All’alba dell’edizione inaugurale di Italy Short Film Days Berlin (4–7 giugno 2026), il nome di Sara Serraiocco compare in testa alla lista degli ospiti. L’attrice abruzzese sarà presente il 6 e 7 giugno per accompagnare il cortometraggio Ciao, Varsavia della regista Diletta Di Nicolantonio, film in concorso ai David di Donatello per il miglior cortometraggio e nella short list dei Corti d’Argento.
Ciao, Varsavia, segue Diana (Carlotta Gamba), giovane uscita da una clinica per disturbi alimentari, tra i quartieri dormitorio di Varsavia. Sara Serraiocco non è solo volto d’apertura del progetto, ma anche produttrice esecutiva.
Sara Serraiocco arriva al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma dopo aver coltivato danza e cinema fin da bambina, un percorso che fin dall’inizio la orienta verso un’attorialità fisica, quasi coreografica.
La sua fulminea consacrazione arriva con Salvo (2013), film rivelazione di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza., in cui interpreta Rita, una ragazza cieca la cui strada si intreccia con quella di un sicario mafioso. L’interpretazione straordinaria, è premiata – tra gli altri – con il Globo d’Oro come migliore attrice protagonista e il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastro d’Argento, oltre alla selezione nella Settimana della Critica al Festival di Cannes.
Salvo
Il corpo come luogo di conflitto
Dopo l’esordio televisivo in R.I.S. Roma – Delitti imperfetti 3, Sara Serraiocco interpreta ruoli in cui il corpo è al centro del conflitto: in Cloro (2015) diventa Jenny, una nuotatrice professionista che perde la madre e vede la sua vita sportiva sconvolta; il film è presente al Sundance e alla Berlinale e la proietta all’interno del cinema europeo contemporaneo.
Con La ragazza del mondo (2016), ruolo principale nel film di Marco Danieli, ulteriore passo internazionale arriva con il Shooting Star Award per l’Italia alla Berlinale e il Premio Pasinetti a Venezia, che confermano la sua capacità di incarnare adolescenze complesse, vulnerabili e inquiete.
La ragazza del mondo
Sara Serraiocco: Da Counterpart* a Non odiare
Il passaggio alla serie statunitense Counterpart* (2018) la lancia su un mercato globale, dove mantiene comunque la sua cifra di intensità interna e controllo emotivo, distintivo di un’attrice che non “recita” ma sembra pensare in scena.
Torna in Italia con ruoli altrettanto segnati: in Brutti e cattivi (2017) di Cosimo Gomez, in Non è un paese per giovanidi Giovanni Veronesi e in Non odiare (2020) di Mauro Mancini, film che le vale il Nastro d’Argento come miglior attrice non protagonista.
E ancora…
Nel 2022 entra nel registro di registi di punta come Gianni Amelio e Paolo Virzì, con Il signore delle formiche e Siccità, due opere che la mettono a contatto con patologie psichiche, desiderio e siccità sociale, ma anche con un cinema più classico e letterario.
Nel 2023 appare in Il primo giorno della mia vita di Paolo Genovese, film che esplora la nascita e la responsabilità; poco dopo diventa volto di Vermiglio di Maura Delpero, film candidato a premi internazionali come i Golden Globe, gli Oscar e gli European Film Awards, che la consolida come interprete di storie di maternità, trauma e religiosità.