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Cannes

‘Hope’: i mostri alieni invadono la Croisette

Incredibilmente in Concorso a Cannes, il blockbuster alieno-coreano di Na Hong-jin

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Hope

Il regista, sceneggiatore e produttore Na Hong-jin, dopo 10 anni dal suo ultimo Goksung – La presenza del diavolo, presenta a Cannes la sua ambiziosa trilogia fantascientifica. Hope è l’avvio, a dir poco trascinante.

Hope Harbour è un piccolo porto a due passi dal confine con la Corea del Nord. Tra mine esplosive e caccia alle spie, la paranoia e l’inquietudine regnano sovrane. Bum-seok (il super caratterista Hwang Jung-Min) è il poliziotto capo che viene allertato da dei cacciatori. Si trova davanti uno spettacolo agghiacciante: una mucca uccisa con dei tagli impressionanti. I rinforzi sono impegnati a contrastare gli incendi attorno ai boschi, le comunicazioni sono interrotte, Bum-seok deve fare tutto da solo. Si mette alla ricerca del devastatore, e nella corsa folle dell’auto di polizia, lo spettacolo che gli appare mano a mano che avanza è di distruzione devastante: case abbattute, corpi morti e monchi.

Chi o cosa ha potuto generare una catastrofe così?

Il rinforzo di Bum-seok è l’agente Sung-ae (la Jung Ho-yeon di Squid Game, davvero una forza della natura). I due presto si trovano davanti la causa di tutto. Un terrificante mostro altissimo che corre e devasta tutto con una foga rabbiosa. Dopo una folle e allucinante corsa-caccia, i due poliziotti riescono ad ucciderlo. Ma i guai sono appena cominciati…

Hope vanta uno dei budget più ingenti del cinema coreano. Il film sovrabbonda di un visivo ed effetti speciali da blockbuster che tengono alta l’attenzione e l’adrenalina. Dopo una prima parte più monotona, alla ricerca di non si sa di chi e di cosa, arriviamo al continuo pathos, con altrettanti ritmi da cardiopalma nell’inseguimento e in tutte le deviazioni dei mancati colpi mortali. Le macchine da presa sono abilissime nel creare i vari pit stop di tensione continua. Le peripezie del gruppo dei difensori della cittadina costiera sono caricate da humor demenziali e da un horror sadico – ironico.

Il merito di questo film è squisitamente tecnico. Un pizzico di novità rispetto ai colossi americani, la tipicità coreana delle caratterizzazioni e delle location. Narrativamente, Hope manca di originalità: il plot è l’arrivo dei mostri alieni sulla terra. Tutto qui. Non basta affidargli le fattezze e le voci di Michael Fassbender e Alicia Vikander.

Stupisce e sconcerta che un prodotto come Hope sia stato inserito nel Concorso di questa edizione e non come Proiezione Speciale.

 

 

Hope

  • Anno: 2026
  • Durata: '160
  • Genere: Fantascienza-catastrofico
  • Nazionalita: Corea del Sud
  • Regia: Na Hong-Jin