‘The Punisher: One Last Kill’ è solo un nuovo inizio per il Punitore
'The Punisher: One Last Kill' è uno special presentation di pregio per gli Marvel studios, offrendo un antipasto spietato e violento per il futuro del personaggio.
Quello del Punitore è sempre stato un personaggio dal grande fascino, perché rappresenta il perfetto esempio di antieroe in un universo popolato da presenze solari e “non violente”, e l’arrivo di The Punisher: One Last Kill ne è la conferma.
Dopo non essere apparso nella seconda stagione di Daredevil: Born Again, quest’anno Frank Castle, interpretato ancora una volta da Jon Bernthal, tornerà in ben due progetti: l’imminente Spider-Man: Brand New Day e lo Special Presentation esclusivo di Disney+. Quest’ultimo rappresenta il primo progetto in solitaria dedicato al personaggio dai tempi della serie prodotta da Netflix, che aveva conquistato pubblico e critica. Sarà finalmente la volta buona sotto il marchio Disney?
‘Punisher: One Last Kill’: la sete di giustizia in un mondo edulcorato
Fin dalla sua nascita, nel 1974, il Punitore si è sempre distinto dagli altri personaggi Marvel per il suo essere “poco super”: non possiede alcun potere, se non la capacità di sfruttare ogni arma possibile pur di massacrare criminali di ogni tipo.
È proprio questa la caratteristica che ha fatto breccia nel pubblico: un personaggio umano, spinto dalla violenza perché cresciuto in un mondo estremamente crudele, che gli ha tolto tutto ingiustamente e senza una spiegazione reale, se non quella di eliminare il male alla radice.
Nonostante alcuni periodi poco brillanti del suo percorso editoriale, come quello in cui era diventato una sorta di Frankenstein o quando aveva indossato i panni di Ghost Rider, il Punitore ha sempre raccontato l’altro lato della giustizia umana: quello più diretto e meno “burocratico”, ben rappresentato da personaggi cinematografici complessi come L’ispettore Callaghan (1971) e Il Giustiziere della Notte (1974).
‘The Punisher: One Last Kill’: una storia intensa in un colpo solo
Ciò che The Punisher: One Last Kill propone è una mini-storia collocata tra la prima e la seconda stagione di Daredevil: Born Again, e prima del prossimo Spider-Man: Brand New Day (2026), con il nostro amato Frank in balia dei fantasmi del proprio passato, in particolare della sua famiglia e dei suoi compagni di guerra.
Oltre a questo, Frank è perseguitato dai Gnucci, una famiglia criminale di New York alla quale, in passato, ha sterminato diversi membri e che ora cerca vendetta. Da qui prende il via un’escalation di violenza alla quale il protagonista dovrà sopravvivere per tutta la durata dello special, attraverso una struttura narrativa che richiama il capolavoro action The Raid(2011) di Gareth Evans.
Tutto perfetto ma solo in parte
Il racconto è ben dosato, con una prima parte focalizzata sull’introspezione del personaggio e sull’approfondimento di una New York poco vista nel MCU, quella più degradata e violenta. Nel secondo atto, invece, tutto esplode in una carneficina ben coreografata e diretta.
Tuttavia, il prodotto inciampa proprio sul finale, che arriva quasi all’improvviso: il grande incipit narrativo si interrompe bruscamente, segnale evidente che questo special funge soprattutto da introduzione a un futuro progetto in solitaria dedicato al personaggio, del quale però non si sa ancora nulla e che non è stato annunciato ufficialmente. Un peccato, perché il prodotto riesce comunque a conquistare lo spettatore grazie a un ottimo lavoro di caratterizzazione del personaggio, degno delle migliori run fumettistiche di Garth Ennis e Jason Aaron, i cui lavori su Punisher meritano assolutamente un recupero.
Un possente Bernthal
The Punisher: One Last Kill
Uno dei maggiori pregi di questo special è senza dubbio la prova attoriale di Jon Bernthal, straordinario caratterista che, dopo essersi fatto conoscere nel ruolo di Shane in The Walking Dead, ha iniziato a ritagliarsi una presenza costante nel panorama cinematografico e televisivo contemporaneo.
Il ruolo di Frank Castle, interpretato per la prima volta nella seconda stagione di Daredevil nel 2015, sembra essergli stato cucito addosso. Questo special conferma ancora una volta quanto attore e personaggio siano ormai entrati in perfetta simbiosi.
La performance di Bernthal si costruisce attraverso pochissime battute, ridotte all’essenziale: il resto passa dagli sguardi intensi, dai silenzi, dagli scoppi emotivi e da una presenza fisica imponente. In scena è letteralmente un carro armato, soprattutto nelle sequenze d’azione, eseguite con grande efficacia dallo stesso attore.
Un grande, imperfetto, ritorno per Frank
In definitiva, The Punisher: One Last Kill è esattamente ciò di cui l’universo cinematografico Marvel aveva bisogno: un prodotto serio, violento tanto fisicamente quanto psicologicamente, con un protagonista privo di superpoteri costretto ad affrontare una battaglia molto più personale, quella contro se stesso e contro le conseguenze delle proprie azioni.
A rendere il tutto ancora più efficace contribuiscono l’ottima interpretazione di Jon Bernthal, qui confermatosi interprete definitivo di Frank Castle, anche grazie al suo coinvolgimento nella scrittura e nella produzione dello special, e le scene d’azione, ben costruite e ricche di una violenza brutale e spietata. Un prodotto che mostra finalmente il lato più oscuro dell’universo Marvel e che lascia la voglia di vedere presto qualcosa di ancora più grande dedicato al personaggio.