AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema è stata ricevuta in audizione presso la VII Commissione (Cultura) della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame delle proposte di legge C. 2360 Schlein, C. 2578 Mollicone e C. 2731 Amato, recanti disposizioni in materia di cinema e audiovisivo.
Al centro dell’intervento dell’associazione – che rappresenta 126 manifestazioni tra festival, rassegne e premi cinematografici – la consegna di una memoria scritta con dati aggiornati e proposte operative per rafforzare il comparto della Promozione, in vista di un possibile riordino della normativa sul settore e dell’eventuale istituzione di un’Agenzia per il Cinema e l’Audiovisivo.
Audizione AFIC: focus sulla filiera della Promozione
Nel corso dell’audizione, AFIC ha sottolineato come il comparto della Promozione – pur essendo centrale per la circolazione delle opere e la formazione del pubblico – risulti ancora marginale nelle proposte di riforma attualmente in discussione, con un’attenzione esplicita solo nella proposta C. 2578.
L’associazione ha evidenziato la necessità di riconoscere il ruolo strutturale delle manifestazioni cinematografiche all’interno del sistema cinema italiano. Festival, rassegne e premi non rappresentano soltanto eventi culturali, ma costituiscono un vero e proprio anello strategico tra produzione, distribuzione ed esercizio, soprattutto nei territori periferici o culturalmente desertificati.
I dati di AFIC: 2,1 milioni di visioni nei festival italiani
Secondo i dati illustrati nella memoria – frutto di una ricerca biennale realizzata da AFIC con Ergo Research, Cinetel e CUC – nel periodo marzo 2024 – febbraio 2025 si sono registrate 2,1 milioni di visioni di film nell’ambito dei festival italiani, con un incremento del 4% rispetto ai 12 mesi precedenti.
Particolarmente significativo il dato anagrafico: il 60% del pubblico rientra nella fascia 15-34 anni. Il cosiddetto “filo-festival” ha un’età media di 37,4 anni, un elevato livello di istruzione (63% laureati) e una forte propensione alla mobilità: il 50% degli spettatori non risiede nella città in cui si svolge l’evento.
Questi numeri confermano il ruolo dei festival come strumento di:
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formazione del nuovo pubblico
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valorizzazione del cinema indipendente
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rigenerazione culturale dei territori
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riattivazione di sale dismesse o creazione di nuovi spazi di proiezione
Le proposte AFIC per la riforma del cinema e dell’audiovisivo
Pur riconoscendo le diverse impostazioni delle tre proposte di legge, AFIC ha avanzato una serie di principi generali per organizzare in modo più efficace il comparto della Promozione.
Certezza dei tempi e finestre fisse
La richiesta principale riguarda la certezza dei tempi dei finanziamenti statali, con:
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pubblicazione del bando entro novembre dell’anno precedente
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termine massimo di 60 giorni per la pubblicazione dei risultati
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finestre annuali predeterminate
La stabilità temporale è ritenuta essenziale per la programmazione e la sostenibilità economica delle manifestazioni.
Triennalizzazione dei contributi
AFIC propone contributi su base triennale per festival, rassegne e premi, con monitoraggio annuale da parte della Commissione competente. Questo modello garantirebbe continuità e valutazione oggettiva dei risultati.
Requisiti di solidità e continuità
L’accesso al Bando Promozione dovrebbe essere consentito solo a soggetti che abbiano svolto attività continuativa nel triennio precedente, dimostrando:
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solidità culturale
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coerenza progettuale
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stabilità economica
Criteri oggettivi e motivazioni scritte
Tra i punti chiave anche l’introduzione di criteri quantitativi misurabili come soglia di sbarramento e l’obbligo di motivazione scritta in caso di esclusione, sul modello dei principali bandi internazionali.
Coordinamento con enti territoriali
AFIC auspica un confronto strutturato tra Stato ed enti locali – Regioni, Comuni e Film Commission – per garantire uniformità di giudizio e migliore integrazione tra politiche nazionali e territoriali.
Tetto massimo finanziabile
Infine, viene proposta l’introduzione di una soglia massima finanziabile per favorire una distribuzione più equa delle risorse.
Promozione del cinema nella proposta di AFIC: un investimento strategico, non residuale
Nel documento consegnato alla VII Commissione Cultura, AFIC ha ribadito che senza festival, rassegne e premi diffusi su tutto il territorio nazionale si rischia:
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l’emarginazione del cinema indipendente
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la perdita di nuove professionalità e talenti
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la desertificazione culturale dei territori
La Promozione non può restare il fanalino di coda degli investimenti pubblici nel settore audiovisivo. Al contrario, rappresenta un’infrastruttura culturale capace di generare valore economico, coesione sociale e crescita del pubblico.
L’audizione segna un passaggio rilevante nel percorso di riforma del cinema italiano: ora la partita si gioca sulla capacità del legislatore di tradurre in norme operative il principio cardine evidenziato da AFIC – regole chiare, tempi certi e decisioni rapide – per garantire stabilità e visione strategica a tutta la filiera della Promozione cinematografica.