Connect with us

Mubi Film

‘Discipline’ , la metafisica del femminile

L’ipnotico short-movie di Mona Fastvold, in uno scenario sospeso e asettico, mette in moto la rivoluzione dei generi e dei corpi, dando un disordine all’ordine

Pubblicato

il

Discipline

Su Mubi l’incredibile cortometraggio di Mona Fastvold Discipline, la regista norvegese de Il testamento di Ann Lee. L’opera è inserita all’interno del progetto Miu Miu Women’s Tales del gruppo Prada che unisce moda e arti visive nella consapevolezza emotiva della stile. Scritto e diretto da Fastvold, nel cortometraggio ritornano Daniel Blumberg per le musiche e Amanda Seyfried nel ruolo della protagonista.

Discipline , maschere e burattini

In un collegio governato da suore e popolato da figure metafisiche, un burattinaio mascherato e la sua bambola a grandezza naturale (Amanda Seyfried) si svegliano nello stesso letto. Assieme ad esseri identici a loro, si preparano per la giornata e per iniziare la propria routine. Prima che l’ordine ceda il passa al disordine e alla potenza della danza.

Decostruire Giorgio De Chrico – Discipline

Lo spazio che non è uno spazio, l’immobilità dello scenario e dei suoi interpreti, proprio come in un sontuoso e distante dipinto del surrealista pittore Giorgio De Chirico, sono al centro del particolare cortometraggio Discipline di Mona Fastvold. L’unicità dell’opera, però, risiede, proprio come del resto avviene ne Il testamento di Ann Lee (dentro ad un universo apparentemente identico), nella destrutturazione di tale stasi dechirichiana attraverso il movimento  che nell’idea di Fastvold è un turbine performativo.

Tale tendenza di snaturare l’immobile per accedere alla dinamica della danza, la si denota in due elementi: la rinuncia all’azione e la sua riscoperta. Perché se nel primo atto le bambole sono imprigionate nella “disciplina” dei propri burattinai sotto lo sguardo di controllo delle suore carceriere, è nel secondo atto dello short-movie che la danza, il movimento performativo, agisce come ribellione dei corpi, fondendo generi e personalità sessuali.

Discipline

Corpi in rivolta, la ribellione femminista nel non luogo

Un viaggio fluido e di movimento analogo alla concezione tutta pasoliniana della lingua sceneggiaturale: un processo dinamico da una struttura ad un’altra struttura che in questo caso non opera un passaggio dal testo letterario a quello filmico ma dall’ordine al disordine. Mona Fastvold usando un linguaggio proprio del cinema muto opera essenzialmente quel trasferimento che Pier Antonio Gariazzo, lo storico delle due arti cinematografiche e teatrali, definisce arte autonoma grazie all’uso dei corpi, della ritmica dei movimenti, e della ribellione della mimica.

Se quindi Discipline è di molto influenzato dalla metafisica dell’anti-luogo, o sarebbe meglio dire del non luogo di De Chirico, è però nello spazio stretto del convento-collegio, tra la performance dei soggetti e la confusione delle movenze, che il “meta” si separa dal fisico. Ed è la sospensione del tempo attraverso lo spazio che fa nascere dall’immobilità qualcosa di profondamente reale e dinamico. Una nuova vita.

Dal caos nasce un soggetto, Amanda  Seyfried

In Discipline non c’è un plot narrativo reale, perché alla fine nei 14 minuti del cortometraggio assistiamo al dialogo danzante costante ed ossessivo tra bambole e umani. Ma è proprio l’assenza di story il risultato anti-narrativo e nel contempo narrativo del progetto tra moda e mini-film. Un approccio che ci permette di esplorare la potenza del tema dell’opera, la vera trama, la vera narrazione.

È , infatti, nella distanza tra dentro e fuori, tra ordine e la sua ribellione, che Discipline trova il suo senso come contemporaneo manifesto femminista alimentato dal silenzio in movimento, l’unica vera voce onnipresente all’interno dell’opera.

La collezione Miu Miu di Prada, con i suoi abiti e i suoi costumi, diventa la scenografia di un poema visivo che svuota (per fortuna dell’opera) il solo intento promozionale per far emergere la perdita dei confini voluta da Mona Fastvold. Alla regista norvegese basta un gioco di movenze per trasformare uno dei burattini in un essere vivente : Amanda Seyfried, la protagonista del corto sperimentale, si muove combattendo attraverso la danza il possesso patriarcale dei burattinai aguzzini.

Discipline

L’assenza della storia come narrazione visiva

Un viaggio eroico-metafisico che libera, proprio grazie al performativo, il legame concreto tra oggetto e padrone (il legno conficcato dietro la testa delle bambole), e il personaggio di Seyfried. Una ribellione che contagia anche le altre bambole a slegarsi dal controllo dotandosi di un aspetto prima inesplorato e ora nuovo: il libero arbitrio.

I quadri fermi umani e automatizzati,  condizionati da un’estetica tableau vivant, che vediamo contorcersi per tutto lo short-movie, mettono in scena un dialogo perenne tra controllo e ribellione. In un passaggio fondamentale, verso la fine dell’opera, la somma della fusione dei corpi (proprio come se stessimo assistendo alla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto) si ribella alla stessa danza.

Il caos è finito, il disordine ha finito il suo rito vorticoso, tutto è tornato immobile ma senz’anima. È però da questa “genesi” della metafisica che una bambola, oltraggiata e usata, nella lunga giornata del collegio-convento diventa Amanda Seyfried. Siamo in presenza di una nascita, di una vita che emerge dalla tossicità delle relazioni e dallo sguardo maschile sulle bambole come estensione del possesso femminile. Seyfried, non più bambola e quindi oggetto, esce finalmente fuori dalla sua gabbia per respirare e abbracciarsi alla nuova vita. Alla libertà.

Lo sperimentale Discipline può quindi sembrare un progetto troppo pretenzioso e moralistico, ma è nella sua forma che risiede il suo pregio maggiore. Mona Fastvold inquadra più di dispendiosi live action femministi l’autenticità e il controllo della donna contemporanea. Lo fa attraverso i silenzi e le grida della danza, mettendo in moto l’anarchia motrice dei corpi e dando un raffinato disordine alla disciplina dell’ordine.

Il testamento di Ann Lee – la Recensione di Ermelinda Bisantis

 

  • Anno: 2026
  • Durata: 14'
  • Distribuzione: Mubi
  • Genere: dramma
  • Nazionalita: Ita
  • Regia: Mona Fastvold
  • Data di uscita: 13-March-2026