Al Festival di Cannes, il futuro del cinema domina i titoli dei giornali, ma il suo passato è trattato con pari riverenza. Ecco Cannes Classics, la sezione che, da quasi vent’anni, trasforma il restauro in rivelazione. Nata agli albori dell’era digitale, quando il rapporto del cinema con la propria memoria si stava radicalmente ridefinendo, Cannes Classics è diventata un pilastro essenziale della Selezione Ufficiale: un luogo dove la storia del cinema non viene archiviata, ma rivissuta.
Nel 2026, il programma torna con rinnovata ambizione: 22 lungometraggi, 3 cortometraggi, 6 documentari e due opere contemporanee, ognuno dei quali contribuisce a un dialogo vivo e pulsante tra le epoche.
Leggende presenti: da Dern a del Toro
L’edizione di quest’anno è un vero e proprio elenco di eredità cinematografiche. Bruce Dern e Laura Dern saranno presenti per un ritratto intimo di una vita nel cinema, mentre autori come Guillermo del Toro, Dario Argento e Jerzy Skolimowski conferiscono alla selezione una notevole rilevanza internazionale.
La presenza di tali figure sottolinea ciò che Cannes Classics sa fare meglio: unire le generazioni, permettendo al pubblico di vivere il cinema non come una reliquia, ma come un continuum.
Nuovi film, anime antiche
Pur affondando le sue radici nel restauro, Cannes Classics non teme di guardare al futuro. Tra i punti salienti, due opere originali: L’Âge d’Or di Bérenger Thouin e Une Vie Manifeste di Jean-Gabriel Périot.
Il film di Thouin ripercorre la straordinaria vita di Jeanne Lavaur attraverso le turbolenze del XX secolo, mescolando filmati d’archivio e finzione in un modo che reinventa il dramma in costume. Périot, dal canto suo, rivolge il suo sguardo a Michèle Firk – critica, regista e rivoluzionaria – tracciando un ritratto di libertà radicale e sfida intellettuale.
Entrambi i film suggeriscono che la storia non è statica; è qualcosa che reinterpretiamo, riformuliamo e, soprattutto, sentiamo.
Cortometraggi, grandi mondi
Il programma dei cortometraggi dimostra che la brevità non deve necessariamente limitare l’ambizione. Da Torino Shadow di Jia Zhang-ke al surreale Goodnight Lamby di Dustin Yellin, fino al suggestivo Playground di Amirhossein Shojaei, queste opere attraversano continenti e registri emotivi.
Sono, per molti versi, la più pura espressione dell’etica di Cannes Classics: il cinema come scoperta, come rischio, come qualcosa che può ancora sorprenderci in pochi minuti.
Documentare i Maestri
Se il cinema è memoria, i documentari ne sono gli archivisti più devoti. Il programma di quest’anno include una ricca varietà di ritratti e indagini, da Dernsie, che ripercorre la duratura carriera di Bruce Dern, a Maverick, un’esplorazione della visione singolare di David Lean.
Il cinema italiano trova spazio con Vittorio De Sica – La vita in scena, un omaggio a Vittorio De Sica, mentre Mark Cousins prosegue il suo monumentale lavoro con un’immersione profonda nel cinema documentario degli anni ’70.
Questi film non si limitano a raccontare carriere, ma interrogano l’influenza, l’eredità e l’atto stesso della creazione.
Il restauro come resurrezione
Cannes Classics rimane, nella sua essenza, una celebrazione del restauro, non come processo tecnico, ma come resurrezione artistica. In tutto il mondo, archivi cinematografici e laboratori stanno riportando in vita opere un tempo considerate perdute o deteriorate, restituendo loro la vivacità delle immagini, la profondità delle ombre, l’integrità del suono.
Le proiezioni in sale come la Sala Buñuel e la Sala Agnès Varda diventano, in questo contesto, spazi quasi sacri: luoghi in cui il passato del cinema rivive alla presenza di una nuova generazione.
Un’apertura degna degli dei del cinema
Ancor prima dell’inizio ufficiale del festival, Cannes Classics dà il tono con una proiezione di apertura di Il labirinto del fauno, presentata alla presenza di Guillermo del Toro. Una scelta azzeccata, che sfuma il confine tra mito e storia, proprio come la sezione stessa.
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Perché se Cannes è un’occasione per scoprire cosa può diventare il cinema, Cannes Classics ci ricorda tutto ciò che è già stato.
Dove la memoria incontra il grande schermo
In un settore spesso ossessionato dalla prossima grande novità, Cannes Classics offre qualcosa di più raro: una prospettiva. Invita il pubblico a guardare indietro non per nostalgia, ma per curiosità, per riscoprire, rivalutare e riconnettersi.
Per il programma completo e ulteriori dettagli, si consiglia ai lettori di visitare il sito ufficiale di Cannes.