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‘La Preside’: la scuola si evolve in un guscio resistente

La serie con Luisa Ranieri racconta la battaglia contro la dispersione scolastica a Caivano, tra realismo civile e speranza concreta

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'La Preside' arriva su Netflix: Luisa Ranieri interpreta la dirigente ispirata a Eugenia Carfora nella serie ambientata a Caivano

La Preside, la serie diretta da Luca Miniero e ideata da Luca Zingaretti insieme a Cristiana Farina e Maurizio Careddu, è ispirata alla figura reale di Eugenia Carfora. Dopo il debutto su Rai, la serie arriva su Netflix dal 20 febbraio, ampliando il pubblico di un racconto civile tra i più necessari degli ultimi anni.

Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e ad Alice nella Città, la serie è prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction e con la partecipazione di Netflix.

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La Preside: la missione contro la dispersione scolastica a Caivano

A vestire i panni della dirigente scolastica dell’istituto Morano al Parco Verde di Caivano – uno dei contesti più complessi del nostro Paese – è Luisa Ranieri. L’attrice si è preparata seguendo per alcuni giorni la vera Eugenia Carfora, osservandola nel suo ambiente di lavoro e studiandone metodo, postura e linguaggio.

La storia segue Eugenia Liguori, che accetta volontariamente di dirigere l’istituto professionale “Anna Maria Ortese” di Caivano. Non si tratta di un errore burocratico, come accadeva nel celebre Io speriamo che me la cavo (1992) di Lina Wertmüller con Paolo Villaggio, ma di una scelta consapevole.

All’arrivo, la preside trova una scuola svuotata di senso: lassismo diffuso, studenti assenti, persino il custode che vive nell’edificio e ha improvvisato una lavanderia tra quelle mura. Le cause sono strutturali e contemporanee — marginalità sociale, povertà educativa, sfiducia nelle istituzioni. La scuola è percepita da molte famiglie come un ingombro inutile, non come un’opportunità di emancipazione. La Preside è considerata una “pazza”.

La lotta contro la dispersione scolastica diventa allora concreta, quasi fisica. Eugenia Liguori va a cercare i ragazzi casa per casa, li chiama per nome, utilizza un megafono per riportarli in classe. È un gesto ostinatamente pedagogico che riafferma un principio semplice: la scuola, in quanto istituzione, e la cultura, in quanto orizzonte simbolico, possono ancora farsi guscio protettivo e porta verso un futuro diverso.

'La Preside' arriva su Netflix: Luisa Ranieri interpreta la dirigente ispirata a Eugenia Carfora nella serie ambientata a Caivano

Conflitti, minacce e responsabilità adulta

In ogni episodio Eugenia si scontra con l’omertà, con la pressione della criminalità organizzata, con minacce dirette. Affronta la diffidenza delle famiglie e perfino l’incomprensione della propria cerchia privata. La sua battaglia non è soltanto contro l’abbandono scolastico, ma contro un ecosistema che normalizza l’idea di un destino già scritto.

Il tempo diventa la vera posta in gioco: ogni giorno perso coincide con un ragazzo o una ragazza che, lasciando la scuola, rinuncia alla possibilità di emanciparsi. E così, quell’Istituto, diventa un luogo dove rifugiarsi, dove poter chiedere aiuto.

“Il carcere è quello che c’è in testa, per questo la scuola e la cultura salvano i giovani dalle situazioni di grande degrado.”

Il cast: Luisa Ranieri e un ensemble di grande intensità

Luisa Ranieri imprime alla serie una densità emotiva che trascende la già solida costruzione drammaturgica. La sua interpretazione lavora per sottrazione: evita l’enfasi retorica, rifiuta la figura della “preside-eroe” e costruisce un personaggio credibile, umano, segnato da stanchezza, determinazione e lucidità strategica. Il controllo dello sguardo, la postura rigorosa, il gesto ricorrente dello sfregarsi le mani compongono un ritratto che alterna fermezza istituzionale e affetto materno.

Accanto a lei, il cast riunisce interpreti come Alessandro Tedeschi, Francesco Zenga, Ludovica Nasti, Pasquale Brunetti, Luigi D’Oriano, Alessandro De Martino, Aurora Venosa, Francesca Bellamoli e Brunella Cacciuni.

In particolare, le interpretazioni degli studenti evitano la caricatura e restituiscono la complessità dell’adolescenza: violenza di genere, omofobia, transfobia, difficoltà scolastiche e familiari, ma anche il ruolo salvifico dell’amore e dell’amicizia. La serie acquista così spessore perché non riduce il conflitto a una dinamica individuale, ma lo inscrive in un tessuto collettivo.

La regia di Luca Miniero: tra realismo e intensità emotiva

La regia di Luca Miniero in diversi passaggi chiave stringe improvvisamente sui volti, con zoom ravvicinati isola i personaggi e ne amplifica il conflitto interiore, inserendo un elemento quasi documentaristico. È una scelta che accentua l’importanza delle scene, portando lo spettatore dentro l’urgenza delle decisioni e delle fratture emotive. Questo lavoro sui primi piani, quasi insistito, rende palpabile il peso delle responsabilità e trasforma i corridoi della scuola in uno spazio drammatico, dove ogni esitazione diventa racconto.

La Preside: il confronto con Mare Fuori

Il dialogo con Mare Fuori è inevitabile. Se la serie ambientata nell’IPM napoletano punta su una forte componente melodrammatica e su una certa estetizzazione del contesto criminale, pur con finalità di denuncia, La Preside sceglie un registro più aderente al realismo civile.

Mare Fuori racconta le conseguenze estreme di un sistema che ha già fallito; La Preside si colloca un passo prima, tentando di intercettare la frattura quando è ancora possibile sanarla. È una differenza strutturale, quasi ideologica. Ed è proprio in questo scarto che si inserisce la forza della serie: rendere tangibile la possibilità di un’alternativa senza indulgere nella retorica salvifica.

“Le cose si possono cambiare… se si sta fermi su una panchina i sogni non si avverano.”

  • Anno: 2026
  • Durata: 1 stagione (8 episodi)
  • Distribuzione: Rai, Netflix
  • Genere: drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Luca Miniero
  • Data di uscita: 12-January-2026