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‘A Mysterious World’: l’arte di prendersi una pausa

Il lungometraggio di Rodrigo Moreno dimostra come la vita di un disadattato possa risultare contemplativa e rocambolesca nello stesso momento

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Provate a immaginare: una torrida mattina d’agosto: siete sdraiati nella vostra camera da letto, un filo di luce entra nella stanza e illumina le ombre che le pieghe del lenzuolo stropicciato proiettano sul materasso. La vostra intera vita sembra arrestarsi per un momento, uscire dal tempo, in attesa che tutto riprenda a muoversi con impetuosa esplosività. Se questo breve racconto vi suona in qualche modo familiare, A Mysterious World potrebbe fare al caso vostro.

Direttamente dall’Argentina, il film di Rodrigo Moreno forma un entusiasmante dittico del regista reperibile su MUBI insieme al suo ultimo lavoro, la commedia sui generis I delinquenti del 2024. Per quanto riguarda la pellicola risalente al 2011, si potrebbero fare decine di speculazioni inerenti al suo genere di appartenenza. C’è tuttavia un tratto distintivo di A Mysterious World che traspare con evidenza sin dai primi minuti:  la sua collocazione geografica nello Stato sudamericano.

Un racconto senza punti di riferimento

A livello superficiale, sarebbe facile ricondurre l’opera ad una variazione sul tema del dramma romantico. La concezione più essenziale della trama vede Boris (Esteban Bigliardi), pura antitesi di una persona carismatica, alle prese con l’accettazione di un distacco temporaneo dalla compagna Ana (Cecilia Rainero), voluto da lei a causa del suo crescente disinteresse nei confronti del partner. Boris dovrà quindi confrontarsi con un’inattesa solitudine condita da bizzarri incontri come quello con Ingrid, interpretata da Rosario Bléfari, icona del rock indipendente anni ‘90 scomparsa pochi anni fa.

Ciò che non traspare da questo esiguo riassunto è il modo in cui Rodrigo Moreno inquadra il totale spaesamento del protagonista, trascinandolo in una serie di peripezie che lo investono con così tanta potenza da destabilizzarlo, decentrandolo dalle vicende che vive e offuscandolo perfino agli occhi del pubblico.

 

Una simile struttura che fa dell’imprevedibilità il suo perno, la cui matrice è naturalmente rintracciabile in Fargo dei fratelli Coen, appare certo affascinante, ma non aiuta a comprendere perché A Mysterious World non poteva che nascere nella Repubblica Argentina, piuttosto che in un qualsiasi studio hollywoodiano.

Dilatazione magica e rallentamento forzato

Gli argentini, si sa, necessitano dei loro tempi per sviscerare le narrazioni che portano sul grande schermo. Basti pensare che il movimento cinematografico odierno di maggiore rilievo del paese, “El Pampero Cine”, ha dato vita a pellicole encomiate a livello internazionale come La flor, della durata record di 808 minuti, e Trenque Lauquen, opera divisa in due parti da 2 ore ciascuno, considerato  il miglior film del 2023 dalla prestigiosa rivista Cahiers du Cinéma.

Questa tendenza alla dilatazione temporale è presente anche in A Mysterious World e l’espediente del piano sequenza trova spazio in ogni sua declinazione, talvolta a costo di evidenziare la macchinosità dietro alla scelta registica. Rispetto a quest’ultime, le sequenze più convincenti sono invece quelle in cui lo spettatore quasi si dimentica di star assistendo a una storia e si lascia ammaliare dall’atmosfera placida del long take. Vale la pena ricordare, tra tutte, la scena del meccanico, con un memorabile Germán de Silva a dispetto del suo limitato minutaggio.

Rinascere del tutto diversi e uguali a prima

Tale momento chiave del lungometraggio fa parte della sottotrama più significativa per lo sviluppo del personaggio di Esteban Bigliardi, vale a dire il rapporto tra Boris e una vecchia macchina rumena della serie “Tokha”, scambiata dal resto del cast per una Renault 6 degli anni ‘70. L’automobile, durante l’intero sciorinamento dell’intreccio, sembra cambiare seguendo i mutamenti di Boris che, sebbene dapprima sia del tutto incapace di essere partecipe della propria esistenza e di quella degli altri, con il tempo acquisirà sempre più coscienza di quanto la sua personalità sia connessa al rapporto con l’ambiente circostante.

Sotto quest’ottica, la trovata migliore che A Mysterious World mette in gioco sta nel fatto che il viaggio spirituale di Boris passi costantemente attraverso i silenzi, le pause e i dettagli lasciati a intendere, tanto più che alla fine della corsa non è dato sapere all’audience che cosa sia effettivamente cambiato nella mente del protagonista. Eppure, dalle retrovie di questa imperterrita pacatezza, giunge inevitabilmente una nuova e sottile saggezza, il raggiungimento di una consapevolezza che scorre sottopelle.

A conti fatti, è comprensibile che un’opera con titolo così distante dal soggetto specifico generi varie letture allegoriche o, addirittura, interpretazioni metaforiche della vita stessa, nella quale basta una giornata diversa dalle solite per cambiare tutto, senza cambiare nulla.

A Mysterious World

  • Anno: 2011
  • Durata: 112'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Argentina, Germania
  • Regia: Rodrigo Moreno