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Cannes

‘El ser querido’: il cinema è ancora vivo

Rodrigo Sodoroyen candida il suo straordinario esperimento cinematografico alla Palma d'Oro

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El ser querido

Un film sui cineasti, sulle figlie e sui padri. In definitiva, su tutti noi.

Con El ser querido, Rodrigo Sodoroyen sbanca letteralmente al Concorso, candidandosi alla Palma d’Oro. Dopo l’acclamato As Bestas, il regista spagnolo cambia volutamente e totalmente il suo registro.

La parola principale che mi sono ripetuto durante la regia di El Ser Querido è stata senza dubbio “sperimentazione”. Volevo andare oltre, esplorare territori sconosciuti e provare cose mai fatte prima.

A partire dalla stessa sceneggiatura. Un testo di frammenti sparsi, vivo ed estremamente coinvolgente: Esteban, un famoso regista, ritrova sua figlia dopo lunghi anni di separazione. Le propone un ruolo da protagonista nel suo ultimo film che sta preparando. Sarà girato a Fuerteventura. Per l’occasione, ha deciso di tornare da New York, dove ha vissuto in pianta stabile, in Spagna. Titubante, Emilia, accetta. É un’attrice, ma in una fase di stallo. Pochi ruoli, perlopiù in serie tv. Si mantiene stabilmente come barista.

Su questo campo emotivamente minato, Sodoroyen innesta alla perfezione un corrispondente ‘caos’ visivo:

Abbiamo girato in bianco e nero, a colori, in pellicola (65 mm, 35 mm, 16 mm, 8 mm), in digitale e in Mini DV. Abbiamo alternato diversi obiettivi durante le riprese, permettendo al film di contenere molteplici texture e prospettive cinematografiche. Ho affrontato ogni sequenza come una storia a sé stante.

Schermo nero, titoli di ingresso che sfumano e in sottofondo siamo già lì, con il sonoro nel locale, nel dialogo che a poco vivremo insieme ai due protagonisti, nell’incontro tra padre e figlia in un ristorante.

Per rendere reale la tensione, ho fatto in modo che gli attori non si vedessero né parlassero prima di girare. Abbiamo girato tutto in un’unica lunga ripresa, ricreando un vero pranzo di un’ora e mezza. Il risultato sono venti minuti di scene che, secondo me, sono oro puro: i silenzi, i dubbi, gli sguardi sono i più veri che abbia mai filmato.

La molteplicità delle verità e delle prospettive

El ser querido affronta, di pari passo alla vicenda privata padre-figlia, i meccanismi di comunicazione ed interazione anche nel mondo del cinema: i cambiamenti culturali attuali condizionano pure quell’ambiente. La mascolinità tossica, l’abuso di potere di un regista, le gestioni umilianti verso la troupe e gli attori, in questo momento storico, non possono più essere tollerate. Le diverse e contrastanti angolazioni da cui, un accadimento che viviamo, viene ricordato e raccontato. La difficoltà ad esternare i sentimenti, ad ammettere le proprie colpe senza se e senza ma.

Xavier Bardem è un perfetto Esteban. Affranto interiormente per aver abbandonato la figlia ed essersi fatto una nuova famiglia, incapace di comunicare veramente con lei,  spudoratamente dominante nella direzione delle riprese, inabile nel trattenere un carattere aggressivo. Victoria Luengo è assolutamente straordinaria nel renderci il vuoto che l’abbandono di un padre in tenerissima età, lascia. La rabbia e la frustrazione anche di una vita diversa e di una carriera artistica mancate, di come i ricordi che uniscono lei a suo padre siano percepiti da lui in maniera opposta al vissuto interiore di Emilia. Ognuno si porta appresso la sua verità.

La location lunare ed espansa della eterea e selvaggia Fuerteventura, fa levitare questa vicenda personale dentro una bolla universale. Il cinema finalmente, esiste. I cambi di  campo, di prospettiva, di messa a fuoco, l’uso del colore, del bianco e nero, della luce fotografica straordinariamente adattata alle ambientazioni, del silenzio che riproduce il girato sotto una nuova oggettività, realmente lo rendono palpabile come linguaggio.

Il finale di El ser querido condensa perfettamente la scissione e la commistione tra arte ed esistenza, tra il reale e l’artificiale, il loro reciproco interscambiarsi, nutrirsi. Con Rodrigo Sodoroyen il cinema ancora crede in se stesso.

 

 

 

El ser querido

  • Anno: 2026
  • Durata: 135
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Spagna
  • Regia: Rodrigo Sorogoyen