in occasione del 25esimo anniversario del referendum del 2 giugno 1946, divisa in tre capitoli diretti da Sandro Bolchi, Vittorio De Sica ed Ermanno Olmi, con la consulenza storica di Paolo Ungari.

Disponibile su RAI Play.

C’è ancora domani 

Il referendum del 2 giugno 1946 torna in un film molto più recente: C’è ancora domani, la prima regia da Paola Cortellesi. Un’opera che ha ottenuto un grande successo internazionale e  che, con un pizzico di furbizia, fa rivivere le atmosfere del Neorealismo. Un film ironico e malinconico, che poggia sul momento referendario come svolta finale di una vicenda che racconta la condizione delle donne in quel particolare momento storico.

Disponibile su Netflix

L’Agnese va a morire 

Le donne hanno contribuito alla nascita della Repubblica italiana, quanto e forse più degli uomini. Dunque, è impossibile non inserire in questa lista, L’Agnese va a morire, film del 1976, di Giuliano Montaldo. Tratto dal romanzo di Renata Viganò, il lungometraggio di Montaldo pone l’accento sulla Resistenza al femminile, soffermandosi su una figura centrale della lotta partigiana: la staffetta.

Disponibile su Prime video

Una giornata particolare 

È ancora una donna la protagonista di Una giornata particolare, di Ettore Scola, con Sophia Loren nei panni della casalinga Antonietta, affiancata da uno straordinario Marcello Mastroianni. Il film non tocca direttamente il tema del referendum tra Repubblica e Monarchia, ma si concentra sul prima. Una relazione clandestina e improvvisa fa luce sulla propaganda fascista sulla famiglia. 

Disponibile su Prime Video

Il conformista 

Ampio e complesso è il discorso poetico e politico de Il conformista, il capolavoro di Bernardo Bertolucci, tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia. David di Donatello del 1971, Il conformista indaga le regioni introspettive di un intero popolo, che ha consentito – in alcuni momenti sostenuto – il potere del regime dittatoriale di Benito Mussolini. Un potere corrotto che, con il passaggio alla Repubblica, non è stato sconfitto, ma semplicemente sostituito.

Disponibile su Raro Video

Ladri di biciclette

La neonata Repubblica italiana fa da sfondo al capolavoro del Neorealismo: Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. Il film, premiato con l’Oscar del 1950, viene realizzato solo dopo due anni dal referendum che sancì la nascita della Repubblica e mentre l’Assemblea Costituente è ancora a lavoro, De Sica rivolge la sua cinepresa verso gli ultimi, con protagonisti un padre e un figlio alla ricerca di quella fatidica bicicletta, essenziale per il lavoro e il sostentamento.

Disponibile su Prime Video

Il divo 

Terminiamo questa lista con Il divo. Il film di Paolo Sorrentino si distanzia dalla scelta referendaria del 2 giugno del 1946, ma gettandosi a capofitto nella tormentata storia parlamentare della prima Repubblica, targata Democrazia Cristiana, il Premio Oscar attraverso la figura di Giulio Andreotti racconta la corruzione del potere e il pericolo, come annunciava Benedetto Croce, del ritorno del fascismo, camuffato sotto altre sembianze.

Disponibile su TIM Vision