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‘The Walking Dead’: un fenomeno culturale che resiste nel tempo

Il fenomeno che ha rivoluzionato l’apocalisse zombie

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Che siate nuovi al genere o appassionati di scenari post-apocalittici, è difficile non aver mai sentito nominare The Walking Dead.

La serie, creata da Frank Darabont e ispirata all’omonimo fumetto di Robert Kirkman, è stata prodotta per l’emittente statunitense AMC e trasmessa per undici stagioni dal 2010 al 2022, affermandosi come un caso unico nel panorama delle serie contemporanee.

Tra i protagonisti principali spicca il vice sceriffo Rick Grimes, interpretato da Andrew Lincoln. All’inizio della storia, Rick si risveglia dal coma in un mondo sconvolto da un’epidemia misteriosa che trasforma i morti in zombie. Riunitosi ad altri sopravvissuti, diventa così il leader di un gruppo variegato costretto a lottare quotidianamente per la sopravvivenza, arrivando presto a comprendere che il pericolo più grande non sono i morti, bensì i vivi.

Un universo ampio e stratificato

Fin dalla sua prima messa in onda, The Walking Dead ha ottenuto un enorme successo, dando origine a un vasto universo narrativo fatto di prequel e spin-off, come raramente si è visto nella serialità contemporanea. Tra i principali ricordiamo Fear the Walking Dead (2015–2023), The Walking Dead: World Beyond (2020–2021), The Walking Dead: Daryl Dixon (dal 2023, ancora in produzione) e The Walking Dead: The Ones Who Live (2024), solo per citarne alcuni.

Nel corso degli anni, la serie ha attraversato fasi alterne, segnate anche dall’uscita di personaggi chiave. Basti pensare ad alcuni interpreti che devono gran parte della loro popolarità proprio alla lotta contro gli zombie: Norman Reedus nel ruolo di Daryl Dixon (protagonista dell’omonimo spin-off), Steven Yeun nei panni di Glenn Rhee e Danai Gurira in quelli di Michonne. A questi si aggiunge anche Jeffrey Dean Morgan, interprete dell’iconico Negan.

A questi cambiamenti si è affiancato anche un progressivo calo del favore della critica, che ha accompagnato le stagioni più recenti della serie. Eppure, l’affetto del pubblico più fedele non è mai venuto meno: ancora oggi la serie rappresenta un vero fenomeno di costume, capace di animare fiere del fumetto in tutto il mondo e di raggiungere anche contesti meno legati alla cultura nerd.

“I morti non muoiono”

In questa serie, in poche parole, “i morti non muoiono”, per citare The Dead Don’t Die di Jim Jarmusch: un’opera recente che, pur non essendo considerata da tutti tra le sue più riuscite, propone una visione alternativa del classico immaginario zombie, un topos radicato nella storia del cinema fin dalle sue origini.

La domanda sorge spontanea: che cosa resta oggi di questo sterminato universo televisivo e seriale di natura post-apocalittica, con centinaia di episodi e altrettante stagioni all’attivo? Esiste ancora un modo per raccontare gli zombie in chiave originale e non banale?

The walking dead 11 teaser

Cosa resta degli zombie?

Il fatto che la serie principale sia disponibile integralmente su NOW (con le prime quattro stagioni anche su Amazon Prime Video) permette anche al pubblico più giovane di avvicinarsi a questo universo, talvolta solo sfiorato o del tutto sconosciuto. Confrontarsi oggi con The Walking Dead significa fare i conti con un prodotto che ha profondamente trasformato il panorama della fantascienza televisiva e della serialità post-apocalittica, lasciando ancora aperto uno spazio vivo di discussione e reinterpretazione.

The Walking Dead

  • Anno: 2010
  • Durata: 45’ (a episodio)
  • Distribuzione: Amazon Prime Video
  • Genere: Post-apocalittico
  • Nazionalita: USA
  • Regia: Registi vari
  • Data di uscita: 31-October-2010