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‘Euphoria 3’ : True Pulp Story

Torna dopo un’assenza di quattro anni il celebre teen-drama di HBO che per l’occasione non è più tale. Il genere è cambiato così come lo spazio della serie, e Sam Levinson conduce i suoi protagonisti in un declino inesorabile

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Euphoria 3

Arriva finalmente su Sky Atlantic e HBO Max dal 13 aprile Euphoria 3, la probabile stagione finale della serie cult scritta e diretta da Sam Levinson. Lo show targato A24 e HBO vede tra i produttori lo stesso regista e il rapper Drake, mentre non ci sarà lo storico compositore e musicista della serie Labrinth per divergenze creative. Euphoria ha avuto il merito di far esplodere talenti che dall’inizio della serie ad oggi sono a pieno titolo nell’industria hollywoodiana; difatti riprenderanno i loro ruoli  Zendaya, Jacob Elordi, Sydney Sweeney, Hunter Schafer, Alexa Demie e Maude Apatow. Guest stars di questa stagione: la cantante spagnola Rosalia, Sharon Stone, e Natasha Lyonne.

Il TRAILER – Euphoria 3  

Euphoria 3 , droga, gangster e OnlyFans

Tolti i panni liceali, dopo alcuni anni, Rue (Zendaya) incomincia a raccontare la sua vita e quella degli altri personaggi principali. Se per sé stessa la voragine tra droghe e debiti criminali sembra essere senza via d’uscita, Nate (Jacob Elordi) e Cassie (Sydney Sweeney), in procinto di sposarsi, sono in difficoltà economica, pronti a tutto per mantenere la vita sfarzosa dei loro sogni. Dall’altra parte Maddy (Alexa Demie) e Lexi (Maude Apatow) sperimentano l’incubo del mondo dello spettacolo.

La New Hollywood secondo Sam Levinson e la distruzione dello spazio

Nel primo episodio di Euphoria 3 si può già scorgere una novità destrutturante dell’intera serie. Tutto è cambiato. I personaggi, così come la storia, non sono più immersi nelle regole e nelle atmosfere del classico teen-drama, ma sono fuori da esso nella vita reale a sfidare la violenza della realtà con i propri desideri e trasgressioni. Se, infatti, la bolla liceale permetteva a Rue, Nate, Cassie e Jules di vivere contemporaneamente nell’adolescenza e nel suo post, ora con la fine del liceo, i teenagers che giocavano a fare gli adulti non sperimentano più l’essere grandi, lo sono sul serio.

La struttura della terza stagione è abbastanza classica e semplice nella sua anti-narrazione. L’arco principale di Rue, alle prese con un percorso a metà tra Pulp Fiction e Breaking Bad, vede ogni sua azione legarsi a una co-azione a ripetere, che rende dinamico e imprevedibile il suo personaggio. Così, fedele a quanto mostrato nella seconda stagione, Sam Levinson approfitta dei personaggi interpretati da Elordi e dalla Sweeney per fornire una riflessione moderna e frivola della generazione odierna. Utilizza infatti la tematica della piattaforma OnlyFans per inquadrare due personaggi futili e materialisti legati dal solo bisogno di apparire e di denaro.

Euphoria 3

La fine del teen-drama

Nel mezzo, Sam Levinson usa Maddy e Lexy per una lettura sull’industria hollywoodiana, spezzata, precaria, sbrigativa e vuota. Euphoria 3, almeno nel suo primo episodio, sembra ricascare nel precedente passo falso compiuto dalla serie flop The Idol interpretata da The Weeknd e Lily-Ross Deep. Anche in questo caso Levinson si occupava di interconnettere lo stile della New Hollywood degli anni ’70, riprendendo estetica e archi trasgressivi, per definire una generazione di giovani vogliosi di fama e di successo, poco inclini alla all’empatia e molto propensi ad una voyeuristica rappresentazione di sé stessi.

Questo avviene in modo differente a Rue e Cassie nel primo episodio. Se il personaggio di Sweeney è comunque fedele a sé stesso continuando il suo coerente percorso di un’immagine femminile svuotata di contenuti, la vera regressione riguarda la protagonista interpretata da Zendaya.

Il nuovo volto della serie cult: trasformazione o deriva?

La presa di coscienza del finale della seconda stagione aveva fatto ottenere a Rue uno sguardo nuovo, che sembrava guardare ad un domani più positivo possibile. Tutto ciò  scompare probabilmente in favore di una precisa scelta di Sam Levinson, indirizzata verso una pulp series direttamente uscita dai primi anni ’90 e quindi nel pieno ’70, come del resto ci insegnano le carriere nascenti dei vari Quentin Tarantino e Paul Thomas Anderson.

È evidente il tentativo del suo creatore di trasportare Euphoria 3 in una definitiva metamorfosi cinematografica, autorializzando all’infinito un certo cinema a cui Levinson ha sempre guardato (le diverse citazioni a Pulp Fiction lo confermano). Ciò che si vede nel primo episodio è un cambiamento radicale, un completo abbandono del progetto originale in parte già incominciato nella seconda stagione. Il rischio è aver trasformato un teen-drama cult in una delle tante emulazioni art house newhollywoodiane.

Euphoria 3

Un cambiamento che passa anche dall’estetica

Euphoria 3 mantiene un’identità visiva estremamente riconoscibile. Levinson e il direttore della fotografia Marcell Rèv continuano a cercare di riprodurre l’effetto pellicola tramite una combinazione di ripresa digitale e strumenti di emulazione cinematografica. Un’emulazione che avviene mediante color grading con LUT lavorando anche molto sulle texture dell’immagine. Inoltre l’uso di lenti ottiche introducono micro difetti con leggere morbidezze e con una resa del colore meno neutra, aiutando a rendere l’immagine apparentemente meno digitale e più da effetto pellicola.

La fotografia, anche se continua a lavorare molto con neon e luci ambientali, ha però un atteggiamento di resa meno stilizzato rispetto alle precedenti stagioni, producendo un realismo più sporco e molto meno estetizzato, coerente con il salto temporale di storia e personaggi. Un cambiamento anche registico: se lo stile di Levinson è sempre stato più o meno nervoso e dinamico per seguire lo stato emotivo dei personaggi, ora, nella terza stagione, la direzione sembra essere molto più di osservazione, distante, come se lo spettatore stesse guardando nuovi personaggi, irriconoscibili e non più fragili.

Euphoria 3

Euphoria 3  torna con una drastica involuzione, una precisa scelta conclusiva di Sam Levinson in controtendenza con ciò che la serie è stata. Un primo episodio che taglia col passato adolescenziale, preparando Rue, Cassie, Nate e il loro seguito alla resa dei conti definitiva.

Euphoria

  • Anno: 2026
  • Durata: 60'
  • Distribuzione: HBO Max, Sky Atlantic
  • Genere: dramma
  • Nazionalita: Usa
  • Regia: Sam Levinson
  • Data di uscita: 13-April-2026