‘Ghost school’. L’ostinazione di una bambina intenzionata a proseguire gli studi
Una scuola infestata dagli spiriti; una bambina intenzionata a scoprire la verità: sono gli ingredienti di questo delizioso film presentato alla 35ª edizione del FESCAAAL
Presentato in concorso al 35° Festival del Cinema d’Africa, Asia e America Latina, Ghost School, lungometraggio d’esordio della regista anglo-pakistana Seemab Gul, è un film ambientato in un villaggio rurale del Pakistan.
La forza di una bambina che non si arrende alle false spiegazioni degli adulti
L’opera prima della Gul narra l’ostinazione e il coraggio di Rabia (Nazualiya Arsalan), una bambina di dieci anni, che fa di tutto per arrivare a capire il vero motivo per cui la scuola che sta frequentando improvvisamente chiude i battenti. La motivazione ufficiale è che l’unico maestro rimasto non si è più presentato al lavoro in quanto posseduto da un jinn, cioè uno spirito maligno che si è impossessato di lui. Così, ben presto, tutto il villaggio si convince che sia tutta la scuola a essere infestata dagli spiriti malvagi.
Tuttavia, nonostante Rabia viva in una società in cui leggende e superstizioni sono ancora ben radicate, soprattutto nelle zone rurali del paese, fatica a credere alla versione del jinn e, intenzionata a scoprire la verità, intraprende da sola una serie di ricerche per poter risalire alla verità.
Si dovrà così scontrare con le credenze popolari, la burocrazia e l’arroganza degli adulti che la trattano con sufficienza, per cercare di convincere le autorità a riaprire l’istituto scolastico, senza il quale dovrebbe interrompere gli studi. Infatti, l’unica scuola presente nelle vicinanze rifiuta la presenza di studentesse, accettando esclusivamente studenti maschi: specchio di una società maschilista e patriarcale in cui le donne che vogliono studiare sono malviste e fortemente ostacolate sia dalle autorità, sia dalle stesse famiglie, legate ancora a convenzioni sociali che ancorano la donna alla casa e ai lavori domestici. Significativo il discorso che la madre tiene a Rabia spiegandole come le donne, nella vita, non possono avere sempre quello che vogliono e che si deve reputare fortunata a saper leggere e scrivere.
Alla fine Rabia dovrà accettare un compromesso per continuare a studiare.
Seemab Gul mescola in maniera efficace dramma e sovrannaturale per esprimere le proprie tesi
Con un linguaggio efficace, miscelando sapientemente dramma e sovrannaturale, Seemab Gul realizza un film dal forte impatto, denunciando una condizione che, tutt’oggi, interessa la gran parte della popolazione femminile del paese nel quale affondano le sue radici. Un film dalla dimensione sociale che, come dichiarato dalla stessa regista, vuole raccontare “l’ingiustizia attraverso gli occhi di una bambina che non accetta il silenzio come risposta”.
Una bambina che, in Ghost School, è interpretata in maniera meravigliosa da Nazualiya Arsalan, la quale, in scena dall’inizio sino alla fine del film, è in grado di catalizzare su di sé, con una notevole presenza scenica, l’attenzione dello spettatore.