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Cannes

Cannes 2026, 23 maggio: la Croisette si prepara al calare del sipario

La 79ª edizione del Festival si conclude dopo un anno caratterizzato da cinema politico, narrazioni intime e rinnovamento artistico

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La 79ª edizione del Festival di Cannes si conclude ufficialmente il 23 maggio, ponendo fine a quasi due settimane di anteprime, scoperte, polemiche e speculazioni sui premi sulla Croisette.

Alle 20:15, il Grand Théâtre Lumière ospita la cerimonia di chiusura del festival, dove la giuria presieduta da Park Chan-wook svelerà finalmente i vincitori della Palma d’Oro e i principali premi del Concorso Ufficiale.

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Nelle ultime ore del festival, le discussioni sui possibili vincitori si sono intensificate attorno a titoli come Fatherland, All of a Sudden, Paper Tiger e Sheep in the Box, sebbene Cannes, come da tradizione, rimanga imprevedibile fino all’ultimo momento.

Nel frattempo, alla Salle Debussy, la sezione Un Certain Regard conclude la sua edizione 2026 prima della proiezione di Ulysse della regista francese Laetitia Masson.

Ulysse chiude Un Certain Regard con un viaggio intimo

Ulysse di Masson segue Alice, una ricercatrice in sociologia la cui vita cambia radicalmente dopo aver scoperto che suo figlio è affetto da una rara malattia genetica. Quella che inizia come una storia sulla maternità si trasforma gradualmente in una più ampia riflessione sulla diversità, la cura e l’incertezza di crescere un figlio il cui futuro non è prevedibile.

Anziché inquadrare la disabilità attraverso il sentimentalismo, il film sembra concentrarsi sul lungo processo emotivo di adattamento: imparare ad accompagnare un’altra persona in un mondo non pensato per lei. Per molti versi, la scelta di Ulysse come uno dei titoli di chiusura del festival riflette la più ampia trama emotiva di Cannes 2026: storie intime e incentrate sull’essere umano che spesso prevalgono sullo spettacolo.

Un festival definito dai contrasti

L’edizione di Cannes di quest’anno si è rivelata una delle più eclettiche degli ultimi anni. Il Concorso Ufficiale ha spaziato con fluidità tra drammi storici, thriller psicologici, allegorie politiche e autofiction profondamente personali.

Registi come Pedro Almodóvar, Ryusuke Hamaguchi, James Gray, Hirokazu Kore-eda e László Nemes hanno portato in concorso linguaggi cinematografici radicalmente diversi, mentre le sezioni parallele hanno ribadito il costante impegno di Cannes nei confronti dei cineasti emergenti e delle forme sperimentali.

Oltre al cinema, il festival ha aperto spazi anche alla fotografia, al giornalismo, alla musica e alla moda. Le discussioni sull’intelligenza artificiale, il reportage di guerra, la memoria storica e la responsabilità artistica si sono spesso estese oltre le proiezioni, dando vita a mostre, conferenze ed eventi pubblici in tutta la città.

Allo stesso tempo, Cannes non ha mai abbandonato il suo legame con il glamour e lo spettacolo. Red carpet, apparizioni a sorpresa e anteprime con star di fama internazionale hanno continuato a coesistere con una programmazione tra le più impegnate politicamente degli ultimi anni.

In attesa della Palma

Nell’ultimo giorno, Cannes si trasforma in un festival sospeso tra stanchezza e trepidazione. I critici riscrivono le previsioni, i distributori negoziano le acquisizioni e il pubblico cerca di capire quali film sopravvivranno all’effimera intensità della Croisette.

Quel che resta certo è che Cannes 2026 lascia dietro di sé il ritratto di un cinema ancora profondamente interessato alla fragilità umana: famiglie sotto pressione, società in crisi, identità in trasformazione e individui alla ricerca di un significato in mondi instabili.

Ora, non resta che la decisione finale della giuria.

 

Il sito ufficiale qui.