La quarantunesima edizione del Lovers Film Festival si chiude con un sold out che non solo ha riempito la sala, ma ha anche scaldato il cuore di chi continua a credere nel cinema e a preferirne la dimensione più autentica e tradizionale: quella vissuta in sala, insieme.
Tra ringraziamenti, premiazioni e momenti di spettacolo, la direttrice del festival Vladimir Luxuria, affiancata dal suo prezioso Angelo Acerbi, dà appuntamento al pubblico alla prossima, già attesissima edizione del Lovers.
Un’apertura necessaria: diritti e responsabilità
La serata conclusiva si apre con un intervento sentito e doveroso, che richiama l’attenzione sulle ennesime – e sempre più ingiustificabili – aggressioni nei confronti delle comunità LGBTQIA+. In particolare viene ricordata quella subita da un membro del comitato del Torino Pride, a pochi passi dal cinema Massimo che ospita il festival; un episodio che arriva in un momento cruciale: la città è infatti impegnata non solo nell’organizzazione della prossima edizione del Pride, ma anche nei preparativi per un evento di portata ancora più ampia e simbolica.
Torino, città dei diritti, ospiterà infatti EuroPride 2027.

Nicola Savino ospite della serata
Come da tradizione, tra battute esilaranti e momenti di riflessione, Vladimir Luxuria porta sul palco lo spirito irriverente e al tempo stesso consapevole che contraddistingue il festival. A raccogliere il suo invito è lo speaker e conduttore Nicola Savino, che condivide aneddoti personali e professionali, soffermandosi anche sull’importanza che Luxuria ha avuto nel suo percorso.
«Ho iniziato in una TV locale che nasceva in una vecchia macelleria: anche se non era più refrigerata, era ancora molto fredda», racconta sorridendo Savino, che tra una risata e l’altra confessa di pensare anche alla partita della sua amata Inter a cui però ha preferito senza esitazione la sua partecipazione alla serata di chiusura del festival.
Parlando del suo rapporto con Luxuria, aggiunge:
«Sei stata una vera cartina di tornasole. Quando lavoravo con te mi chiedevano: “Ma come fai a lavorare con quello?”. Questo mi ha aiutato a distinguere i buoni dai marci».
Savino ribadisce poi il senso profondo della sua presenza e dell’esistenza stessa di manifestazioni come il Lovers:
«Finché ci sarà qualcuno aggredito per la propria sessualità, per non essere libero di essere ciò che è, eventi come questo saranno indispensabili».
I premi collaterali
Si passa quindi alla presentazione dei premi collaterali della 41ª edizione del festival:
- Premio Young Lover al lungometraggio in concorso Un altre home del regista spagnolo David Moragas, presente e partecipe durante tutta la manifestazione
- Premio Torino Pride al documentario Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo
- Premio Giò Stajano, conferito da Willy Vaira e Claudio Carossa, a Ballata Femmenella
- Premio Matthew Shepard a La petite dernière di Hafsia Herzi
- Premi del Pubblico:
- Two Black Boys in Paradise per la sezione cortometraggi sceneggiato da Dean Atta
- Ballata Femmenella per la sezione documentari
- On the Sea per la sezione lungometraggi di Helen Walsh
Un vero e proprio trionfo, dunque, per Ballata Femmenella, che torna a casa con un tris di riconoscimenti.
Musica e drag: lo spettacolo continua
l palco viene poi lasciato a GENE, cantante emergente della scena torinese e volto della locandina del festival di quest’anno, che interpreta True Colors di Cyndi Lauper, accompagnandola a un brano inedito.
Segue il colorato intervento della drag queen torinese BarbieBlu, diva della notte e meccanico di giorno. «Nemmeno Almodóvar avrebbe potuto pensare a un’idea così geniale», commenta divertita Luxuria, sottolineando la “doppia identità” dell’artista.
«Una volta venni a Torino per uno spettacolo e avevo bisogno di alcuni costumi di scena», racconta ancora Luxuria. «Mi parlarono di lei e mi ritrovai in un’officina meccanica. Non capivo nulla… finché la meraviglia che vedete davanti a me aprì un armadietto tirandone fuori collane, parrucche e gioielli».
I premi principali
Si arriva quindi alle premiazioni delle categorie principali:
- Future Lovers – Cortometraggi: vince il corto inglese Sunday Lunch di Isobel Baker, premio di 500 euro
- Sezione Documentari: vince Barbara Forever di Brydie O’Connor, premio di 500 euro
Prima della proclamazione del vincitore della sezione
All the Lovers, il coordinatore di giuria
Lorenzo Balducci regala al pubblico uno dei momenti più divertenti dell’intera edizione, chiudendo il suo intervento con una frase che mette tutti d’accordo:
«
Come si fa a odiare i gay?».
I giurati salgono quindi sul palco e conferiscono il premio come
Miglior Lungometraggio a
Un altre homedi
David Moragas, che si conferma così tra i titoli più apprezzati del festival, dopo aver già conquistato il Premio Young Lover.
La quarantunesima edizione del
Lovers Film Festival si chiude con la proiezione del film
Plainclothes di Carmen Emmi. È stato bellissimo, Lovers. Ci vediamo il prossimo anno.