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Cannes 2026: la guerra delle acquisizioni è già iniziata

Ancor prima delle tanto attese premiazioni, è guerra tra i colossi dell'industria cinematografica per le acquisizioni dei titoli più in voga a Cannes 2026

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Cannes è ancora il mercato internazionale più importante per il cinema d’autore. Il 2026 lo conferma con una stagione di acquisizioni che ha preso il via ancora prima che le luci del Palais si accendessero. I grandi acquirenti si sono mossi in anticipo, bruciando la concorrenza sul nascere, e Neon rappresenta l’esempio più lampante di questa strategia.

Neon: il colosso che gioca d’anticipo

Neon ha pre-acquistato i diritti domestici di alcuni dei titoli più brillanti del festival: Paper Tiger di James Gray con Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller; il vincitore della Palma d’oro Fjord di Cristian Mungiu con Sebastian Stan e Renate Reinsve; e persino King Snake di Jeff Nichols con Margaret Qualley e Michael Shannon, titolo di mercato ancora non in concorso.

Paper Tiger è il sesto film che Gray porta alla Croisette, e il primo in cui Neon figura al suo fianco: un thriller sul crimine e il sogno americano finito nelle mani della mafia russa, con un cast da capogiro. Fjord è invece il premiato ritorno del regista rumeno dopo R.M.N. del 2022, con la storia di una famiglia di immigrati rumeni finita sotto indagine del governo norvegese. .

Non basta. In concorso Neon ha anche All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi, che torna alla Croisette dopo la Palma d’Oro con Drive My Car, e Hope di Na Hong-Jin, debutto in lingua inglese del regista coreano di The Wailing. Quest’ultimo è stato descritto come un monster movie arthouse con Michael Fassbender, Alicia Vikander e la star di Squid Game Hoyeon. Sheep in a Box di Kore-eda, ambientato in un futuro prossimo in cui una coppia accoglie in casa un robot umanoide dopo la perdita del figlio, completa il pacchetto.

Fjord

Fjord di Cristian Mungiu

Netflix e il tris vincente

Anche il colosso dello streaming non ha perso tempo. Tre acquisizioni nel giro di pochi giorni: Gentle Monster di Marie Kreutzer, In Waves di Phuong Mai Nguyen e The Black Ball dei registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi, eletti migliori registi a Cannes 2026.

Gentle Monster è il titolo che fa più rumore, con una Léa Seydoux nei panni di una pianista d’avanguardia la cui vita implode quando scopre il passato oscuro del marito. La regista di Corsage costruisce un potenziale titolo da corsa agli Oscar, e Netflix lo sa. The Black Ball, ambientato tra il 1932 e il 2017, è un omaggio al poeta Federico García Lorca e alle sue opere incompiute, e ha scatenato una guerra d’aste con Mubi e A24 sul campo prima che Netflix portasse a casa il risultato.

Hope

Hope di Na Hong-jin

Cannes 2026 acquisizioni: le mosse di A24, Mubi e Sony

A24 ha soffiato a tutti Club Kid, opera prima di Jordan Firstman, commedia newyorkese che il regista scrive, dirige e interpreta nei panni di un organizzatore di eventi sulla via del tramonto che scopre di avere un figlio, con Cara Delevigne e Diego Calva nel cast. Il film è già considerato da molti il titolo più dirompente e popolare dell’intera edizione.

Mubi risponde con Coward di Lukas Dhont, il regista belga candidato all’Oscar con Close, e porta in concorso anche Minotaur di Andrey Zvyagintsev, primo film del regista russo di Leviathan in quasi un decennio, una favola politica e thriller criminale. Sony Pictures Classics, infine, si aggiudica Amarga Navidad, il nuovo melodramma di Pedro Almodóvar, e il documentario Rehearsals for a Revolution della regista iraniana Pegah Ahangarani, vincitore del L’Oeil d’Or.

All of a Sudden

All of a Sudden di Ryusuke Hamaguchi

L’assenza americana e le sorprese delle sezioni parallele

Dopo un 2025 con una forte presenza hollywoodiana, quest’anno la competizione è dominata dal cinema internazionale e indipendente. Ira Sachs è l’unico regista americano in concorso con The Man I Love, musical fantasy con Rami Malek, ambientato nella crisi dell’AIDS degli anni Ottanta. Allo stesso modo, l’assenza di titoli italiani suona come un’apparente sconfitta per il cinema nostrano, nonostante l’Italia venga citata a più riprese dai film presentati alla Croisette (da Rita Pavone a Pasolini, da Patty Pravo a De Chirico).

Le sezioni parallele regalano però alcune delle sorprese più attese: Teenage Sex and Death at Camp Miasma di Jane Schoenbrun, la regista di I Saw the TV Glow, con Hannah Einbinder e Gillian Anderson su Mubi; Clarissa dei fratelli Esiri con Ayo Edebiri e David Oyelowo, riscrittura della Mrs. Dalloway di Virginia Woolf ambientata a Lagos; e La Gradiva di Marine Atlan, rivelazione della Settimana della Critica già premiata con il Gran Premio e tra i titoli più apprezzati su Letterboxd di questa annata.

La guerra delle acquisizioni è appena cominciata. E il mercato, ancor prima delle premiazioni, ha già detto molto.

Fonte: IndieWire.