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Korea Film Festival

‘The People Upstairs’: il matrimonio osservato da sopra

Ambientato quasi interamente in un appartamento, il film sudcoreano usa lo spazio domestico per raccontare il desiderio represso della coppia

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Il Florence Korea Film Fest continua a stupire il pubblico fiorentino portando sul grande schermo gemme nascoste del cinema sudcoreano contemporaneo. Tra le pellicole più attese di questa edizione troviamo The people upstairs, una commedia drammatica che trasforma un interno domestico in un vero e proprio campo di battaglia psicologico. Ma cosa succede quando le mura di casa smettono di proteggerci e iniziano a riflettere le nostre mancanze? Siamo davvero pronti a guardare nell’abisso del nostro matrimonio attraverso gli occhi dei vicini? E se il rumore che ci infastidisce da sopra fosse, in realtà, l’eco del nostro vuoto interiore?

The people upstairs

Ambientato quasi interamente tra le mura di un appartamento, il film sfida le convenzioni del genere giocando tutto sulla potenza del dialogo e sul conflitto serrato tra i quattro protagonisti. Jeong-ah (Gong Hyo-jin) è un’insegnante d’arte (protagonista dell’unica, breve sequenza esterna alla casa), mentre Hyun-soo (interpretato da Kim Dong-wook) è un regista in crisi con il proprio lavoro. Sembrano apparentemente una coppia consolidata, ma capiamo ben presto che hanno oramai smarrito la bussola del desiderio.

La regia coreana di Ha Jung-woo, che interpreta a sua volta il vicino di sopra Mr. Kim, mescola l’imbarazzo sociale al dramma esistenziale, quasi in un’unica località. Questa scelta ci ricorda da vicino esperimenti cinematografici come La riunione di condominio, film spagnolo di Santiago Requejo, che punta tutto sul dialogo e i conflitti fra personaggi. The people upstairs, invece, sposta il focus dal bene comune fino al male privato della coppia.

Il rumore del desiderio

Il film si apre con un dettaglio ossessivo: un orologio che scandisce il tempo, mentre, dal piano di sopra, giungono i rumori inconfondibili dell’attività sessuale dei vicini. Questo incipit non vuole essere esclusivamente una gag comica, bensì la rappresentazione plastica di una ferita aperta. Per il marito, quei gemiti sono un insulto personale, un promemoria costante della sua impotenza relazionale e di un rapporto spento che non trova più una via d’uscita. La moglie, d’altro canto, subisce il disagio del marito ma decide di affrontare il problema invitando proprio quei vicini a cena, innescando così una dinamica di omissioni ancor prima che gli ospiti possano varcare la soglia.

La tensione pre-cena rivela il primo grande nodo della coppia protagonista: l’incapacità di comunicare onestamente. Lei nasconde l’invito fino all’ultimo, temendo la reazione rabbiosa di lui, mentre lui si trincera dietro un cinismo difensivo.

“Prova a toccarmi un po’ durante la cena ma in modo naturale, va bene?
Come se mi amassi, sai cosa intendo no?”

La richiesta di Jeong-ah diventa la dimostrazione che un matrimonio può vivere di “facciata”, dove l’apparenza sociale conta più della verità emotiva. Si tratta di una danza di insicurezze dove il confronto con l’altro, in questo caso con i vicini, diventa il motivo per cui il precario equilibrio domestico può scoppiare.

L’incontro con i vicini

L’ingresso dei vicini cambia radicalmente l’aria nella stanza. Soo-kyung (Lee Hanee) è una psicoterapeuta e influencer di YouTube. Mentre Mr. Kim  è un insegnate di cinese e praticante di yoga, passione che accomuna i due. Infatti, entrambi sono sintonizzati su frequenze emotive e spirituali che i padroni di casa hanno dimenticato da tempo. Grazie alla loro sensibilità verso le “energie”, gli ospiti percepiscono immediatamente la nube tossica lasciata dal litigio appena avvenuto tra i protagonisti. Un contrasto che mette a nudo la coppia originaria: da una parte il razionalismo sterile e stizzito del marito, dall’altra l’apertura forse eccessiva dei vicini.

La serata – che Hyun-soo vorrebbe concludere il prima possibile – si trasforma in un’indagine spietata sulla sessualità e sui confini di coppia. Quando emerge la verità, ovvero che i vicini non solo fanno sesso con passione, ma coinvolgono spesso altre persone nelle loro dinamiche, il film vira verso una riflessione profonda sulla libertà e sulla gelosia. Ed è qui che entra in atto il dubbio sessuale nella coppia protagonista: perché noi non funzioniamo più? La relazione finisce quando il sesso non è più il baricentro? Perché ogni gesto dell’altro ci irrita? La trasparenza quasi disturbante degli ospiti funge infatti da reagente chimico che costringe i padroni di casa a guardare il marciume che hanno nascosto sotto il tappeto della quotidianità.

L’ombra sul soffitto e la dinamica di coppia

Da un punto di vista psicologico, i vicini del piano di sopra rappresentano perfettamente l’ombra junghiana della coppia protagonista. Tutto ciò che il regista e sua moglie hanno rimosso o giudicato immorale viene loro presentato durante la cena. Il fastidio provato dal marito per i rumori non è che una proiezione della sua stessa frustrazione; odia sopra di sé ciò che non riesce a generare dentro di sé. La vicina psicoterapeuta agisce invece come uno specchio analitico, smontando le difese dei padroni di casa e costringendoli a un processo di individuazione forzato. La stessa terapeuta sostiene:

“Ho visto un sacco di coppie come voi. Si trovano in un loop senza fine. Hyeon-su ti fa sentire senza speranza. Sa esattamente che sei ferita e frustrata da molto tempo.”

The people upstairs sembra dunque risvegliare l’inconscio di quei spettatori che stanno vivendo una situazione similare. Quelle dinamiche di coppia che sembrano non cambiare mai, ma che invece possono essere affrontate. Nella dinamica romantica, vediamo spesso il fallimento del “Noi” a favore di due “Io” arroccati nelle proprie ferite. Secondo Jung, una relazione sana richiederebbe l’integrazione delle proprie parti oscure. The people upstairs ci mostra come i protagonisti proiettano le loro ombre l’uno sull’altra, diventando reciprocamente il capro espiatorio della propria infelicità. I vicini considerati spirituali portano il caos necessario affinché la coppia possa finalmente distruggere la vecchia struttura e, forse, ricostruire qualcosa di autentico sulle macerie delle loro finzioni.

 

 

The people upstairs

  • Anno: 2025
  • Durata: 108'
  • Distribuzione: Filmax, By4M Studio
  • Genere: Satira, Commedia Romantica
  • Nazionalita: Corea del sud
  • Regia: Ha Jung-woo