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Lovers Film Festival

‘We are perfect’ – Un grido d’esistenza

Quando l'essere visti è un atto rivoluzionario

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Dalla Polonia arriva We are perfect, un documentario intenso e toccante al tempo stesso. L’ultimo lavoro del regista Marek Kozakiewicz segue il percorso del casting per la scelta di un ragazzo trans nel film Fanfic. Oltre 300 persone hanno risposto alla chiamata, dimostrando la volontà delle nuove generazioni LGBTQIA+ in Polonia di essere viste, di far sapere che esistono.

Proiettato il 17 aprile al Lovers Film Festival a Torino, il film è un lavoro semplice ma ben strutturato.

Un mosaico di storie

Il film presenta immediatamente la sua dimensione poliedrica e trans-mediatica mostrandoci i provini di tutte le persone che hanno risposto alla casting call per il lungometraggio. Un mosaico audiovisivo di video registrati con webcam, TikTok, reel di Instagram. Una nuova dimensione giovanile inonda la produzione.

We are perfect tuttavia non è soltanto un documentario che mostra sapientemente la sua natura intermediale. È una storia di persone, di identità, della necessità di essere visti. Insieme alle prove dei casting esploriamo anche le dimensioni personali e familiari dei giovani coinvolti nel processo. 

Tra le ostilità

Lo sguardo concentrato, intenso e al tempo stesso delicato usato da Kozakiewicz ci porta a seguire la vita personale di Alin Szewczyk, l’attore protagonista del film Fanfic, uscito su Netflix nel 2023. Sequenza di particolare impatto è quella dove il giovane attore si ritrova a una manifestazione di estrema destra. Dalla folla arrivano slogan omofobici e transfobici. 

Protetto dal suo cappuccio, sguardo basso e macchina da presa vicina al volto glabro, Alin Szewczyk si aggira coraggiosamente tra persone che vedono in lui un nemico; non una persona, ma un elemento di disturbo da cancellare o da minimizzare. 

L’attore domina silenziosamente lo spazio scenico; l’indugio della cinepresa sui movimenti lenti, sull’inclinazione del volto e sulle impercettibili tensioni muscolari restituisce allo spettatore tutta la sua cruda vulnerabilità.

Lo scoglio della famiglia

Non è solo Alin Szewczyk ad affrontare l’ostilità delle altre persone in un Paese sempre più orientato verso l’estrema destra come la Polonia. Kajtek, un altro ragazzo che partecipa al casting, è mostrato non solo nel suo percorso di aspirante attore, ma anche all’interno di quello della sua transizione di genere.

La famiglia di Kajtek mostra non un’ostilità, ma un certo dolore velato che sia i suoi genitori che suo fratello piccolo non indugiano a far trasparire, sia privatamente che pubblicamente. Le lacrime di sua madre dopo l’operazione sono quelle di un genitore che sente di aver perso una parte di sé, nonostante le numerose rassicurazioni di Kajtek.

L’impressione dell’incompletezza

La natura documentaristica e intermediale di We Are Perfect è sia un punto di forza che un elemento che rischia di farlo apparire a tratti incompleto o datato.

Marek Kozakiewicz si focalizza su due personalità incredibilmente diverse tra di loro (Alin Szewczyk e Kajtek). L’alchimia è buona e ben gestita, ma a tratti singhiozzata. Il balzo continuo tra i due ragazzi sembra far perdere il focus al flusso filmico, risultando leggermente disorientante.

We are perfect è comunque un documentario coraggioso e sensibile, che invita a non abbassare la guardia.

We are perfect

  • Anno: 2023
  • Durata: 62'
  • Genere: Documentario
  • Nazionalita: Polonia
  • Regia: Marek Kozakiewicz
  • Data di uscita: 17-April-2026