In occasione della presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello 2026, ospitata al Palazzo del Quirinale, il cinema italiano si è presentato compatto davanti alle istituzioni con una richiesta chiara: garantire stabilità al comparto e riconoscere pienamente i diritti di chi vi lavora.
A leggere il documento è stata Piera Detassis, Presidente e Direttrice Artistica della Fondazione Accademia del Cinema Italiano. Quest’ultima ha condiviso in diretta su Rai 1 un estratto della lettera indirizzata al Capo dello Stato. Il testo è firmato da tutte le principali associazioni di categoria del settore cinema e audiovisivo e rappresenta oltre 120.000 professionisti tra autori, tecnici, maestranze e operatori culturali.
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Un settore senza certezze tra trasformazioni e precarietà
La lettera mette in evidenza una condizione strutturale di incertezza che attraversa l’intera filiera. Da un lato, migliaia di lavoratori e lavoratrici operano in regime autonomo e discontinuo senza tutele adeguate su disoccupazione, malattia, congedi e pensioni; dall’altro, produttori e produttrici si confrontano con un quadro normativo instabile e con risorse pubbliche non sempre prevedibili.
Il passaggio più emblematico sintetizza la visione del comparto: il cinema viene descritto come un linguaggio universale e un patrimonio culturale che supera i cicli politici, con “un respiro più lungo” e “una memoria più profonda”. In questo contesto, le associazioni chiedono un confronto reale con le istituzioni che eviti derive ideologiche e si concentri sulla definizione di regole condivise. L’obiettivo è assicurare equilibrio nei sostegni pubblici e restituire centralità alla dimensione creativa, oltre a quella industriale.
David 2026: La risposta del Presidente Mattarella
Nel suo intervento conclusivo, Sergio Mattarella ha riconosciuto apertamente il clima di preoccupazione che attraversa il settore. Il Presidente ha confermato di aver ricevuto e letto con attenzione il documento, sottolineando come il tema sia già al centro del confronto istituzionale.
Mattarella ha espresso fiducia nella possibilità di trovare una sintesi tra le diverse esigenze, richiamando implicitamente anche il ruolo del Governo e del Ministro competente. Le sue parole segnano un’apertura significativa verso il dialogo e indicano la volontà di individuare un punto di equilibrio tra sostenibilità economica, politiche pubbliche e tutela del lavoro culturale.
Cinema come bene culturale e interesse nazionale
Il documento insiste su un punto cruciale: il cinema, insieme all’animazione e al documentario, non è solo un comparto produttivo ma un bene comune che contribuisce alla costruzione dell’immaginario collettivo e alla rappresentazione del Paese. In un contesto segnato dalla distribuzione globale, dallo streaming e dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale, il suo ruolo diventa ancora più strategico.
L’appello rivolto al Presidente della Repubblica e alla politica nel suo complesso ribadisce che sostenere il settore significa tutelare un’infrastruttura culturale essenziale. La chiusura della lettera condensa questa posizione in una formula netta, destinata a diventare il messaggio simbolo dell’edizione 2026 dei David: non esiste identità nazionale senza il cinema.