“Performo”, “performi” e “performa!”; tre coniugazioni dello stesso verbo con significati ben distinti tra loro, ciascuna delle quali forma un tassello della mini rassegna interna al Festival del Cinema Tedesco a Roma 2026 dedicata a tre delle opere più significative di Andrea Winkler e Stefan Panhans.
Non a caso, è un rischio limitare la descrizione dei lavori dei due registi definendoli semplicemente “film”, dal momento che essi si distinguono l’uno dall’altro per i diversi innesti creativi. Nelle loro creazioni, Winkler e Panhans si divertono a coltivare le più varie forme artistiche e a contaminarle con il cinema, dalla fotografia alla musica passando per il videogioco e nei pressi della scultura contemporanea.
Una tale innovazione visiva potrebbe essere difficilmente digeribile per un pubblico poco allenato alle novità linguistiche della Settima Arte ed è un possibile motivo per cui la produzione filmica tedesca viene spesso sottovalutata rispetto a quella di altri paesi del vecchio continente, come la Francia o la Spagna. Di conseguenza, il compito principale del Festival del Cinema Tedesco, così come di altre manifestazioni, diventa l’avvicinamento di un pubblico più eterogeneo possibile a un’industria che ha fatto della sperimentazione il suo marchio di fabbrica.
“Deliver, deliver, deliver…”
In Anima Overdrive, prima visione del trittico di cortometraggi Performo Performi Performa!, Andrea Winkler e Stefan Panhans non necessitano di un gran numero di elementi per confezionare 4 minuti simultaneamente affascinanti e disgustosi.
A partire da una figura intera dall’alto dell’attrice e doppiatrice Lisa Marie Janke, tutto quello che gli basta è vestirla con una divisa da quarterback squattrinata, posizionarla al centro di una stanza piena di oggetti apparentemente casuali e farle impersonare, a ritmo con una base musicale da freestyle, una sgangherata declamatrice di cose che lei sostiene di “deliverare” con alle spalle un gigantesco zaino blu elettrico.
Incredibilmente, questa singolare composizione audiovisiva racconta molto del cinema della coppia Winkler-Panhans, a partire dalla collaborazione con Lisa Marie Janke, presenza consolidata nelle opere del di Stefan ormai da un ventennio. La seconda caratteristica che identifica la coppia di cineasti è l’analisi del cambiamento sociale odierno in chiave parodica e grottesca, come accade anche nel loro PUPIDRAMA – Dalla Notte Contemporanea, puppet film presentato in anteprima al Festival del Cinema Tedesco a Roma 2026.
“… And nothing else matters.”
Nello specifico, la sensazione che Anima Overdrive lascia allo spettatore, una volta conclusa la proiezione, è quella di aver assistito a una raffigurazione lucida, per quanto estrema, della condizione di inesauribile sovrastimolazione che la contemporaneità capitalista e consumista ci porta ad affrontare.
Osservando l’affanno di Lisa Marie Janke nel perdersi tra frasi scandite a macchinetta, movimenti meccanici ripetuti ed estratti dal testo di Nothing Else Matters dei Nirvana, non si può negare come esso identifichi la vita di milioni di persone, costrette sia a sopportare esistenze alienanti che ad autoconvincersi della normalità di una simile automatizzazione del quotidiano.
Infine, la ciliegina sulla torta che rende Anima Overdrive una performance audiovisiva imperdibile riguarda il riferimento allo stile registico dei videoclip underground tanto cari alla scena musicale tedesca, che inserito nel contesto del cortometraggio fa sorgere spontaneamente un quesito: se un giorno l’arte si limitasse a descrivere le stesse cose che assorbiamo abitualmente, come potrebbe il singolo uomo riconoscere la propria libertà di azione e di pensiero?