Giunto alla sua terza e ultima stagione – disponibile dal 15 aprile su Netflix – La Legge di Lidia Poët è senza alcun dubbio uno degli show più apprezzati e riusciti degli ultimi anni. Con lo show creato da Guido Iuculano e Davide Orsini la produzione nostrana ha mostrato di che pasta è fatta, portando sul piccolo schermo non solo una storia appassionante, quanto piuttosto una figura fondamentale della nostra società. Lidia Poët fu la prima donna a entrare nell’Ordine degli Avvocati, nella prima metà del Novecento, dopo aver affrontato una lunga serie di ostacoli e imprevisti.
Diretta da Letizia Lamartire, Pippo Mezzapesa (già registi dei precedenti capitoli) e Jacopo Bonvicin, la serie è prodotta da Matteo Rovere, una produzione Groenlandia, società del Gruppo Banijay. La terza stagione de La Legge di Lidia Poët si compone di 8 episodi.
La Legge di Lidia Poët | La trama della terza stagione
Torino, 1887. Enrico (Pier Luigi Pasino) ha finalmente coronato il suo sogno, quello di diventare deputato. Sebbene l’impegno lo porti a spostarsi tra Roma e Torino, riesce ancora a occuparsi dei casi che via via la sorella Lidia (Matilda De Angelis) gli procura. Quest’ultima, dal canto suo, ha visto riconosciuta la sua proposta di legge, per cui non può non giovare della sua posizione. Nel frattempo prosegue la relazione con il procuratore Fourneau (Gianmarco Saurino), rigorosamente tenuta nascosta al resto del mondo e della stessa famiglia.

La Legge Di Lidia Poët. (L to R) Gianmarco Saurino as Fourneau, Matilda De Angelis as La Legge Di Lidia Poët in episode 303 of La Legge Di Lidia Poët. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2026
Il ritorno in scena di una delle sue più care amiche, Grazia Fontana (Liliana Bottone), con cui ha condiviso l’infanzia, i sogni e i segreti, scombina i suoi equilibri. Soprattutto nel momento in cui viene coinvolta in un caso di omicidio, di cui diventa la principale sospettata. Lidia decide di farsi carico delle indagini, aiutata da Jacopo (Eduardo Scarpetta), rientrato a Torino con la nuova compagna.
Un grande show di intrattenimento da cui imparare
La terza stagione di La Legge di Lidia Poët porta avanti la storia della protagonista, sempre più impegnata a far valere la sua voce e il suo ruolo all’interno di una società che sottostima i diritti delle donne. Dedicato a coloro a cui Lidia Poët pose particolare attenzione – donne, emarginati, giovani bisognosi – il capitolo conclusivo dello show non abbandona il suo stile e il sarcasmo di fondo, andando a puntare come sempre sull’intrattenimento ma anche sull’acume della scrittura. Sebbene i tempi (raccontati) non appaiano maturi per un’emancipazione tanto agognata quanto necessaria, rimane importante parlare e sottolineare ciò che non va e che potrebbe essere fatto per migliorare le cose.

La Legge Di Lidia Poët. (L to R) Matilda De Angelis as La Legge Di Lidia Poët, Eduardo Scarpetta as Jacopo Barberis in episode 303 of La Legge Di Lidia Poët. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2026
Lidia fa esattamente questo, mettendo a repentaglio qualsiasi cosa, compresa la sua stessa esistenza. La serie targata Netflix è evidentemente virata verso l’intrattenimento – e la qualità è altissima da ogni punto di vista la si osservi – eppure, dietro la facciata di spettacolarità, si celano discorsi fondamentali e illuminanti. La solidarietà femminile, l’amicizia, il sacrificio, la giustizia sono solo alcuni dei temi scandagliati nel corso degli episodi, attarverso i casi di cui si occupano i protagonisti. Ed è così che La Legge di Lidia Poët conquista per il suo spirito, la sua energia e per la capacità di raccontare spaccati di storie e vite da cui apprendere e a cui ispirarsi.
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