Quanto è giustificabile un crimine fatto a fin di bene? Quando un furto smette di essere un reato e diventa il gesto disperato di qualcuno che cerca di salvare ciò che ama? Tuner – L’accordatore esplora questa zona grigia attraverso la storia di Niki – un ex bambino prodigio in pianoforte che, travolto dal dolore e dalle difficoltà economiche, finisce coinvolto in un giro criminale. Il film diretto da Daniel Roher e distribuito da Notorious Pictures, arriva nelle sale il 28 maggio.
Niki è un accordatore di pianoforti dotato di orecchio assoluto. Il giovane segue le orme dei nonni acquisiti Harry e Marla, nel mestiere dell’aggiustamento degli strumenti musicali. La salute di Harry, però, diventa sempre più cagionevole e le cure sono costose. Niki decide allora di fare qualunque cosa pur di guadagnare di più. E quasi per uno scherzo del destino: nella sua vita arrivano contemporaneamente Ruthie, una giovane compositrice che diventerà la sua fidanzata, e una banda criminale che lo coinvolgerà in una serie di furti nelle case dei ricchi. L’accordatore si muove tra il thriller e una storia romantica, perché è proprio l’amore a spingere Niki verso il ruolo di uno scassinatore di casseforti. L’orecchio assoluto dell’accordatore è un dono, ma è anche una condanna, perché il talento che un tempo lo rendeva speciale ora gli permette di forzare ogni sistema di sicurezza. Niki non ha altre opzioni, la sua carriera da pianista virtuoso è ferma a causa di una particolare allergia al suono, una condizione che lo costringe a vivere con delle cuffie costantemente indossate. Ogni rumore per lui è amplificato a mille. L’accordatore riflette sull’amore, sul trauma e sul sacrificio, mostrando quanto un sentimento tanto puro, possa trasformarsi in ossessione, trascinando una persona verso scelte sempre più estreme e dolorose.
Perdere ciò che ti definisce
Il tema centrale del film è la perdita della propria identità. Il destino di Niki sembrava già scritto: enfant prodige destinato a vivere di musica e di successo. Improvvisamente, però, tutto il piano divino crolla a causa della sua condizione uditiva. A questo punto come può suonare se tollera a malapena la propria voce? Niki perde tutto in un istante e, per una predisposizione caratteriale, trattiene le emozioni dentro di sé per anni. Soltanto l’incontro con Ruthie riuscirà a fare una breccia nella barriera psicologica che si è costruito aiutandolo a scaricare il peso della rabbia e della frustrazione. Il film affronta questo tema con una grande delicatezza lavorando soprattutto sul suono per farci immedesimare nelle condizioni del protagonista. Ai momenti di rumore ovattato si alternano quelli dei picchi di rumore assordanti capaci di provocare disagio anche agli spettatori. La percezione del rumore diventa una caratteristica essenziale del personaggio, ma anche uno strumento narrativo che accompagna l’intero racconto.
Tuner – L’accordatore, diretto da Daniel Roher.
Leo Woodall – il volto perfetto dei film d’amore
Nei panni del protagonista troviamo Leo Woodall, già conosciuto nei film e serie romantiche come One Day e Bridget Jones – Un amore di ragazzo. Il volto di Leo si inserisce perfettamente in questi ruoli tanto romantici quanto tormentati e Tuner – L’accordatore ne è un’ulteriore conferma. L’attore riesce infatti a rendere credibile la fragilità emotiva del protagonista senza mai trasformarlo in una figura vittimistica. Ad accompagnare il percorso di Niki troviamo Ruthie interpretata da Havana Rose Liu, il personaggio centrale per la sua crescita emotiva. Nei ruoli dei nonni adottivi invece troviamo Dustin Hoffman nel ruolo di Harry Horowitz e Tovah Feldshuh in quello di Marla. Con il suo intreccio tra amore, trauma e criminalità, il film riesce a raccontare il dolore di chi perde improvvisamente ciò che lo definisce utilizzando il suono non soltanto come elemento tecnico, ma come vera e propria estensione del protagonista.